A cura della Redazione

Non sarà una semplice carrellata di immagini, ma a partire da oggi settimanalmente saranno presentate alcune opere pittoriche che raffigurano Firenze, dalle più antiche alle più recenti, e di ciascuna saranno fornite non solo notizie inerenti ma anche indicazioni relative all’autore e dove, volendo, si possono visionare.

Firenze nelle opere pittoriche del XIV e XV secolo

La Madonna della Misericordia 

Madonna della Misericordia affresco (Foto originale)
Madonna della Misericordia 1342 della Bottega di Bernardo Daddi. L’affresco trecentesco oggi è visibile all’interno delle sale del museo del Bigallo, in pizza San Giovanni 1, lo splendido edificio di cui fa parte la Loggia omonima. (Foto originale)

Come un percorso nel tempo sarà doveroso soffermarsi alle prime istantanee che immortalano la città prendendo le mosse da quella  ritenuta in modo unanime la più antica raffigurazione della città: Firenze rappresentata nel 1342 da un autore sconosciuto, ma inserito tra quelli della Bottega di Bernardo Daddi. La potrete ammirare dal vivo al museo del Bigallo: La Madonna della Misericordia recentemente restaurata).

Madonna della Misericordia particolare Foto originale)
Madonna della Misericordia particolare
(Foto originale)

Fulcro visivo il Battistero, ma non si fa fatica a riconoscere Palazzo Vecchio, Santa Croce, la facciata di Santa Maria del Fiore non rivestita di marmi, il campanile di Giotto senza i due piani successivamente aggiunti, Santa Maria Novella, il campanile della Badia, il palazzo del Bargello e Santa Croce, tutte racchiuse tra le mura cittadine. Ai piedi della Madonna la città protetta o amministrata dalla sua figura che si erge imponente con una mitra vescovile e con molte scritte ai fianchi della stola dove spiccano undici tondi che recano al proprio interno iscrizioni di opere di misericordia e di carità, tra volti di uomini e donne con gli occhi rivolti verso di lei: il popolo fiorentino ben rappresentato nei suoi aspetti e differenze sociali evidenziati dagli atteggiamenti, dai copricapo, dagli abiti.

 

Il Cappellone degli Spagnoli in Santa Maria Novella.

S:Maria Novella Il Cappellone degli Spagnoli affresco relativo alla Chiesa trionfante di Bonaiuto (Foto originale)
S.Maria Novella Il Cappellone degli Spagnoli
affresco relativo alla Chiesa trionfante di Andrea di Bonaiuto (Foto originale)

Nel Cappellone degli Spagnoli, detto così  perché nel 1540 circa la duchessa Eleonora di Toledo moglie di Cosimo I l’assegnò agli Spagnoli del suo seguito per seguirvi le funzioni religiose. Vi si accede dal Chiostro Verde. La volta a crociera della grande sala fu affrescata da Andrea di Bonaiuto a partire dal 1365. Nella parete destra il grande affresco dal titolo Chiesa militante (1368 circa), sullo sfondo una cattedrale in cui molti individuano Santa Maria del Fiore raffigurata con la cupola, realizzata poi dal Brunelleschi nel 1434, immaginata e disegnata secondo il progetto di Arnolfo o, come altri sostengono, dello stesso Bonaiuto.

Firenze in una derivazione pittorica della celebre Pianta della Catena 

Veduta di Firenze attribuita a Francesco Rosselli che ripropone la Pianta della catena attribuita allo stesso Rosselli  (Foto originale)
Veduta di Firenze attribuita a Francesco Rosselli che ripropone la Pianta della catena attribuita allo stesso Rosselli (Foto originale)

Attribuita a Francesco di Lorenzo Rosselli, raffigura una veduta di Firenze del XV secolo (1489-1495 circa). L’opera potrebbe essere una derivazione pittorica a tempera su tavola (cm 92,5X143,5) della più celebre Pianta della catena dello stesso autore. L’opera a tempera è conservata a Londra e fa parte di una collezione privata. La Pianta al contrario poteva essere vista in esemplare in copia al museo Firenze com’era, oggi chiuso: alcune opere, tra cui la Pianta,  sono visibili in una sala cui si accede dal cortile di Palazzo Vecchio: Tracce di Firenze.

 

 Pianta della catena. Si nota la catena che la chiude circondandola e che le dà il nome e l'Autore che disegna in alto a destra ci dà il punto di vista. (Foto originale)
Pianta della catena. Si nota la catena che la chiude circondandola e che le dà il nome e l’Autore che disegna in alto a destra ci dà il punto di vista. (Foto originale)

La Pianta, datata 1470-1482, la troviamo in originale e integra presso il museo  Kupferstichkabinett Preussicher Kulturbesitz a Berlino. È considerata il primo esemplare di pianta prospettica che volesse rappresentare la città in modo completo e da un punto di vista ben preciso e indicato: l’autore è infatti ritratto di spalle a destra sulla collina di là d’Arno mentre tratteggia le mura della città. Il nome della Pianta deriva invece da una catena che la incornicia e la sigilla in alto a sinistra con un lucchetto.

Colpisce la prospettiva a volo d’uccello, l’infilata dei Ponti, la cinta muraria con le Porte, i vari monumenti della città ben tratteggiati e in evidenza, soprattutto Santa Maria del Fiore, Palazzo Vecchio, il campanile di Giotto e il Battistero; lungo le rive del fiume, fuori dalle mura cittadine, scene di vita quotidiane con i pescatori  che lanciano le reti e i navicelli che fungono da traghetti tra una riva e l’altra.

 

A questo link un’animazione in 3D della Pianta della catena 

 

 

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