
Siamo in Val d’Arbia a pochi chilometri da Buonconvento anche se tra strade bianche, castelli, fattorie fortificate, ci si sente fuori dal mondo e diventa facile entrare in atmosfera medievale. A tale periodo infatti risalgono le imponenti costruzioni che andiamo a visitare da vicino. È un borgo fortificato con una pieve e una grancia dell’antico Spedale di Santa Maria della Scala di Siena che gestiva tutto ciò che possedeva fuori le mura raggruppato e organizzato in tante grandi fattorie chiamate grance.
Ma cosa era una grancia?
Il termine grancia deriva dalla parola grano; si intende un fabbricato destinato al deposito di attrezzi per il lavoro nei campi e un magazzino per le derrate alimentari e per le sementi, un granaio. Nell’organizzazione benedettina e in particolare cistercense o comunque monacale ebbe poi a designare un’azienda produttiva, una fattoria.
Così lo storico ottocentesco Emanuele Repetti nel suo Dizionario situa la pieve di Santa Innocenza e la villa della Piana:
È situata in una piaggia frapposta al torrente Stile e al fiume Arbia, davanti a una pianura lungo la quale quest’ultimo fiume vagava da un lato all’altro con danno immenso delle limitrofe campagne e della vicina strada Regia romana, innanzi che fossero eseguite le opere idrauliche, per le quali restò colmata una delle insenature di quella fiumana, e nel tempo medesimo venne raddrizzata la strada Regia dal Ponte d’Arbia a Buonconvento.
e aggiunge:
La villa della Piana, già fattoria, o Grancia dell’ospedale della Scala di Siena, fu acquistata nel secolo XVI dalla nobil famiglia senese de’Vecchi, alla quale attualmente appartiene.




Una strada bianca fiancheggiata da filari di cipressi ci conduce in salita verso il complesso fortificato in mattoni rossi e con una base a scarpa datato XII secolo che fu castello e grancia. Una porta ad arco immette in un bel cortile cinquecentesco con pozzo, porticati e archi. Se si procede a sinistra dell’arco d’ingresso, una poderosa costruzione alta e rosseggiante ci accompagna: sempre in mattoni rossi, domina con la sua mole, alta e massiccia, il paesaggio circostante. A destra ci si avvia verso un ampio spiazzo su cui si erge la facciata della pieve, dell’XI secolo, lineare, bicroma per l’alternanza di travertino e laterizio, la cui base si allarga nella parte bassa in mattoni rossi.

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