da: Guido Carocci, Bagni e villeggiature in Toscana, Firenze 1899

“Città posta nella Provincia di Grosseto. Stazione ferro viaria lungo la linea Pisa-Roma. Capoluogo di mandamento e di comune. Uffici di Posta, Telegrafo, ecc.
Notizie storiche. Orbetello sorge nel luogo di Subcosa città d’origine etrusca, poi importante anche nell’epoca romana, posta a breve distanza dal Porto Cosano il quale esisteva nella località chiamata oggi Feniglia. Alla decadenza di tutte le città romane esistenti nella Maremma Toscana, Orbetello si ridusse a semplice castello che gli Imperatori e i Papi dettero in feudo ai monaci cistercensi delle Tre Fontane. Poi nel 1269 l’abate delle Tre Fontane investi del feudo d’Orbetello i Conti Aldobrandeschi di Sovana ai quali succedettero gli Orsini dominandovi fino ai primi del XV secolo per cedere il posto alla Repubblica Senese.
Da quest’epoca incomincia un periodo di vicende politiche e guerresche del quale furono teatro Orbetello ed il suo territorio. I Re di Napoli, i Senesi, occuparono, tennero e si contesero il possesso d’Orbetello fino a che Carlo V imperatore concesse la città e i castelli di Port’ Ercole, Porto S. Stefano, Talamone e Porto Longone a suo figlio Filippo II re di Spagna costituendo il cosidetto Stato dei Presidii. Nel 1646 i Francesi tentarono inutilmente con un lungo assedio di espugnare Orbetello gagliardamente difeso dagli Spagnuoli e dai suoi abitanti. Gli Imperiali, poi i Borboni, ebbero nel XVIII secolo il possesso della città e del suo territorio fino a che, nel 1808 non furono aggregati al Granducato di Toscana. Oggi Orbetello fa parte della Provincia di Grosseto, è centro importante di commercio, sede di molti pubblici uffici, di guarnigione militare ed ha una popolazione di circa 4000 abitanti.
Cenni descrittivi. Una comoda strada di due chilometri che attraversa orti e vigneti, conduce dalla stazione ferroviaria alla città che sorge sopra ad una lingua di terra sporgente dalla costa marittima Maremmana, circondata dal grandioso lago o stagno salato diviso in due parti pressoché eguali da una strada-diga che pone in comunicazione Orbetello col promontorio di Monte Argentario. È chiusa in parte, verso lo stagno, dagli avanzi delle mura etrusche e dal lato di terra dalle grandiose mura fortificate erette dagli Spagnuoli. Una sola porta di gagliarda struttura corrispondente sugli antichi fossati, oggi attraversati da un ponte, dà accesso alla città dal lato di terra. L’aspetto di Orbetello, in grazia di questa sua giacitura è oltremodo grazioso e pittoresco.

Il suo lago, limpido, quieto come uno specchio tutt’al l’intorno l’accarezza e trasporta col pensiero alla laguna veneta; e al di là del lago, separato dal mare da due basse lingue di terra o istmi chiamati il Tombolo e la Feniglia, disvelasi superbo a veder l’Argentario lento «scendente nel Tirreno cerulo» come cantò Giosuè Carducci.
Dalla linea del mare veggonsi poi sollevarsi in distanza le masse montuose dell’isole d’Elba, del Giglio, di Montecristo e di Giannutri. La città è abbastanza ampia, ha le vie principali comode, regolari, fiancheggiate da belle case e da bei negozi, ha piazze dove zampillano fonti di pure acque e giardini eleganti e ricchi di piante e di fiori. Il clima è in ogni stagione dolce e costante, l’aria, a differenza dei luoghi vicini posti sulla spiaggia della Maremma, è pura e salubre. Ai due lati dell’imboccatura della diga-ponte che guida all’Argentario sorgono circondati da giardinetti, due eleganti stabilimenti balneari marittimi che nella bella stagione costituiscono dei comodi e giocondi luoghi di ritrovo. Le acque degli stagni producono in abbondanza pesci squisiti, gli orti vicini verdure e frutta eccellenti, i negozi della città sono forniti d’ogni miglior cosa necessaria e le facili comunicazioni coi centri maggiori porgono ad Orbetello il modo di provvedere ad ogni comodità.

Monumenti e opere d’arte. Se non ha larga dovizia di antichi monumenti e di opere d’arte, Orbetello possiede però parecchie costruzioni interessanti, oltre a palazzi e case di forme assai eleganti e corrette. Del tempo dell’antica Subcosa rimangono tuttora vari tratti di mura composte di pietre poligonali irregolari che rimangono visibili lungo la riva dello stagno e del canale di comunica zione, specialmente dalla parte di ponente e mezzogiorno. La chiesa di S. Maria Assunta, comunemente chiamata il Duomo, e che vuolsi sorta sulle rovine d’un tempio pagano, ha una bellissima facciata marmorea di stile gotico, ricca di ornati e di sculture, eretta nel 1376 da Niccolò degli Orsini. L’interno, ampliato e trasformato, non è in armonia colla facciata e tende alquanto allo stile barocco. Vi si notano, un ciborio collo stemma della città ed una piletta da acquasanta, buona scultura in marmo del XVI secolo. Di pitture sono da notarsi gli affreschi di Giuseppe Nasini. Vi sono da osservare inoltre molte lapidi funerarie, alcune delle quali assai ricche d’ornati, appartenenti a famiglie d’Orbetello ed a famiglie Spagnuole. Le altre chiese della città, S. Francesco, S. Antonio, il Suffragio, S. Giuseppe, la Madonna delle Grazie non presentano importanza architettonica. In quest’ultima chiesa, che è annessa al comodo e ampio Spedale civile, è un affresco del XIII secolo, assai pregevole per quanto guasto, raffigurante appunto Nostra Donna. Le mura, i forti, le porte d’Orbetello sono monumenti di architettura militare della seconda metà del XVI secolo e vennero eretti per ordine di Filippo II. La Porta di Terra e quell’altra del Soccorso hanno forme eleganti e dovizia di ornamenti marmorei. Sulla facciata del Palazzo comunale sono murati frammenti d’iscrizioni romane. Di monumenti moderni sono da notarsi: il busto di Vittorio Emanuele scolpito dal Fantacchiotti di Firenze sulla fronte del Palazzo del Comune e quello di Garibaldi dello scultore Ferrari di Roma che sorge sulla piazza dell’Indipendenza.”
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