di Giovanni Caselli

Lucomunia di Roselle

In tempi storici gli Etruschi risultano essere il primo popolo in Italia ad aver costituito uno stato con residui di forme istituzionali di tipo tribale. L’aristocrazia che colonizza l’Etruria stablisce una monarchia che sta al di sopra di ogni altra forma di organizzazione, con potere decisionale sulla vita o la morte dei cittadini. Questo potere è simbolizzato nell’arte etrusca dalla testa della Gorgone Medusa.

Testa di Gorgone VI sec. a.C.

Tuttavia le forze unificanti dello stato erano soprattutto la lingua e la religione che determinavano l’appartenenza di un individuo o di un gruppo al popolo dei Rasenna.
L’unità politica della società etrusca era, come in Grecia, la città-stato che, come in Grecia, gestiva un distretto qui detto “lucumonia” e in Grecia “polis”. Abbiamo numerosi nomi etruschi attribuibili a varie cariche statali o amministrative, ma non è possibile capire a quali funzioni certi titoli si riferissero. Le città-stato etrusche erano unite in tre confederazioni o “leghe”, ognuna delle quali si componeva di 12 città. Una confederazione si chiamava MECH ed ogni anno i rappresentanti delle 12 città che la componevano si riunivano in un luogo detto FANU per prendere decisioni di interesse comune ed eleggere il capo federale, chiamato LUCUMONE, che rimaneva in carica per un anno.

La religione etrusca era politeistica e basata sulla credenza che ogni fenomeno naturale, sia esso meteorologico, geologico, naturalistico o altro, fosse una manifestazione del potere divino. Questo potere era distribuito fra varie divinità che agivano direttamente sull’uomo, che tuttavia aveva la possibilità e il privilegio di influenzarle mediante riti, sacrifici, recitazione di formule magiche ecc.

Apollo di Veio

Analogamente alle divinità dell’Egitto, quelle etrusche avevano omologie nel pantheon greco e romano. Le divinità più alte corrispondevano alle grandi divinità greche preolimpiche; queste potevano essere avvicinate personalmente e nulla si faceva senza prima ricevere un segno dalla divinità mediante esperti nella lettura dei segni degli dei.
Questa religione venne in gran parte adottata dal popolo eterogeneo che formò il nucleo sociale iniziale di Roma ed anche a Roma sia lo stato, sia l’individuo non prendevano alcuna iniziativa senza prima consultare gli dei mediante un intermediario, maschio (haruspex) o femmina (nethsra) che aveva l’abilità di“leggere i “segni”degli dei. Il metodo più comune era quello di leggere tali segni nel fegato di una pecora sacrificata, praticando la“divinazione”, una tradizione di indubbia origine mesopotamica.

Due aruspici e la porta dell’Ade – Tarquinia, tomba degli auguri (VI sec. a.C.)

Gli Etruschi credevano in una vita eterna nell’aldilà e per questo, in epoca tarda, erigevano tombe che, contrariamente alle case, erano costruite in modo tale da durare in eterno.

I centri abitati etruschi sono quasi sempre situati su sommità collinari, a volte fino ai 1000 metri di altitudine, oppure entro la confluenza di due fiumi e ben difesi da scarpate naturali, fossati e spesse mura di cinta. Roma fu fondata da etruschi su suolo etrusco secondo il rito etrusco; di questo non vi sono dubbi. La città rimase etrusca a tutti gli effetti fino all’istituzione della repubblica che segna l’epilogo di una vera rivoluzione analoga a quella che porta alla formazione dei comuni nel medioevo.
L’architettura più antica a Roma dimostra che si trattava di una città etrusca identica alle vicine Falerii, Sutri, Cere, Tarquinia, e, soprattutto, alla rivale Veio. Il sistema di drenaggio che faceva capo alla Cloaca Maxima tutt’ora esistente, è opera etrusca. Roma non si sviluppa dunque sotto una influenza etrusca bensì come città etrusca.
Il modo in cui, in genere, viene narrata la storia dell’espansione romana pare fatto apposta per confondere le idee alla gente. Per capire la nostra civiltà, e quindi anche quella parte di essa che interessa il luogo di cui parliamo, è invece assolutamente fondamentale che si comprenda lo sviluppo della forza politica e culturale che più di ogni altra ha forgiato questa cultura. L’espansione di Roma è un fenomeno unico nella storia.
Una popolazione eterogenea crea una sua propria nozione del “diritto” e decide di imporla anche militarmente se necessario, a tutti gli altri popoli conosciuti. La conquista dell’Etruria da parte di Roma avvenne gradualmente dalla caduta di Veio in poi (396 a.C.), poi caddero Sutri, Nepi e Tarquinia (386 a.C.), Falerii e Cere (351 a.C.).

L’agguato di Achille e Troilo tratto dal mito troiano – Tomba dei tori (Tarquinia 540 a.C.)

Nel I secolo a.C. l’Etruria era stata soggiogata, e i suoi abitanti, pur tenendo duro rispetto alla loro cultura, venivano schiavizzati per i lavori agricoli nelle fattorie e quindi nei latifondi agricoli di età imperiale. Nelle montagne, nell’Appennino come nelle Alpi, la cultura etrusca persisté a lungo e gli imperatori, infatti, continuarono ad impiegare e consultare auguri etruschi prima di qualsiasi azione politica o militare, fino alla caduta dell’Impero d’Occidente.
“Origins and Evolution of the Etruscans, mt DNA” by Silvia Ghirotto, Francesca Tassi, Erica Fumagalli, Vincenza Colonna, Anna Sandionigi, Martina Lari, Stefania Vai, Emmanuele Petiti, Giorgio Corti, Ermanno Rizzi, Gianluca De Bellis, David Caramelli, Guido Barbujani . Marzo 2013).

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