Ippolito Zibibbi, ammiraglio per caso

di Guglielmo Evangelista

Il “Fortino sulla Foce “ a Viareggio costruito nel 1768.
Nel XIX secolo divenne la sede dell’Autorità Marittima e poi della
Capitaneria di porto del Regno d’Italia fino alla demolizione avvenuta negli anni ’30

Ippolito Zibibbi nacque a Viareggio nel 1772. Il padre era un funzionario di carriera della Repubblica di Lucca, ma i suoi due figli Ippolito e Gianbattista non  seguirono le orme paterne e, benché ancora molto giovani, a fine ‘700 erano contitolari di un tabacchificio a Pietrasanta la cui gestione, peraltro, dette loro parecchi grattacapi, ma rispetto all’attività imprenditoriale ben altre soddisfazioni  dette ai due fratelli la passione per la politica.
Fervente ammiratore di Napoleone, lasciata la Toscana, Ippolito si arruolò nell’esercito francese combattendo in tutte le campagne di fine secolo e subendo anche una ferita.
Nel 1805 passò al servizio del Principato napoleonico di Lucca di Elisa e Felice Baiocchi con il grado fi capitano.
Nel 1813 era comandante della piazzaforte di Viareggio quando vi sbarcò un forte contingente inglese: … continua a leggere Ippolito Zibibbi, ammiraglio per caso

Carlo Martellini, l’ultimo marinaio del Granduca

di Guglielmo Evangelista

Questo ufficiale porta l’uniforme di Capitano di fregata della Marina toscana. Pur non avendone l’assoluta certezza, dovrebbe trattarsi di Carlo Martellini

Il livornese Carlo Martellini si arruolò nella piccolissima marina toscana nel 1819 in qualità di Pilota, una particolare categoria intermedia composta da marinai in possesso di una buona istruzione  e trampolino di lancio per diventare ufficiali dello Stato Maggiore(1).
Progredì infatti nella carriera: nel 1831 lo troviamo Guardiamarina, nel 1840 Alfiere di fregata e nel 1847 Tenente di fregata (2).
In realtà il suo servizio fu discontinuo perché  lasciò temporaneamente la marina militare, forse volendo migliorare le propria esperienza perché in quella Toscana si navigava e si guadagnava poco.
Essendo in possesso della patente di capitano poté assumere il comando del piroscafo Lombardo: era la stessa nave che vent’anni più tardi avrebbe partecipato alla spedizione dei Mille di Garibaldi ed era stata costruita a Venezia ma registrata a Livorno per ragioni fiscali (3). Come era uso conservò il suo grado militare anche se non più effettivo ma a titolo onorario.

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L’isola di Montecristo fra fantasia e realtà

di Guglielmo Evangelista

Montecristo (metà XVIII secolo)

Il Conte di Montecristo è un celebre romanzo di Alessandro Dumas padre scritto nel 1844, diventando uno dei pilastri della letteratura moderna; tanta è la sua notorietà che basterà ricordarne la trama a grandissime linee.
Edmond Dantés, un marinaio di Marsiglia, all’indomani della Restaurazione viene calunniosamente denunciato come partigiano di Napoleone e condannato al carcere perpetuo nel castello d’If.
Qui conosce un altro prigioniero, l’abate Faria, che gli confida come raggiungere un favoloso tesoro nascosto nell’isola di Montecristo, rivelazione che peraltro è al momento di nessuna utilità stante la condizione di reclusione dei due.
Dopo un lungo periodo di detenzione e la morte di Faria Dantés riesce ad evadere e ad arrivare al tesoro ricavandone immense ricchezze che gli permetteranno di condurre una vita agiata ma, soprattutto, di vendicarsi ferocemente di tutti coloro che l’avevano accusato ingiustamente per i propri interessi, il tutto in un caleidoscopio di personaggi e divagazioni che si inseriscono nella narrazione principale. … continua a leggere L’isola di Montecristo fra fantasia e realtà

L’isola di Capraia e la Marina Piemontese

di Guglielmo Evangelista

Capraia (XVII secolo)

La Capraia è un’isola abbastanza singolare, sia per la sua posizione geografica che per la sua storia. Antico rifugio di monaci come ricorda Rutilio Namaziano nel V secolo (1), è situata in pieno mar Tirreno, ma la terra più vicina è la Corsica e non la Toscana né l’Italia e, come in Corsica, in tempi lontani vide alternarsi l’influenza pisana e quella genovese che, specialmente dopo la battaglia della Meloria nel 1284, finì poi per prevalere e dopo  essere stata posseduta da vari feudatari e dal Banco di San Giorgio,  fu definitivamente annessa alla Repubblica nel 1562.
Genova cedette la Corsica alla Francia nel 1769: l’isola restò genovese ma per alcuni anni fra il 1783 e il 1787 fu occupata dai francesi; tornò poi a far parte dell’agonizzante Repubblica  aristocratica e ovviamente fu ancora francese dopo l’annessione di Genova all’Impero napoleonico. Furono vicende non poco travagliate per uno scoglio poco produttivo e con una scarsa e povera popolazione … continua a leggere L’isola di Capraia e la Marina Piemontese