Prima tappa la pieve di Montecuccoli
di Salvina Pizzuoli

Oggi un itinerario nel verde ci permette di sfuggire alla calura di questa torrida estate e soprattutto di scoprire, come antichi viandanti, una località imprevista e imprevedibile per la sua collocazione e il paesaggio che la ospita, che ci meraviglierà e ci farà entisiasmare della scoperta medesima.
Ma senza indugio iniziamo questo percorso che da Barberino di Mugello ci porterà a Montecuccoli. Superato il suo bel lago che pare ormai far parte dello scenario come se ci fosse sempre stato, all’altezza della Chiesa di Sant’andrea a Camoggiano, nella periferia, ci dirigiamo verso Vernio.
La strada è stretta e pare quasi un sentiero che si muove sinuoso dentro un bosco fitto di castagni ma anche con grandi aree ad abeti e pini. Il passaggio dalla zona particolarmente antropica che ormai caratterizza le rive del lago artificiale, a questa dove la natura fa da padrona dà l’impressione di essere entrati in una realtà nuova, in tempi e luoghi lontani e originari. La strada stretta ma dal fondo percorribile senza problemi ci accompagna per un lungo tratto, come capita lungo le strade di montagna che pare non finiscano mai. Qui è però un vero piacere per la vista e per la serenità che trasmette.

E poi, come spesso accade su questi itinerari inusitati, compare qualcosa che non ti aspetti. A prima vista è solo uno slargo che si apre a sinistra del tracciato, ma poi si scopre una struttura ampia e ben conservata: è l’antica pieve di San Michele che si apre sullo spiazzo senza mostrarsi se non nella struttura laterale. Non c’è aria di abbandono anche se è chiusa e sicuramente non visitabile all’interno. È davvero una sorpresa. La presenza di una pieve da sempre è legata ad un percorso viario antico, a strade importanti o viciniori su cui si svolgevano traffici o lungo le quali, come punti di sosta, sorgevano i cosiddetti “spitali” per accogliere i viandanti o i pellegrini. Qui sicuramente rappresentava il passaggio obbligato tra la Val di Bisenzio e il Mugello.
Per dirla con il Repetti, lo storico ottocentesco autore del famosissimo Dizionario, alla voce Monte Cuccoli scrive:
“È un monte posto fra l’ex-contea di Vernio e il cadente castello della Cerbaja, dal cui fianco occidentale fluiscono le acque nel Bisenzio, mentre quelle dal lato di levante versano in Sieve, il qual fiume ha origine appunto dalle pendici orientali di Monte Cuccoli”.
E continua riferendo direttamente sulla chiesa:
“La chiesa plebana di S. Michele a Monte Cuccoli esisteva fino dal sec. X, trovandola rammentata in una pergamena della badia di Passignano dell’agosto 990. Trattasi ivi di una locazione di beni posti nel piviere di S. Michele e S. Jerusalem (S. Giovanni Battista) scritta in Monte Cuccoli presso l’istesso castello. Questa chiesa, già di data della nobil casa della Tosa, venne rifabbricata intorno al 1560 insieme con la torre o campanile. Essa fu poi restaurata nel secolo XVIII, dopo esserne stato ceduto il padronato agli arcivescovi di Firenze”.

Visitiamola.
È tutto chiuso e non c’è anima viva, ma il silenzio fa parte del paesaggio e della caratteristica del luogo.

Su un trancio di tronco la scritta ci ha detto subito dove siamo mentre un cancello più avanti indica l’accesso.
La mole massiccia si apre con un porticato aggiunto successivamente. Le piastrelle laterali indicano infatti le date delle ristrutturazioni. Di fronte all’ingresso principale, quasi racchiuso in un cortile contornato da un muretto basso, un tabernacolo accoglie una croce di ferro quasi al centro del basso recinto in pietra. Un albero fronzuto e verdissimo affianca il lato a destra della pieve e pare una sentilella che vigila sul silenzio e sulla bellezza del luogo.


