Il forte di San Rocco a Marina di Grosseto

di Salvina Pizzuoli

Forte San Rocco lato fronte mare

C’è a Marina di Grosseto una costruzione, possente e massiccia, tutta a mattoni rossi, di recente riportata “alla luce” grazie al restauro di un giardino che la circonda prevalentemente da un lato, quello che si apre verso il canale omonimo che dal mare porta nell’entroterra. La sua costruzione risale al XVIII secolo, ma fa parte di un sistema difensivo costiero che affonda le sue radici nel medioevo e i cui interventi si sono protratti fino al XIX. Guerre, pestilenze, invasioni barbaresche li avevano resi necessari a protezione e delle isole e degli attracchi costieri: il sistema a baluardo era composto da singole fortezze, torri di guardia e casotti di residenza di soldati e guardiacoste; i manufatti assommavano complessivamente a 160 elementi di fortificazione giunti quasi del tutto integri ma in gran parte abbandonati, o ristrutturati come residenze civili, dopo l’Unità.

Il momento di massima edificazione riguardò il XVI secolo a causa delle invasioni operate dai corsari barbareschi e le guerre franco-spagnole. In quel periodo molte delle costruzioni si devono all’intervento di Cosimo I; tra gli interventi principali quello su Portoferraio e Livorno in risposta ai quali la Spagna edificò, all’Elba, la fortezza di Longone e successivamente Forte Focardo, a picco sul mare a protezione dell’ampia baia dell’odierno Porto Azzurro, e non mancò di fortificare anche i Presidi, un pezzo del territorio costiero maremmano divenuto spagnolo dal 1557 e costituito da Orbetello, Port’Ercole, Porto Santo Stefano, Talamone e Ansedonia e dal castello di Porto Longone; denominato Stato dei Presidi fu ampiamente fortificato nel corso del XVI e XVII secolo: a Port’Ercole con l’edificazione di forte Filippo, la torre del Mulinaccio e il forte Stella, per menzionarne solo alcuni, ma anche il forte di Porto Santo Stefano mentre fu ulteriormente rafforzata la cinta bastionata di Orbetello.

Elba le fortificazioni in una carta del 1572
Portoferraio in una carta del 1696

Nello stesso periodo il sistema di rafforzamento riguardò anche le isole: a Capraia Genova edificò il forte San Giorgio, la torre del Porto e quella dello Zenobito. All’Elba il Principato di Piombino riedificò la torre costiera di Marina di Campo e al Giglio fu Cosimo I a riorganizzare il castello e a ricostruire la torre del Porto e del Lazzeretto. Solo Pianosa e Montecristo rimasero sguarnite: le antiche fortezze distrutte dalle incursioni piratesche non furono mai ricostruite mentre a Gorgona fu costruita alla fine del XVII secolo la Torre Nuova e al Giglio quella di Campese: vestigia di tempi lontani che ancora oggi dominano il paesaggio costiero e albergano sulle belle spiagge, come quella di Campese, affidando alla loro mole il fascino di storie lontane. Le guerre di Successione e dei Sette Anni interessarono anche la Toscana che era al tempo sotto gli Asburgo Lorena e questo determinò un nuovo rafforzamento delle difese costiere. Ai tempi di Pietro Leopoldo (1765-90), restato famoso e beneamato in Maremma per i lavori di bonifica affidati a Leonardo Ximenes e di cui oggi resta traccia nell’area palustre di Diaccia Botrona,

Un tratto della Fiumara di Castiglione con la casa Ximenes e il Padule della Diaccia Botrona

negli anni alla fine del XVIII secolo, per proteggere la Toscana dalla minaccia dei barbareschi e dalle ultime pestilenze, furono costruiti sei fortini sulla linea di costa, simili per tipologia, con corpo quadrangolare e piattaforma semicircolare posta fronte mare: Cinquale nuovo, Forte dei Marmi, Bibbona, Castagneto, Marze e San Rocco; questi ultimi due erano posti a guardia del Tombolo di Castiglione-Grosseto, fino ad allora sguarnito.

Forte San Rocco lastra marmorea e stemma lorenese
Forte San Rocco ingresso

L’ edificazione del forte San Rocco fu iniziata da Pietro Leopoldo e venne terminata dal figlio Ferdinando III così come si può leggere sulla targa marmorea posta all’ingresso sul lato orientale, sopra ad un arco ribassato in travertino che reca la data 1792. Completamente rivestito in laterizi, presenta una struttura a scarpa che delimita un cortile interno e il lato occidentale rivolto verso il mare. Il fabbricato principale si compone di una torre a sezione rettangolare su tre livelli e un belvedere dove trovavano posto le artiglierie. Nacque con il duplice scopo di proteggere la costa , ma anche come base logistica per il progetto di bonifica condotto da Ximenes. Era stato costruito sul mare anche se oggi dista circa 500 metri.

Come per molti altri manufatti, dopo l’annessione della Toscana al Regno d’Italia modificò la sua funzione e il suo utilizzo: un decreto del 1872 del Ministero delle Finanze segnalava la presenza di un limite doganale come testimoniano ancora oggi nel giardino fronte mare due colonne in ghisa con  la dicitura  di limite doganale 1842.

Cippo doganale datato 1882

Oggi fa bella mostra di sé nell’arioso giardino, sfoltito e ristrutturato. che lo fiancheggia, testimonianza di un’ antica difesa costiera.

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