Ippolito Zibibbi, ammiraglio per caso

di Guglielmo Evangelista

Il “Fortino sulla Foce “ a Viareggio costruito nel 1768.
Nel XIX secolo divenne la sede dell’Autorità Marittima e poi della
Capitaneria di porto del Regno d’Italia fino alla demolizione avvenuta negli anni ’30

Ippolito Zibibbi nacque a Viareggio nel 1772. Il padre era un funzionario di carriera della Repubblica di Lucca, ma i suoi due figli Ippolito e Gianbattista non  seguirono le orme paterne e, benché ancora molto giovani, a fine ‘700 erano contitolari di un tabacchificio a Pietrasanta la cui gestione, peraltro, dette loro parecchi grattacapi, ma rispetto all’attività imprenditoriale ben altre soddisfazioni  dette ai due fratelli la passione per la politica.
Fervente ammiratore di Napoleone, lasciata la Toscana, Ippolito si arruolò nell’esercito francese combattendo in tutte le campagne di fine secolo e subendo anche una ferita.
Nel 1805 passò al servizio del Principato napoleonico di Lucca di Elisa e Felice Baiocchi con il grado fi capitano.
Nel 1813 era comandante della piazzaforte di Viareggio quando vi sbarcò un forte contingente inglese: … continua a leggere Ippolito Zibibbi, ammiraglio per caso

A Capraia la leggenda di un cercatore di tesori

Capraia Forte San Giorgio e la torretta del Bagno

Capraia è un’isola aspra e forse in questo consiste il suo incanto: negli anfratti e nelle baie lungo le coste frastagliate e scoscese il mare assume colori cangianti, combinati e diversi, tra le asperità delle sue rocce e dei suoi i massi fiori colorati a macchie che scosse dal vento la riempiono di profumi e a primavera c’è un tripudio che la pennella di toni e sfumature e di odorose fragranze.

Ma non fu scelta per questo suo sfolgorante paesaggio dai pirati che in tempi lontani depredavano le coste del Mare Nostrum tanto che Roma mise fine alle scorrerie rendendola libera dai pirati ma disabitata. No, Capraia è sempre stata scelta, da Etruschi e Romani, per le leccete che la rivestivano e a partire dal XVI secolo ha sempre rivestito una posizione strategica nell’alto Tirreno come punto di avvistamento di navi corsare e come difesa dalle medesime lì a metà com’è tra la Corsica e la Sardegna, tra il mare e la terraferma, quella dirimpettaia, ricca di popolazioni e risorse. .… Continua

Altre leggende toscane: 

La leggenda della Rocca di Crevole

La leggenda di Margherita Marsili

Il Sasso di San Zanobi e la sua leggenda

La leggenda del Monte Forato

Cinque leggende toscane

 

L’isola di Capraia e la Marina Piemontese

di Guglielmo Evangelista

Capraia (XVII secolo)

La Capraia è un’isola abbastanza singolare, sia per la sua posizione geografica che per la sua storia. Antico rifugio di monaci come ricorda Rutilio Namaziano nel V secolo (1), è situata in pieno mar Tirreno, ma la terra più vicina è la Corsica e non la Toscana né l’Italia e, come in Corsica, in tempi lontani vide alternarsi l’influenza pisana e quella genovese che, specialmente dopo la battaglia della Meloria nel 1284, finì poi per prevalere e dopo  essere stata posseduta da vari feudatari e dal Banco di San Giorgio,  fu definitivamente annessa alla Repubblica nel 1562.
Genova cedette la Corsica alla Francia nel 1769: l’isola restò genovese ma per alcuni anni fra il 1783 e il 1787 fu occupata dai francesi; tornò poi a far parte dell’agonizzante Repubblica  aristocratica e ovviamente fu ancora francese dopo l’annessione di Genova all’Impero napoleonico. Furono vicende non poco travagliate per uno scoglio poco produttivo e con una scarsa e povera popolazione … continua a leggere L’isola di Capraia e la Marina Piemontese

Giglio Castello, una galleria d’immagini

Isola del Giglio (1740)

Il Giglio è per estensione la seconda delle isole dell’Arcipelago toscano dopo l’Elba. Il suo nome che richiama un fiore in realtà deriva dall’etimo greco latinizzato in “Aegilium” ovvero “capra”. La galleria che proponiamo riguarda uno dei tre centri abitati, Giglio Castello. In posizione sopraelevata sul mare conserva il castello sorto presumibilmente già nel X secolo con scopi di difesa dagli attacchi barbareschi. Il borgo è tutto raccolto attorno alle alte mura, con viuzze strette e scalinate, con quel che rimane della Rocca pisana, di cui resta una Porta trecentesca.

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