I Presepi di Montorsaio

Siamo tornati a Montorsaio in una bella giornata di fine dicembre, siamo venuti per i presepi di cui ci avevano tanto parlato e che ora, dopo averli visti, siamo ancora più convinti meritino un viaggio! Montorsaio è uno dei paesi gioiello della bella Maremma, arroccato sulla cima di un colle, a pochi chilometri da Grosseto, incastonato nel suggestivo paesaggio maremmano che, visto da lassù, incanta sempre e oggi ancora di più, in questa giornata di sole e di vento asciutto di tramontana che ha reso tersi e luminosi i verdi della campagna e i contorni delle colline all’intorno, mentre lo sguardo si spinge fino all’orizzonte e si perde in lontananza verso il mare.    … continua a leggere  I presepi di Montorsaio

Roccatederighi un antico castello medievale tra rocce trachitiche e corsi d’acqua

di Salvina Pizzuoli

Panorama di Roccatederighi dalla strada per Montemassi

Come scrive il Repetti, “non vi è quasi castello in Toscana che non rammenti la sua rocca o rocchetta, cassero o girone; più limitato è il novero di quelli che hanno dato il vocabolo a qualche paese, popolazione o contrada” e tra questi ultimi annovera Rocca Tederighi o Roccatederighi, e aggiunge che forse potrebbe trattarsi dell’antica Rocca Norsina del territorio di Roselle, citata in un atto del 1110, il cui nome presumibilmente era derivato da un Tederigo, visconte, signore della rocca con i suoi discendenti, i filii Tederigoli, castello che “comincia a rammentarsi nel secolo XIII col vocabolo di Rocca Tederighi”. In seguito nuove consorterie come i Guaschi e successivamente i Salimbeni, eserciteranno il loro potere. Alla caduta della Repubblica di Siena, Roccatederighi divenne marchesato affidato da Cosimo I a Giovan Cristofano Malaspina dei marchesi di Mulazzo il cui potere si protrarrà nel tempo.    … continua a leggere      Roccatederighi un antico castello medievale tra rocce trachitiche e corsi d’acqua

Galleria foto: Roccatederighi

Porta di ingresso al borgo

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Sassofortino e i ruderi del castello di Sassoforte

di Salvina Pizzuoli

Siamo nella Maremma grossetana e più precisamente nell’Alta Maremma, nella parte sud delle Colline Metallifere, in quella porzione del territorio toscano che conserva su ogni cucuzzolo borghi murati, rocche, antichi castelli come Montepescali, Roccatederighi, Sassoforte, Sassofortino, Montemassi e intorno un paesaggio che degrada verso il mare tra macchia arbustiva, olivi, vigne, coltivazioni, pascoli. Detto così parrebbe un semplice elenco, ma non è solo questo quanto visto dagli occhi del viaggiatore che li scorre su terre amene con i loro caratteristici colori, il giallo caldo e il verde intenso, tra forme ondulate e morbide che racchiudono paesaggi e panorami che fanno della Maremma una terra fastosa di bellezze naturali e di storia. Sì, perché da qui è passata tanta storia ed è qui che si è fermata e materializzata in forme suggestive lasciando traccia sul territorio. … continua a leggere  Sassofortino e i ruderi del castello di Sassoforte

 

Bibbiena: dalle origini all’epoca del Grand Tour

di Giovanni Caselli

Bibbiena, Palazzo Dovizi

Bibbiena è definita nei giornali locali “capoluogo di vallata”, probabilmente perché come centro urbano ha, o aveva, tutte le strutture necessarie ad un centro urbano oltre inclusi i necessari servizi pubblici per essere tale. Se il nome è di origini etrusche e probabilmente lo è, ciò non pare corroborato dall’archeologia. Sotto le case e le cantine c’è il “pancone marnoso”, erroneamente chiamato “tufo” cioè terra solida vergine del fondo del lago pliocenico salvata dall’erosione da rocce di calcare sottostanti. Dal nome personale Vilpnei poi latinizzato in Viblena e nel 979 Beblena, quindi nell’XI secolo Biblena. I toponimi e la piccola necropoli etrusca identificata e localizzata sul pendio occidentale della collina di Lonnano che domina il santuario di Santa Maria del Sasso, confermano che un insediamento etrusco in zona vi fosse davvero. Se vi era un tale insediamento questo era sicuramente sul colle detto “Le Monache”, ma il toponimo del colle è Lontrina (di radice etrusca, niente a che vedere con le lontre), dove si è recuperato il manufatto più antico visibile ad oggi. … continua a leggere  Bibbiena: dalle origini all’epoca del Grand Tour

