Da Guido Carocci I dintorni di Firenze, Tipografia Galletti e Cocci 1881

Continuando a percorrere via Vittorio Emanuele e precisamente dal luogo dov’era un tabernacolo dipinto dal Vanni, si stacca la Via de’ Cappuccini, dove sorge l’omonimo convento, che attraversa il colle di Montughi e sbocca poi presso il casale della Loggia. (Oggi la strada dopo l’incrocio con via Massaia prende il nome di via Santa Marta.

“Chiesa e Convento dei Cappuccini. Occupa il luogo dove fu già un ospizio dei PP. Amadei. Il convento si chiamò di S. Maria degli Angioli o i Fraticini. Nel 1529 fu demolito per l’assedio e i frati andarono a S. Giovannino. L’attuale monastero e chiesa furono riedificati da Bernardino Okino senese che dopo essere stato rettore e poi generale dei Cappuccini per otto anni, si lasciò convertire dalle dottrine di Valdes e divenne luterano. La chiesa irregolarissima nella forma e semplice d’architettura, era adorna di varj pregevoli quadri […]
Il convento de’ Cappuccini ombreggiato da un folto bosco di cipressi, presenta un aspetto veramente pittoresco

Proseguendo sulla sinistra incontriamo Villa Lorena, sede dell’ex Cottolengo (oggi ospita una RSA)

“Fa parte del patrimonio privato dell’ex Granduchessa di Toscana Maria Antonietta ed è appigionata al Marchese Lorenzo Corsini da vari anni. Apparteneva all’epoca del primo catasto alla famiglia Bellincioni dalla quale la comprarono i Del Giocondo nel 1463. I Del Giocondo la venderono agli Uguccioni nel 1516, gli Uguccioni ai Pucci; nel 1603 dai Pucci passò per eredità nei Capponi, come da questi nel 1687 nei Marchesi Riccardi. Nel secolo attuale fu proprietà del Conte di S. Leu, Luigi Bonaparte, già Re d’Olanda che vi dimorò per vario tempo. Per eredità passò nel Principe Bonaparte di Canino che la vendè al patrimonio privato del Granduca Leopoldo II. Nacque in questa villa Roberto Duca di Parma. Nella graziosa cappella esiste una stupenda Via Crucis dipinta dal celebre Sabatelli.
Sulla Via del Casamorata è Villa Rossi già Casamorata. […]
L’odierna sede della facoltà di ingegneria è ospitata nella villa detta Pandolfina.

“Porta il nome di villa Cristina ed appartiene al Principe Pandolfina di San Giuseppe, Senatore del Regno. È un grandioso edifizio che sorge in mezzo a ricchi giardini dominando colla sua torricella le altre ville della collina. I Marchesi Gerini che la possedettero per più di due secoli, l’avevano resa un luogo di delizie ed avevano fatto ancora dipingere la fab brica a graffiti dei quali non si vede attualmente più alcuna traccia. In antico era d’una famiglia Dell’ Accetta dalla quale passò per compra nei Del Cittadino che la rivenderono ai Ridolfi. Due famiglie spagnuole Montoia e Astudillo la possedettero dipoi; quindi fu dei Marchesi Baglioni che la vendevano l’anno 1647 ai Gerini.”
[…]
Oltre villa Pandolfina via dei Cappuccini prende il nome di Santa Marta dall’omonimo convento di suore.


“Lottieri di Davanzato Davanzati col suo testamento del 1336, ordinava ai suoi eredi di edificare sul colle di Montughi, dov’egli aveva molti beni, un convento di Monache dell’ordine degli Umiliati. Ottenuta nel 1341 la facoltà del rettore di S. Martino a Montughi, si poneva mano al lavoro che rimase compiuto in 21 mese nel Febbraio del 1343 e costò fiorini d’oro 3580. Nel 1343 entrò prima monaca in quel monastero Lotta Ac ciaioli vedova di Dino Cornacchini e subito ne vennero altre che costituirono la regola delle Umiliate. Nel tempo dell’as sedio le religiose abbandonato il convento, si ridussero a Firenze e stettero nella compagnia detta del Vangelista in Via Guelfa dal 1530 ai primi mesi del 1532. Fra gli incidenti toccati a questo convento, si fa memoria in un antico ricordo di quello d’un fulmine che cadendovi nel 1579 vi uccise due monache ed una fanciulla che si trovava colà. Nel 1599 a spese di Giovanni di Bartolommeo Davanzati, venne quasi riedificato. Molte opere d’arte d’importanza grandissima si ammirano tuttora in cotesto antico edifizio. Sull’ architrave della porta vedesi una terra cotta di Giovanni Della Robbia rappresentate S. Marta con due an geli. Nel monastero, dove stanno ora alcune monache Benedettine, si veggono: una Vergine in trono dell’ Angelico; un Crocifisso con la Vergine e S. Giovanni che si crede di Angiolo Gaddi; l’apparizione della Vergine ai santi Benedetto, Giovan Battista e Bernardo di Filippo Lippi; l’Annunciazione della Scuola di Lorenzo di Credi, un reliquiario stupendamente lavorato del XIV secolo, una quantità di pregevolissime tavole a fondo d’oro apparte nenti alla buona maniera del XIV secolo.”
Poco oltre Santa Marta villa Sueca. (Oggi villa Ruspoli) “Un’altra villa che la Duchessa Sueca possiede presso a quella principale detta della Pietra. Anche questa era in antico dei Davanzati che la tennero fino al 1480. Fra le molte famiglie che la possedettero dipoi, noto i Cavalcanti, i Rossi, gli Strozzi, i Malegonnelle e i Minerbetti, che la comprarono nel 1770 dalla Compagnia di Gesù.”


Vai a: Via Vittorio Emanuele – Montughi (parte prima)
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