Barga, il Monte Forato

Quando si va a San Pellegrino, al santuario, bisogna portare fin lassù un sasso.
Dicono che se non si porta un sasso fin lassù, è inutile andarci: il pellegrinaggio non ha nessun valore, perché non si fa penitenza.
E tutti devono portarci un sasso: certo chi è giovane e forte, deve portarne uno bello grosso, anche di quaranta o cinquanta chili. Chi invece non può — le donne, i vecchi, i bambini — porterà un sasso più piccolo, può bastare anche una semplice pietruzza, se non si può di più. Tutti però devono portare un sasso al Giro, lassù vicino al santuario.
Lassù c’è un grande mucchio di sassi. Ce li hanno portati i pellegrini che da secoli vanno fino lassù; i pellegrini arrivano dalla Garfagnana, dalla Versilia, dalla Lombardia.
E dicono che, quando si ha questo sasso sulle spalle, non bisogna girarsi mai indietro, per nessuna ragione. Se qualcuno si girasse, non soltanto il pellegrinaggio non avrebbe più valore, ma quella persona correrebbe il rischio di beccarsi un bel ceffone da San Pellegrino stesso. E San Pellegrino, quando distribuisce i suoi schiaffi non scherza.
I vecchi raccontavano infatti che un tempo San Pellegrino viveva su quelle montagne dove adesso c’è il santuario e pregava, e faceva penitenza. Mangiava soltanto radici d’erba e beveva acqua. E se ne stava lassù tutto il santo giorno a dir paternostri, a dir giaculatorie, a cantar laudi alla Madonna. E poi faceva delle grandi croci di faggio che innalzava qua e là per la montagna.
Il diavolo spesso cercava di tentarlo, ma con San Pellegrino proprio non ce la faceva. Il diavolo non ne poteva proprio più a sentirlo pregare tutto il giorno e allora pensò di andarlo a trovare di persona. Avrebbe cercato di sistemarlo una volta per tutte.
Così, quando il diavolo arrivò sulla montagna, trovò il santo che, cantando e spaternostrando, costruiva una delle sue solite croci di faggio.
Al diavolo scappò la pazienza e…gonfia! Dette a quel povero santo un tale schiaffo che lo fece cascare a terra stramortito.
Il diavolo allora, contento come una pasqua, diceva fra sé:
«Questa volta finalmente l’ho sistemato! Vedrai che per un bel po’ la smetterà di far croci e di biascicare orazioni! Che schifo che mi fa!».
Il diavolo restò un po’ li e se la rideva a vedere quel povero santo a terra stramortito. Ma ecco che San Pellegrino si alza e….gonfia! Dette al diavolo un tale schiaffo: forte, ma così forte che quel povero diavolo prese il via e attraversò tutta la valle e batté la testa contro i monti dalla parte di là, contro le Alpi Apuane. E passò di là, fece un foro nella montagna e passò in Versilia.
Ecco il perché del Monte Forato. Il foro che c’è è quello che ci fece il diavolo quando San Pellegrino gli dette quello schiaffo che lo fece andare fino in Versilia, fino a Viareggio.
E da quel giorno dei diavoli in Garfagnana non se ne è più visti.

Santuario e antico ospitale di San Pellegrino in Alpe, località ripartita tra il comune toscano di Castiglione di Garfagnana ed il comune emiliano di Frassinoro

(da: Gastone Venturelli, Leggende e racconti popolari della Toscana, Newton Compton 2006)

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