Archeologia industriale in Toscana
La storia della famosa industria alimentare toscana inizia nel 1827 ad opera di Giovanni Battista Buitoni (1769-1841), che avvia con la moglie Giulia Boninsegni un piccolo negozio di pasta in via Firenzuola a Sansepolcro, nell’allora Granducato di Toscana.
Nel 1879 fu trasformata in Società a nome collettivo Giovanni e Fratelli Buitoni e furono effettuate modifiche sostanziali, sia dal punto di vista impiantistico produttivo che da quello societario, e nel 1882 fu iniziata la realizzazione del primo insediamento industriale in prossimità della fortezza medicea con la costruzione di un mulino a cilindri secondo il progetto della casa Debes di Norimberga e un pastificio attiguo. Il complesso restò inalterato fino al 1906 quando, in seguito a un incendio, vennero ristrutturati i locali con l’aggiunta di un nuovo fabbricato adibito a uffici.

Stablimento Buitoni

Agli inizi del Novecento l’azienda era consolidata. La produzione di pasta si affianca a quella di cioccolato e dolciumi quando, insieme ad Annibale Spagnoli ed altri soci, il 30 novembre 1907 Francesco Buitoni, figlio di Giovanni, costituisce a Perugia, con un capitale sociale di 100.000 lire la “Società Perugina per la Fabbricazione dei Confetti”, che diventerà poi “La Perugina – Cioccolato e Confetture”.
Negli anni venti presero avvio altri nuclei operativi gestiti dai vari rami familiari Buitoni: la Pastifici S.A. Roma (1922), nel 1934 viene creata la prima filiale all’estero, in Francia, mentre nel 1939 Giovanni Buitoni si trasferisce negli Stati Uniti, dove apre un negozio Perugina a New York e poi la Buitoni Foods Corporation (1941) e la S.A. Française Produits Buitoni (1954).
Data l’ormai matura strategia di sviluppo, già alla fine degli anni trenta l’antico stabilimento di Sansepolcro risultò inadeguato, e venne quindi affidato l’incarico di elaborare un progetto moderno allo studio Eckert & Pelug Graph Kun talr di Wiesbaden. I lavori iniziarono nel periodo prebellico ma gran parte degli edifici furono distrutti il 12 luglio 1944 dai tedeschi in ritirata; secondo un nuovo progetto, eseguito dall’architetto Longo di Roma, la ricostruzione dello stabilimento iniziò nel 1945.

Le maestranze della Buitoni (1953)

Lo sviluppo della Buitoni continuò a ritmi intensi fino al 1969, quando nacque la BP- Industrie Buitoni Perugina nel tentativo di combattere la concorrenza delle grandi multinazionali straniere.
Nel 1984, il pacchetto azionario passò nelle mani della CIR di Carlo De Benedetti, che a sua volta lo cedette alla svizzera Nestlé. La multinazionale svizzera dismette lo stabilimento di Sansepolcro mantenendone il marchio. Conseguentemente, l’area dell’antico pastificio è stata acquistata dalla Valtiberina s.p.a. che ha dato vita a un centro polifunzionale, inteso a soddisfare i settori del terziario, del commercio e dell’artigianato.

Sansepolcro – Monumento a Giovanni Battista Buitoni

Nel 2008 la Nestlè ha ceduto il marchio Buitoni alla Newlat S.P.A. azienda proprietaria anche di storici marchi come Polenghi Lombardo, Giglio, Optimus, Ala, Matese, Pezzullo e Corticella, sotto la guida di Angelo Mastrolia, avvia il rilancio dello stabilimento di Sansepolcro con la costruzione di un nuovo reparto spedizioni e l’ammodernamento di alcune linee produttive.
Attualmente dell’edificio originario restano solo l’antico mulino ad acqua, la ciminiera, uno stabile peraltro costruito negli anni sessanta e il monumento a Giovanni Buitoni.

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