Altri articoli dedicati al Casentino

Poppi e il Casentino dei Guidi (6)

di Giovanni Caselli

Aspetti della società

Il personale del Conte

Originariamente il personale del Conte – i familiares – era di origini germaniche come la maggior parte dei contadini e dei pastori che lavoravano sulle sue terre. Questa era una società coesa, con antiche radici nella terra, ereditate dagli Etruschi assieme ai nomi di luogo. Fra Trecento e Quattrocento la netta divisione fra società comitale e società borghese si era sfumata, ma le figure principali legate al Conte e alla sua famiglia erano, secondo la tradizione centro asiatica, sempre le stesse: il cuoco, il falconiere, gli addetti ai cavalli, i valletti e servitori, le guardie armate della scorta che si chiamavano donzelli.
I familiares potevano essere assai numerosi, una cinquantina, secondo i documenti. Il personale apparteneva a famiglie fidate che di regola facevano lo stesso servizio di generazione in generazione. Una di queste famiglie, come vedremo più avanti era quella del Bardi/Soldani ed abbiamo informazioni indirette che lo stesso ruolo avesse la famiglia Caselli. I Caselli erano donzelli di Matilde di Toscana e vivevano attorno a Canossa. Quando Matilde adottò Guido Guerra, gli assegnò qualche Caselli come donzello ed è così che questa famiglia si stabilì anche in Romagna e in Casentino.Erano frequenti a corte le presenze di ospiti del Conte, che erano spesso illustri studiosi, letterati o giuristi, alcuni dei quali rifugiati politici, che potevano rimanere al castello anche per lunghi periodi … continua a leggere Poppi e il Casentino dei Guidi

Il sistema delle torri del litorale toscano: il forte di San Rocco

Il forte di San Rocco a Marina di Grosseto

di Salvina Pizzuoli

C’è a Marina di Grosseto una costruzione, possente e massiccia, tutta a mattoni rossi, di recente riportata “alla luce” grazie al restauro di un giardino che la circonda prevalentemente da un lato, quello che si apre verso il canale omonimo che dal mare porta nell’entroterra. La sua costruzione risale al XVIII secolo, ma fa parte di un sistema difensivo costiero che affonda le sue radici nel medioevo e i cui interventi si sono protratti fino al XIX. Guerre, pestilenze, invasioni barbaresche li avevano resi necessari a protezione e delle isole e degli attracchi costieri: il sistema a baluardo era composto da singole fortezze, torri di guardia e casotti di residenza di soldati e guardiacoste; i manufatti assommavano complessivamente a 160 elementi di fortificazione giunti quasi del tutto integri ma in gran parte abbandonati, o ristrutturati come residenze civili, dopo l’Unità.     … continua a leggere        Il sistema delle torri del litorale toscano: il forte di San Rocco

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La Torre delle Rochette

Galleria immagini di Civitella Marittima

Veduta del panorama

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Santa Maria in Castello a Tarquinia

La sua storia si perde nel medioevo quando ne fu iniziata la costruzione nel 1121. La sua elegante facciata si apre all’interno del comprensorio murario fortificato su un ampio spiazzo su cui si eleva una torre  gentilizia, la più alta della città. Colpisce della sua struttura la bella bifora che sovrasta i tre ingressi di cui quello centrale è il principale come mostra la particolare ornamentazione che merita di essere ammirata da vicino. Qualificata e firmata come opera cosmatesca si articola in motivi geometrici e musivi. Una breve digressione da dedicare all’attività dei cosmateschi: con questo termine si indicano gli artigiani che nei secoli 12° e 13° operavano manufatti in marmo caratterizzata da motivi geometrici inseriti in zone decorate in marmo bianco di cui detenevano il monopolio di quelli antichi, alternate a motivi policromi a mosaico. In Santa Maria in castello operarono alcuni tra i primi rappresentanti, Pietro di Ranuccio, cui si deve il portale centrale costruito 1143, ma anche Nicola di Ranuccio, Giovanni e Guittone che “firmarono” le loro opere incidendo i propri nomi sugli stipiti del portale principale. … continua a leggere Santa Maria in Castello

Poppi e il Casentino dei Guidi (3)

Pubblichiamo a puntate la storia di Poppi a cura di Giovanni Caselli

La cinta muraria di Poppi, che racchiude i colli del Castello e quello della Badia collegati dal crinale, fu edificata negli anni 1260, quasi tutta sui resti delle mura etrusche delle quali sopravvivono enormi monoliti in vari punti. Sul crinale collegante le due sommità si sviluppa fin dall’epoca della città etrusca, la via principale: il “Borgo della Badia”. La cinta aveva cinque porte che collegavano il castello alla viabilità di crinale e di fondovalle. Dalla Porta della Badia, a nord, si scendeva al ponte sull’Arno per la via della “Costa”. Dalla Porta a Porrena ad ovest, si accedeva all’antica strada romana per Strumi e Filetto. A sud si trovava la Porta a Fronzola mediante la quale si poteva continuare a percorrere la strada romana per Buiano oppure continuare il crinale del contrafforte del Pratomagno al quale Poppi appartiene, per raggiungere Fronzola, Quota, tutti i centri della montagna inclusi i pascoli. … continua a leggere Poppi e il Casentino dei Guidi (3)