Costruzioni rurali in Toscana

Di Giovanni Caselli

La forma circolare è, nella storia dell’abitazione umana, la più antica. Nella gola dell’Olduvai, Leakey mise in luce un circolo di pietre che doveva essere servito a trattenere la struttura di un semplice riparo dell’Homo habilis che visse 2.000.000 di anni fa. A Nizza, nel quartiere residenziale di Terra Amata, H. De Lumley dell’Università di Marsiglia scopri la base ellittica di una capanna di cacciatori di elefanti di 300.000 anni or sono. Tuttavia già dalla fine del paleolitico incontriamo basi di capanne quadrangolari, si tratta forse di basi di tende di pelli sostenute da quattro pali formanti una struttura piramidale.

Gruppo di contadini davanti a un pagliaio e una capanna, la tipica California (alto Casentino 1910 circa)

La forma circolare è la più spontanea, la più ovvia se vogliamo ed è naturale che sia anche la più antica e la più diffusa non soltanto nella preistoria, ma anche fra molte popolazioni tribali moderne. La struttura cilindro-conica che troviamo in Toscana e nelle regioni limitrofe è già una forma abbastanza complessa per venire accantonata classificandola come un’altra delle tante espressioni dell’ingegno contadino; essa ben si differenzia dalle capanne quadrangolari delle zone circostanti e della maggior parte d’Italia.

Le affinità di questo tipo di capanna con abitazioni antiche di gran parte dell’Europa e quelle di popoli africani moderni, hanno suscitato da tempo l’interesse di etnologi e archeologi. Per gli uni la distribuzione del tipo può rivelare sopravvivenze culturali particolari e postula I’esistenza, presente o passata, di certe strutture sociali; per gli altri essa serve a farsi un’idea sulle abitazioni preistoriche di cui si conoscano solo le tracce delle fondamenta.

Struttura di una capanna cilindro-conica

Questa capanna ha una pianta perfettamente circolare, di dimensioni varie, dal 3 agli 8 metri di diametro. Le pareti formano un cilindro pressappoco dell’altezza di un uomo ed il tetto è coperto da un cumulo di paglia sistemato attorno al sostegno centrale, esattamente come accade in un pagliaio; il tutto è costituito di pali di legnami vari, quelli disponibili sul posto. Le pareti sono generalmente coperte con arbusti di erica o di ginestra oppure paglia; in alcuni casi sono costituite da canne regolarmente sistemate in senso verticale. Il palo di sostegno centrale ed il tetto a cumulo di paglia sostenuto da pertiche poste in senso radiale sono le caratteristiche costanti di questa costruzione. La capanna é comune ancor oggi nel Mugello orientale (comuni di Vicchio, Dicomano, San Godenzo, Rufina, Londa), in Romagna a partire dalla valle del Bidente (comune di Santa Sofia) verso sud est, in Val Tiberina toscana, in Casentino, esclusa la montagna, nel Valdarno superiore a destra dell’Arno, in Val di Chiana e in tutto il territorio della regione a sud dell’Ombrone, esclusa la Maremma.

La capanna cilindro-conica viene costruita esclusivamente dai contadini nella vasta area sopra descritta; i pastori e le popolazioni dei villaggi montani dell’Appennino Tosco-emiliano al Pratomagno e I’Appennino tosco-umbro costruiscono invece una capanna a base quadrangolare che vedremo più oltre.

Capanna cilindro-conica casentinese

Il tipo più semplice di capanna cilindro-conica viene oggi usato per immagazzinare i residui della trebbiatura dei cereali, da questo uso ne deriva il nome di “pulaiolo”, da “pula” (Chitignano), o “lollaio”, da “lolla” (Monte Amiata); sul Monte Labbro, nel gruppo dell’Amiata, abbiamo trovato anche il termine “loggia”. In questa costruzione le pareti sono semplici, a volte costituite solo da una rete fitta o da stoffa che servono bene allo scopo. In Casentino, particolarmente in pianura, troviamo invece capanne di dimensioni maggiori le cui pareti sono costituite da tavole di legno poste verticalmente; in questo caso la capanna serve per immagazzinare le cose più varie: attrezzi agricoli, alcuni prodotti, animali da cortile, veicoli. Spesso l’interno è diviso in compartimenti in senso radiale ed è proprio questo tipo che in Casentino deve aver servito da abitazione per famiglie intere di contadini prima delle ultime bonifiche e appoderamenti della pianura.

Essendo questo l’unico tipo di abitazione che i contadini costruiscono con le proprie mani, é probabile che esso sia servito da casa colonica per quelle famiglie di lavoratori che non disponevano di una casa vera e propria. Nell’Archivio di Stato di Firenze si trovano riferimenti a famiglie fino a 14 persone che, nel 1756, “… vivono nella piccola capanna di legno…”.

Si trovano capanne adibite a magazzino o rimessa anche in Romagna, in Valdarno, Val di Chiana e nella collina di Montalcino, con pareti di canne e di identica costruzione in tutta l’area. La distribuzione di questo tipo di capanna verso I’Umbria e le Marche non ci è nota al momento, ma conoscendone la distribuzione in Toscana e in Romagna, non possiamo non notare che questa collima con l’area etnica umbra. La capanna cilindro-conica a supporto centrale e coperta a cumulo di paglia è esclusiva di quest’area. Capanne a pianta circolare esistono in regioni disparate e sono costruite coi materiali più vari; in Italia, come altrove, ve ne sono costruite interamente in pietre a secco, in Puglia, nel Tavoliere e nel Gargano, in Abruzzo sulla Maiella, in Istria fra Trieste e Dignano, in Liguria fra Cervo e Savona, in Sicilia alle falde dell’Etna, in Sardegna nel nord dell’isola. Fuori d’Italia la distribuzione delle capanne a base circolare costruite

interamente in pietre sembra, secondo alcuni archeologi, collimare con l’area della cultura megalitica. Nella penisola iberica, nella Galizia orientale e nel Leon settentrionale, troviamo case coloniche a base circolare, forse una sopravvivenza di modelli celti. In Inghilterra, Scozia e Galles, come pure in Irlanda, il tipo è comune e ben documentato anche in archeologia; la casa degli antichi abitanti delle isole britanniche era a base circolare ed è stata l’influenza romana prima e quella germanica poi che hanno introdotto la pianta quadrangolare.

Ricovero per ovini con chiuso (Monte Cenno presso Seccheto – Campo nell’Elba

La maggior parte delle costruzioni preistoriche dell’Europa mediterranea ed occidentale sono a pianta circolare ed ellittica, hanno la base e almeno parte delle pareti in pietre murate a secco, altre sono interamente costruite con pietre, con copertura a cupola di pietre aggettanti, come nelle tombe etrusche a tholos. Non si può certo vedere questo tipo di costruzione come appartenente ad una unica cultura omogenea, tuttavia si può sicuramente vedere in queste distribuzioni un legame che, in qualche modo, unisce l’Europa occidentale e l’Africa.

A partire dal Mesolitico e dal neolitico in tutta l’Europa centrale ed orientale, cosi come in Asia, domina la forma quadrangolare – questo per quanto riguarda i popoli sedentari, perché i nomadi hanno sempre posseduto tende o semplici capanne a base circolare – questa forma si diffuse anche nella maggior parte d’Italia a seguito di influenze culturali provenienti da est.

Il brano è tratto dall’articolo Alcune capanne della Toscana rurale del prof. Giovanni Caselli

Alcune capanne della Toscana rurale (parte seconda): capanna quadrangolare e capanna maremmana

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