Descritta da Guido Carocci in Bagni e villeggiature in Toscana, Firenze 1899
“Villaggio già castello nel Comune di Livorno- Ufficio di posta e telegrafo Servizio di tramvia da Livorno.

Il più antico ricordo di Antignano è del 1171. Il luogo apparteneva ai Conti Aldobrandeschi di Sovana, i quali donavano la chiesa ed il luogo d’Antignano allo Spedale di S. Leonardo di Stagno. Nel 1370 fu rifatta e consacrata la chiesa dedicata a S. Lucia e nel 1821 prima, e dipoi nel 1836, venne ampliata e restaurata. Una speciale importanza assunse però Antignano allorquando Cosimo I Granduca di Toscana per difendere dalle scorrerie dei corsari questa parte della campagna Livornese, vi fece erigere un forte castello che munì di cannoni, affidandolo alla custodia di un comandante e di un drappello di soldati. Innamorato poi della località veramente stupenda, il Granduca fabbricò presso al villaggio che rapidamente si formò attorno al forte, una sontuosa villa chiamata il Giardino, dove spesso dimorarono i sovrani Medicei. La villa fu venduta nel 1782 a privati ed oggi è dei signori Niccolai-Gamba.

Il villaggio d’Antignano andò rapidamente aumentando di fabbriche e di abitanti ed i livornesi costruendovi villini e palazzette lo ridussero ben presto un luogo graditissimo e frequentatissimo di villeggiatura estiva. Quanto al castello, divenuto inutile per gli usi militari, veniva disarmato, venduto e ridotto a case di abitazione.
La comodissima e stupenda strada che costeggiando il mare e passando framezzo ai fioriti giardini de’ Cavallegeri e dell’Ardenza giunge ad Antignano, ha una lunghezza di sei chilometri e si percorre rapidamente col tram elettrico.

Così l’appartato e quieto villaggio che si addensa attorno alle vecchie e trasformate mura del castello, è divenuto oggi come una appendice di Livorno. Esso ha un aspetto simpatico e ridente: le sue strade allegre e pulite sono fiancheggiate da case graziose; nei suoi dintorni villini in gran numero, presentano le linde facciate in mezzo ai giardinetti ubertosi. Nel centro del villaggio sono i resti del castello incorporati e chiusi tra i fabbricati moderni, mentre nel piazzale interno dove sussistono le vecchie caserme oggi ridotte ad abitazioni, sorge la chiesa di S. Lucia antica di origine ma moderna d’aspetto e priva affatto d’artistica importanza.

Ma l’attrattiva di Antignano è la sua spiaggia pittoresca, frastagliata di scogli che scendono a picco e che formano dei piccoli seni e dei promontori. Il mare profondissimo, d’una tinta azzurra, percuote e flagella di continuo questi scogli contro i quali rumorosamente si frange. È in questo seno dilettoso, in questa località pittoresca, che sorge lo stabilimento balneario Consani, il grazioso e frequentatissimo ritrovo giornaliero e serale della colonia bagnante. E la colonia d’Antignano ha tradizioni non recenti di eleganza, di brio e di gaiezza che si esplicano più specialmente nei ritrovi sotto le tende de’ bagni, nelle feste sontuose, nelle piacevoli escursioni lungo la costa e sul vicino poggio di Montenero.

Anche senza tener conto della vicinanza e della facilità delle comunicazioni con Livorno, Antignano è esuberantemente provvista d’ogni cosa necessaria alla vita, ha eleganti ed ottime trattorie, caffè ecc. Nello spazio di mare che prospetta il villaggio si pescano in gran quantità pesci squisiti che godono di una riputazione tutta speciale. Da Antignano per una comoda e pittoresca via si giunge al santuario della Madonna di Montenero che sorge sopra un poggio elevato al quale le fitte e brune boscaglie dettero fin da tempo remoto il nome di Monte Nero. La situazione è meravigliosa e da quel poggio, oggi popolato, ridente, sparso di campi ubertosi e di giardini, l’occhio spazia liberamente pel mare infinito e sopra l’interminabile linea di paese.
Livorno col suo ampio caseggiato, coi suoi lunghi sobborghi, coi suoi giardini ed i suoi viali, si distende superba tra il mare e la pianura verdeggiante e Montenero si direbbe la vedetta che guarda e protegge la forte e gagliarda città. Su quel poggio allora aspro e selvaggio, scoperta nel 1345 l’immagine della Madonna delle Grazie, sorse un piccolo oratorio presso al quale presero dimora alcuni romiti. Nel 1455 i Gesuati ai quali il luogo fu concesso, vi edificarono chiesa e convento che vennero più e più volte successivamente accresciuti ed arricchiti tanto dai Padri Teatini che dai Vallombrosani che si succedettero nella custodia del Santuario. La chiesa, tal quale si vede oggi, ricca di marmi e di decorazioni, si cominciò a ricostruire nel 1721 col disegno degli architetti Del Fantasia e Baratta. L’immagine della Vergine dipinta su tavola è opera antichissima, attribuita da taluno a Margaritone d’Arezzo, per quanto sia stata ritoccata nel xv secolo, forse da Luca Signorelli. L’altare che la racchiude è di bellissimi e preziosi marmi e contiene pure l’antico tabernacolo della Vergine, pregevole opera scultoria del xv secolo. Nella chiesa sono alcuni discreti dipinti decorativi del Traballesi e del Terreni. Un’ulteriore espansione dell’abitato si è avuta solo negli ultimi anni, con l’urbanizzazione della zona di Banditella, un tempo luogo di ispirazione per i pittori Macchiaioli.
Dal1897, anno in cui fu inaugurata la tranvia elettrica San Marco-Antignano con diramazione per Ardenza Mare, Antignano rappresentò uno dei capilinea della rete tranviaria di Livorno.”
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