Il MAPS del Puntone

Siamo a Scarlino e precisamente in località Puntone.

MAPS ricostruzione della costa e del lago salato

Quello che oggi è il Padule di Scarlino, era in passato un grande lago costiero con sbocco al mare. Lì sorgeva, conosciuto in età romana, uno scalo: Portus Scabris. La struttura portuale sfruttava la naturale conformazione della costa con un porto esterno prima dell’ingresso al lago salato e uno interno. La geostoria del luogo era, a partire dal IV secolo a. C., alquanto suggestiva: la striscia di terra del tombolo che separava il lago dal mare aperto, era ampia, attraversata da una strada raccordata alla via Aurelia, ed era occupata da centri per la lavorazione dei metalli nei pressi dello sbocco verso il mare come testimoniano gli accumuli di scorie, nerissime e luccicanti, affioranti nel terreno con ammassi alti anche fino a 10 metri.

Scarlino deve probabilmente il nome al suo porto: anche se l’etimo del toponimo non è stato con sicurezza identificato, ci piace pensare che il significato di “fuoco” o “fiaccola” che da varie parti viene indicato come possibile, possa legarsi non solo alla sua posizione elevata sulla baia che come un faro ne indicasse la posizione, ma che in qualche modo potesse riferirsi ai “fuochi” delle fornaci che ardevano e in prossimità del suo scalo portuale e nei pressi dell’attuale rocca ai tempi degli Etruschi.

Il materiale ferroso, l’ematite, proveniva dall’Isola d’Elba che si trova di fronte a Scarlino, e Portus Scabris era un attracco sicuro che possedeva inoltre il materiale combustibile, il legname, per alimentare i forni in cui veniva fuso il minerale ferroso. È evidente che un’attività così importante rendesse poi l’attracco operativo anche per altri prodotti e scambi commerciali e che la sua collocazione geografica lo abbia mantenuto per lungo tempo fiorente.

Dalla terra ferma il passaggio sulla lingua di terra che chiudeva il lago aveva favorito la nascita di un insediamento urbano, poco più a nord rispetto all’odierno Puntone che deriva il suo toponimo dal “traghetto” che collegava la costa con il tombolo.

Scarlino, località Puntone, il Casello idraulico oggi sede del Museo

Tutta questa interessante e affascinante pagina di storia antica è emersa, è proprio il caso di dirlo, con i lavori per la costruzione del porto marittimo di Scarlino. Grazie alle campagne di archeologia subacquea che si sono attivate, sono stati riportati alla luce una quantità notevole di reperti legati a quella funzione normale di “discarica” che le navi attraccate usavano per ripulire l’imbarcazione durante gli ancoraggi, e non solo.

Oggi questo materiale occupa il piccolo museo, il MAPS (acronimo per museo archeologico Portus Scabris), in una collocazione che gli si confà: utilizza il piano terreno e il primo piano di un casello idraulico dei primi del novecento nato con lo scopo di controllare l’area umida nel punto in cui il fiume Pecora entrava nel padule.

Il Casello idraulico con la chiusa

Oltre ai reperti custoditi in teche e catalogati in base al periodo storico cui appartengono e facilmente leggibile attraverso i colori delle etichette, troviamo mappe ricostruttive del territorio, vari minerali, un affaccio sul padule e sugli ingranaggi del casello, e un filmato che racconta l’impresa oltre a una teca che documenta la stratificazione di alcuni reperti così come rinvenuti.

MAPS, uno splendido esempio di ceramica in terra sigillata, vasellame a vernice rossa della prima età imperiale (I secolo a.C:-II secolo d.C.)

Piccolo sì, ma con dei veri piccoli gioielli, illustrati nella nostra galleria foto, tra i quali il maggiore è quello legato all’amore per la storia del passato che ha permesso che quei reperti fossero patrimonio di tutti e potessero, come sicuramente avverrà, far germogliare, soprattutto nelle giovani menti, il desiderio di sapere e conoscere.

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