Un dolce Berlingozzo per il prossimo Berlingaccio


Un dolce di Carnevale

I Toscani non avranno problemi a capire di cosa parlo: nel primo caso di un antico dolce tradizionale fiorentino tipico dei giorni di Carnevale e, nel secondo, del Giovedì grasso.

E andiamo a scoprire il perché di questi nomi, a dire il vero poco accattivanti con quei suoni duri dovuti alle doppie “z” del Berlingozzo e a quell’”accio” del Berlingaccio che fa pensare proprio a qualcosa di “accio”.

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Il Berlingaccio in una stampa del XVIII secolo dove si legge: “È questo il dì che gioia al cuor dispensa con urli, strida, balli e lauta mensa”

Tutto nasce da berlengo, così ci dice il dizionario etimologico, mentre la Treccani sottolinea che il termine deriva dal tedesco antico bretling, tavola. Ma non finisce qui: per analogia berlingare ovvero chiacchierare o meglio ciarlare a tavola dopo aver mangiato lautamente e bevuto altrettanto, come si legge nelle opere di Boccaccio e del Sacchetti sia con l’accezione di ciarlare sia di abbuffarsi, e berlingatore, il mangione. … Continua  Un dolce Berlingozzo per il prossimo Berlingaccio

Microstoria in cucina: dolcezze toscane


I cenci dell’Artusi – i dolci di Carnevale

Pellegrino Artusi e il frontespizio de l'Arte di mangiar bene
Pellegrino Artusi e il frontespizio de l’Arte di mangiar bene

I dolci fritti di cui andiamo a chiacchierare non sono tipici toscani, la loro tipicità sta nel nome. Pellegrino Artusi, romagnolo d’origine e toscano d’adozione, non ebbe dubbi, quando ne fornì la ricetta, nel chiamarli cenci il plurale di cencio, senza soffermarsi sugli altri nomi che prendevano in altre regioni italiane.

Il termine documentato già dal XIII secolo derivava da brandello, ritaglio di stoffa.  …Continua  I cenci dell’Artusi storia e ricetta

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