Codiponte la facciata della pieve dei santi Cornelio e Cipriano
Codiponte la facciata della pieve dei santi Cornelio e Cipriano

La Lunigiana è terra di storia antica con reperti che vanno dal paleolitico al medioevo, abitata da sempre e attraversata e da pellegrini e da mercanti, dal mare ai valichi appenninici, lungo la valle del Magra, il bel fiume che ne solca il territorio insieme ad acque minori, su sentieri e percorsi vetusti punteggiati da una miriade di testimonianze: stele, rocche, castelli, pievi, ponti. piantacolorata

Siamo a Codiponte dove il torrente Aulella confluisce nel Tassonaro, come scrive il Repetti nel suo Dizionario

CODIPONTE (Caput Pontis) in Val di Magra. Borgo con castellare e antica pieve (SS. Cornelio e Cipriano) […]Gli diede il nome la località posta alla testa del primo ponte che cavalca il fiume Aulella, dopo che questo si è riunito al torrente Tassonaro.

Di là dal torrente un antico ponte a tre arcate più volte abbattuto dalle piene dell’Aulella e più volte ricostruito, unisce la pieve al paese arroccato su di un poggio in posizione suggestiva con i ruderi del suo maniero che dominava l’abitato e la pieve, cui fanno corona e sfondo monti e rilievi boscosi.

Codiponte era un centro fiorente e per la sua posizione strategica alla testa di un ponte e per la sua collocazione su una strada di grande e importante percorribilità quale era quello lungo la rete viaria che collegava Lucca con Luni, nonché via della transumanza dai pascoli del monte Tondo. Non poteva in questo contesto mancare una pieve: isolata, nella piana, ancora oggi affascina con la sua mole e con i suoi misteri, la bella pieve dei santi Cornelio e Cipriano. La sua edificazione la colloca in un lontano passato, una costruzione protoromanica eretta su un insediamento ligure del VIII secolo a.C. e su un successivo insediamento romano di età imperiale: quanta storia a testimoniare l’importanza strategica del sito!

“Una delle rimembranze più vetuste di Codiponte e della sua pieve sembra quella registrata nella bolla che Eugenio III spedì l’ 11 novembre 1149 a Gottifredo vescovo di Luni, cui confermò gli antichi diritti sulle pievi di quella diocesi, fra le quali è notata questa di S. Cipriano de Cupite Pontis”.

Così scriveva il Repetti nel 1833.

Sull’ampia facciata una bifora e più in alto un’apertura a croce ne sottolineano l’altezza della navata centrale; si intuisce già nella struttura esterna la composizione a tre navate, ma è all’interno che custodisce i suoi tesori.

Codiponte particolare delle colonne
Codiponte particolare delle colonne
Codiponte la pieve interno, l'abside e gli archi a tutto sesto delle navate
Codiponte interno della pieve, l’abside e gli archi a tutto sesto delle navate

Le tre navate sono divise da tre colonne per lato che terminano con quattro semicolonne che continuano sulla facciata con due contrafforti di spinta, uno per lato al portale d’ingresso.

I bei capitelli istoriati con figure umane o motivi zoomorfi e fitomorfi: sempre avvincenti nelle loro simbologie astruse.

Capitello con l'orante
Capitello con l’orante
Capitello con l'albero della vita
Capitello con l’albero della vita
Capitello con la "sirena"
Capitello con la “sirena”

Il bel soffitto a capriate istoriato, il fonte battesimale a immersione e quella in macigno scalpellato, il trittico con il Volto Santo, raffigurazione assai rara in Lunigiana.

E anche all’esterno figure incise sul portale laterale, faccine di difficile interpretazione. Segreti celati e ancora da scoprire nella suggestione del paesaggio circostante: forse l’invitante sirenetta a due code vuole significare il male, denotando la sua evidente sessualità come seduzione? Oppure è simbolo della fertilità rappresentata in una figura femminile? In alto, il soffitto a capriate appare, sebbene nella luce soffusa, carico di immagini e colori. Sulle travi si individuano motivi floreali policromi, una ricorrente aquila bipenne e raffigurazioni cristiane.

Il prezioso polittico, un tempo pala d’altare, rappresenta al centro la Madonna con il Bambino, a sinistra il Volto Santo a destra i santi Cornelio e Cipriano. L’opera datata intorno al XV secolo è stata attribuita dagli studiosi al pittore senese Angelo Puccinelli.

Polittico attribuito al pittore senese Puccinelli
Polittico attribuito al pittore senese Puccinelli

Sotto il polittico, rinvenuto in recenti scavi, un fonte battesimale a immersione di forma esagonale e impermeabilizzata con un intonaco a coccio pesto.

Il soffitto a capriate istoriate
Il soffitto a capriate istoriate
Particolare del soffitto lineo
Particolare del soffitto ligneo
Il fonte battesimale con la croce e il serpente
Il fonte battesimale con la croce e il serpente

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