di Salvina Pizzuoli

Siamo sul crinale tra Garfagnana e Lunigiana non lontani da quella che è la bella e popolosa valle del Serchio. L’antica viabilità contemplava in età romana, la Via Clodia Nova/Secunda, da distinguere dalla Via Clodia, il cui percorso da Pisa si dirigeva a Lucca, attraversava la Garfagnana fino a Piazza al Serchio e raggiungeva Fosdinovo e quindi Luni;  successivamente in età medievale, la Via del Volto Santo, una variante della Via Francigena verso Lucca, via ancora oggi percorsa da molti pellegrini: si snoda tra la Lunigiana e la Garfagnana, fino ad arrivare a Lucca dove si conserva il Volto Santo, un crocefisso ligneo nella cattedrale della città. Percorsi viari ricchi di storia che attraversano territori in cui l’impronta del passato è ancora presente nelle prestigiose vestigia siano essi pievi, castelli, borghi, come nel caso della Pieve di San Lorenzo.

Non molte le notizie su questa pieve romanica attorno alla quale si è poi sviluppato il borgo che dalla pieve ha preso il nome.
Completamente inglobata tra gli edifici abitativi circostanti ha una struttura che ricorda la pieve di Codiponte.
Attestata e documentata nella bolla di Papa Eugenio III nel 1148, fu costruita su un precedente impianto altomedievale e la sua struttura attuale è il risultato di molti rifacimenti legati a distruzioni e crolli dovuti a scosse telluriche verificatesi nel corso dei secoli,  come è facilmente visibile nel suo campanile la cui base era trecentesca.

La torre trecentesca con la base quadrata

Di impianto romanico si mostra all’esterno in blocchi di pietra a vista, una facciata snella a salienti , che segue cioè il profilo delle navate interne, sulla quale in alto si apre  una croce lucifera scavata nello spessore. In basso il portale del XVII secolo, con gli stipiti ornati con tralci e fiori mentre nella lunetta una lastra illustra il martirio del santo.


Ancora evidente la presenza di quanto rimane del recinto difensivo risalente al periodo alto medievale di cui resta una porta all’angolo sud-est.

La porta di accesso lungo il recinto difensivo


All’interno  le tre navate sono divise da colonnati in pietra con  capitelli cubici a spigoli smussati. L’abside semicircolare con tre alte monofore, senza transetto, ovvero manca lo spazio che si crea tra le navate e l’abside e che determina la forma a croce nelle chiese. In alto la copertura a capriate lignee a vista.

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