Il mito etrusco dell’agguato dei fratelli Vibenna all’indovino Cacu

di Michele Zazzi

Specchio di Bolsena

Su alcuni monumenti etruschi del periodo ellenistico è rappresentato un mito etrusco di difficile interpretazione che riguarda l’indovino Cacu (divinità profetica) ed i fratelli Vibenna (noti per le loro connessioni con Macstarna/Servio Tullio di cui alle raffigurazioni della Tomba François di Vulci della seconda metà del IV scolo a.C.).
La scena, seppur con qualche variante in termini di complessità, è raffigurata su uno specchio in bronzo da Bolsena, del IV-III secolo a.C., conservato presso il British Museum e su almeno quattro urnette cinerarie chiusine, databili al II secolo a.C., provenienti in particolare dalla Tomba della Pellegrina, dal territorio chiusino, da Sarteano e da Città della Pieve (tali monumenti funerai sono conservati presso i Musei Archeologici di Chiusi, Siena e Firenze).

I nomi dei protagonisti si ricavano dalle didascalie incise sulla circonferenza dello specchio di Bolsena vicino alle figure raffigurate al suo interno. 

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Il Tumulo della Regina a Tarquinia

di Michele Zazzi

Il Tumulo della Regina a Tarquinia

Il Tumulo della Regina si trova nella Necropoli della Doganaccia a lato della strada che collegava probabilmente il porto di Tarquinia con la Città e vicino al Tumulo del Re, posto sull’altro lato della medesima strada. Il sepolcro ha un diametro di oltre 40 metri e risale al VII secolo a.C.
Il tumulo è rivolto ad ovest e nella parte anteriore è preceduto da un grande ingresso a cielo aperto a pianta cruciforme composto da un ampio vestibolo (largo 6 m circa e lungo oltre 8 m) attorno al quale si aprono tre camere funerarie (una centrale e due laterali). Un’imponente scalinata (con 12 – 13 scalini) immette su una piattaforma (piazzaletto) profondamente infossata di forma quadrangolare (larga 3,70 m e lunga 2,60 m), probabilmente in antico coperta da una tettoia (legno?). La piattaforma presenta banchine composte da un doppio gradino sui tre lati del piazzaletto, interrotte dagli accessi delle tre camere funerarie. In questo spazio si svolgevano riti e spettacoli dedicati al defunto.

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