
Firenze e l’Arno: un rapporto difficile
Empoli e l’Arno: dalle origini al 1333
Il castello di Malmantile e il porto fluviale di Brucianesi
Signa medievale: tre porti e un ponte
La navigazione fluviale nell’antica Toscana

Firenze e l’Arno: un rapporto difficile
Empoli e l’Arno: dalle origini al 1333
Il castello di Malmantile e il porto fluviale di Brucianesi
Signa medievale: tre porti e un ponte
La navigazione fluviale nell’antica Toscana

Se cerchiamo l’etimo della parola Merciaio/ Merceria troviamo che essa deriva dal latino merx-mercis, merce e in questo tipo di bottega si vendono e trovano le cose minute che appartengono al settore del vestiario. Oggi questi mestieri e botteghe sono quasi del tutto scomparsi, ma quest’ attività si trova documentata in antichi statuti medievali. A Firenze, in particolare, essa era un’Arte associata dal 1296 a quella dei Medici e degli Speziali anche se spesso non compariva insieme ai pittori, oliari, venditori di cera e candele. L’abbinamento, non sempre evidente, in alcuni testi si spiega con la possibilità di vendere, insieme alle altre merci, anche articoli di drogheria. … continua a leggere Arti e mestieri: i merciai a Firenze nel Medioevo
Vedi anche:
L’Arte dei Beccai e la bistecca alla fiorentina
L’Arte dei Beccai faceva parte delle cosiddette Arti Minori, distinte da quelle dette Maggiori, e con un peso diverso nei confronti del governo della repubblica. Anche se inserita in quelle Minori l’arte, che riuniva alla corporazione gli addetti al commercio delle carni insieme ai pesciaiuoli e ai gestori di locande e osterie, aveva comunque un grosso potere dimostrato dalle varie botteghe e costruzioni ad essa legate: nel Trecento nascono i locali della Beccheria in prevalenza in quello che era allora il Mercato Vecchio, cuore pulsante della vita cittadina che occupava quello che è oggi lo spazio di Piazza della Repubblica, nel centro quindi.
Nei pressi della Chiesa di Ognissanti si teneva il mercato degli animali mentre il macello era dislocato nelle viuzze adiacenti via Santissimi Apostoli. … continua a leggere L’Arte dei Beccai e la bistecca alla fiorentina

Nel 1529 le truppe dell’esercito di Carlo V assediavano Firenze. Dopo il Sacco di Roma e a seguito della pace siglata a Barcellona, l’imperatore si era riappacificato con papa Clemente VII; tra le clausole dell’accordo c’era quella di ristabilire la dominazione dei Medici a Firenze da dove erano stati cacciati ed era stata proclamata la Repubblica. In cambio il Pontefice lo avrebbe incoronato imperatore come di fatto avvenne l’anno successivo a Bologna. Firenze resistette a lungo all’assedio delle truppe imperiali finché il 12 agosto 1530, presso la chiesa di Santa Margherita a Montici fu siglata la resa.
Una delle prime tragiche battaglie combattute durante questa guerra fu quella di Lastra a Signa … continua a leggere L’eccidio di Lastra a Signa durante l’assedio di Firenze del 1529

Che l’arguzia toscana si misuri anche nei modi di dire, nel linguaggio e nei nomignoli affibbiati a uomini e cose, è indubbio. Per fare un “grosso” esempio, basta pensare al Biancone. Non si può non notarlo. In piazza Signoria la sua bianca mole spicca sullo sfondo della pietraforte del Palazzo.
Ma chi ne conosce la storia? E perché fu detto ‘i biancone?
… continua a leggere Il Biancone
Girellando per le vie del centro di Firenze:


Calendimaggio
impazza per le strade. […]
E in queste circostanze
la paglia di Firenze
è proprio quello
che ci vuol.
Il cappello di paglia di Firenze
è proprio adatto per tutte le evenienze.
Per parlarsi, per amarsi,
per baciarsi impunemente
sotto il naso della gente.
Così cantava Odoardo Spadaro. Ma il cappello di paglia era già stato protagonista in altre opere: il maestro Nino Rota aveva messo in musica e rappresentato un libretto, proprio e della madre scritto nel 1945; “Un cappello di paglia di Firenze” si intitolava una commedia di Eugene Labiche del 1851con il titolo originale di “Un chapeau de paille d’Italie” da cui sarebbe stato tratto un film, muto, nel 1928 e diretto da René Clair.
Una breve cronistoria che racconta quanto il cappello di paglia fosse di moda e conosciuto e usato e diffuso non solo in Toscana. … continua a leggere Il Cappello di paglia di Firenze: un’antica manifattura toscana

Girellando per le strade di Firenze:
Palazzo Bartolini Salimbeni a Firenze
I colori della città: le pietre di Firenze
Il quartiere di Santa Croce-1949
Amerigo Vespucci tra i “visacci”
Finestre, portoni, palazzi, simboli e architetture fiorentine
Chiassi chiassuoli e vicoli di Firenze (prima parte)
Chiassi chiassuoli e vicoli di Firenze (seconda parte)
Chiassi chiassuoli e vicoli a Firenze (parte terza)
Boboli com’era (Seconda Parte)
Firenze: porte e postierle (prima parte)
Firenze: porte e postierle (seconda parte)
Odonomastica delle strade di Firenze
La famiglia Lavison e il palazzo in Piazza della Signoria
Girellando per le vie del centro di Firenze: da via dell’Agnolo a via de’ Pepi
Girellando per le vie del centro di Firenze: da via dell’Isola delle Stinche a piazza San Firenze
Girellando per le vie del centro di Firenze: da via della Condotta a Orsanmichele
Girellando per le vie del centro di Firenze: da via di Calimala a piazza de’ Salterelli
Santa Maria Novella a Firenze: storia di un’antichissima spezieria