Lo scontro fra Firenze e Siena del 1432

Paolo Uccello, Battaglia di San Romano, particolare (Firenze, Uffizi)

La Battaglia di San Romano, combattuta il primo giugno 1432, è uno degli episodi delle guerre che vide contrapposte le maggiori città-stato italiane nel tentativo di consolidare il proprio potere territoriale.
La Repubblica di Firenze e la Repubblica di Siena, entrambe protagoniste di questo scontro, rappresentavano due anime opposte della Toscana rinascimentale: da un lato Firenze, dinamica e ambiziosa, dall’altro Siena, orgogliosa e legata alla sua tradizione repubblicana. Lo scenario dello scontro fu la valle dell’Arno, un’area strategica che per secoli aveva visto susseguirsi battaglie e contese.
L’esercito fiorentino, al comando di Niccolò da Tolentino, era composto da circa quattromila cavalieri e duemila fanti. Niccolò, condottiero esperto e stratega di valore, dovette fronteggiare le forze senesi alleate con il potente Duca di Milano. Il comando senese era affidato a Bernardino della Ciarda, un condottiero che aveva in passato militato sotto le insegne di Firenze, e a Francesco Piccinino, un altro veterano delle guerre italiane. Lo scontro tra questi eserciti fu cruento e complesso, con momenti di grande incertezza e continui capovolgimenti di fronte.

San Romano. I resti della Torre Giulia. Fu edificata nel 1391 da Giovanni Acuto

La battaglia si aprì con un attacco a sorpresa delle truppe fiorentine che colse il nemico impreparato nei pressi di Montopoli. Tuttavia la resistenza senese e viscontea si dimostrò tenace, e l’intervento di Bernardino della Ciarda riuscì a riequilibrare temporaneamente la situazione. Solo l’arrivo dei rinforzi fiorentini guidati da Micheletto da Cotignola spezzò definitivamente la resistenza avversaria, conducendo Firenze alla vittoria dopo circa otto ore di intensi combattimenti (come riferisce lo storico Scipione Ammirato).
La ritirata delle truppe senesi non solo sancì la vittoria fiorentina, ma rafforzò anche il controllo della città gigliata sulla Toscana settentrionale.

San Romano e Montopoli, i luoghi che ospitarono lo scontro, rivestivano un’importanza strategica già da secoli. San Romano, situato su un altopiano lungo la riva sinistra dell’Arno, era stato fortificato alla fine del Trecento dal celebre condottiero inglese Giovanni Acuto, passato al servizio di Firenze. La sua opera di rafforzamento, che includeva torri e fossati, rese il borgo un baluardo fondamentale per il controllo della valle. Montopoli, invece, era celebre per la sua posizione dominante e per la sua struttura difensiva, che includeva il Poggio della Rocca e la Torre e l’Arco di Castruccio, dove si narra che il condottiero lucchese Castruccio Castracani fu ferito durante un assedio nel mille trecento ventotto.

La Battaglia di San Romano fu raffigurata da Paolo Uccello che immortalò l’evento in un celebre trittico. Le tre tavole, oggi custodite rispettivamente alla National Gallery di Londra, agli Uffizi di Firenze e al Louvre di Parigi, raffigurano la battaglia con una straordinaria cura per i dettagli e un’innovativa rappresentazione dello spazio e del movimento. In queste opere, l’artista non si limita a narrare i fatti, ma li trasforma in un’opera simbolica che celebra la grandezza di Firenze e dei suoi condottieri. La Battaglia di San Romano rafforzò il ruolo dominante di Firenze e contribuì a consolidarne l’immagine di potenza militare e politica, rafforzata dalla produzione artistica che ne celebrava le gesta.

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