Maramaldo e Francesco Ferrucci


Tu uccidi un uomo morto": i retroscena della battaglia di Gavinana
La battaglia di Gavinana (olio su tela di Massimo d’Azeglio)

Il 3 agosto 1530 i soldati imperiali del principe d’Orange sconfissero i fiorentini a Gavinana, determinando la fine della repubblica e la restaurazione dei Medici. Ciò che accadde a Gavinana è noto: appena gli imperiali ebbero battuto l’esercito fiorentino, Fabrizio Maramaldo trafisse a morte Francesco Ferrucci, che era suo prigioniero. Ignobile atto che tutti abbiamo biasimato fin dalle scuole elementari, commossi dalle parole “tu uccidi un uomo morto!” che sembra aver pronunciato il capitano fiorentino.  Meno note sono le ragioni che indussero Maramaldo a infierire, contro tutte le norme dell’onore, sull’avversario inerme e già ferito, e a macchiarsi di un assassinio. … Continua

 

La battaglia di Pistoia (62 a.C.)


… sconfitta e morte di Lucio Sergio Catilina

di Alessandro Ferrini

Particolare dell’affresco di Cesare Maccari raffigurante Catilina (Roma, Palazzo Madama, 1880)

Lucio Sergio Catilina nacque a Roma nel 108 a.C., all’inizio di un secolo tormentato da guerre e lotte civili che segnarono la fine della Repubblica e l’inizio del Principato.

Discendente da una nobile e antica famiglia romana, nobili genere natus, – lo definisce lo storico Sallustio – fuit magna vi et animi et corporis, sed ingenio malo pravoque, dopo aver tentato di essere eletto console nelle file dei populares per due volte senza riuscirci, osteggiato in ogni modo dagli optimates e dai maneggi di Cicerone, nel 63 decise di organizzare una congiura e tentare un colpo di stato per impadronirsi del potere. La congiura venne scoperta da Cicerone, allora console in carica, molti congiurati vennero arrestati e condannati a morte ma Catilina riuscì a fuggire verso l’Etruria … Continua

Strada ferrata centrale toscana


Le ferrovie del Granducato di Toscana

Tracciato della ferrovia Siena - Empoli
Tracciato della ferrovia Siena – Empoli

Mentre veniva inaugurata la prima tratta della Leopolda a Siena un gruppo di cittadini – mossi dal lodevole intento di collegare la loro città alla Strada Ferrata Leopolda mediante una ferrovia – incaricarono l’ing. Giuseppe Pianigiani di stendere il progetto per una linea ferroviaria che da Siena, per la valle dell’ Arbia, dello Stoggia e dell’EIsa, arrivasse all’Osteria Bianca, raccordandosi ad Empoli con la S.F. Leopolda. Nell’agosto del 1844 furono emesse azioni di lire venti ciascuna per raccogliere le quattromila lire necessarie a finanziare le spese del progetto. Costituita così la Società Strada Ferrata Centrale Toscana iniziavano i lavori per la nuova linea che venivano ultimati nel dicembre del 1849.

Il tronco era servito da due treni giornalieri, che impiegavano circa due ore per compiere l’intero percorso … Continua

La Leopolda: prima strada ferrata in Toscana


La prima ferrovia toscana che univa Firenze a Livorno

di Alessandro Ferrini

Locomotiva Rocket di George Stephenson
Locomotiva Rocket di George Stephenson

Nell’aprile del 1838 il granduca Leopoldo II di Asburgo-Lorena ricevette la richiesta dei finanzieri Emanuele Fenzi di Firenze e di Pietro Senn di Livorno la concessione a costruire  una via ferrata. Ottenuta la concessione dal sovrano i due banchieri emisero 30.000 azioni di lire toscane, del valore di 1000 lire ciascuna, per finanziare i lavori. Contemporaneamente fu istituita una commissione presieduta dal conte Luigi Serristori per dar luogo al progetto. L’anno successivo l’ingegner Stephenson, figlio del pioniere delle ferrovie inglesi, presentò il progetto per la costruzione della linea ferrata Firenze – Livorno per una spesa preventiva di oltre 13 milioni di lire. … Continua

I Puccini e la tradizione musicale di Lucca


Lucca, monumento a Giacomo Puccini
Lucca, monumento a Giacomo Puccini

A Lucca la musica,  non solo liturgica,  aveva tradizioni antiche e  tutto faceva capo alla Cappella di Palazzo (1543-1805);  l’istituzione,  fino alla sua abolizione da parte del governo provvisorio di Elisa e Felice Baciocchi,  gestiva la vita musicale della Repubblica oligarchica lucchese in quanto pagava direttamente un maestro di Cappella e un gruppo di musicisti che dovevano partecipare a tutti gli eventi pubblici e privati, tra cui le celebrazioni delle Tasche (il periodo delle elezioni dei supremi magistrati della Repubblica oligarchica, gli Anziani),  e quelli  liturgici; tutte le rappresentazioni eseguite erano alle dipendenze dirette del governo che sosteneva le spese necessarie.

Questo evidente intreccio tra musica e potere, come sottolinea la studiosa Biagi Ravenni, serviva per organizzare il consenso politico in quanto la Cappella era al servizio dello Stato lucchese.  … Continua

Il castello del Piagnaro e il Museo delle stele (Parte seconda: il Museo)


A Pontremoli in Lunigiana

Il Castello del Piagnano di Pontremoli ospita dal 1975 il Museo delle stele, statue antropomorfe ritrovate nel territorio della Lunigiana prevalentemente lungo il Magra, ma anche in zone collinari e montuose.

Un personaggio femminile tra le stele più antiche
Un personaggio femminile tra le stele più antiche

Sono testimonianze di età preistorica e protostorica: dal III millennio a.C. fino al VI secolo a.C. in pietra arenaria. Disseminate nel territorio poche sono state ritrovate infisse nel terreno, molte riutilizzate come materiale murario in vari edifici, ma quasi tutte al di fuori di un contesto originario che possa permettere ricostruirne il significato e la funzione . Gli studiosi presumono un loro carattere sacro o come segnalatori lungo un territorio di transito, di guadi, di acqua, di luoghi soleggiati o simulacri di personaggi di rilievo. … Continua

Luni tra storia e leggende


di Salvina Pizzuoli  

Luni nella Tavola Peutingeriana
Luni nella Tavola Peutingeriana

La storia di Luni fu, come quella di molte città alla caduta dell’Impero Romano, assai travagliata a causa di diverse incursioni barbariche di cui fu vittima con saccheggi e distruzioni. Ma non furono i Goti a farla precipitare nell’oblio e nell’abbandono perché, nel suo poema in versi De reditu suo, Rutilio Namaziano, imbarcatosi a Portus Augusti per tornare in Gallia, descrisse il suo viaggio dalla foce del Tevere a Luni nel 417 d.C. e la racconta ancora circondata dalle sue bianche mura e ancora insigne. E non fu nemmeno … Continua

Castel di Pietra e la leggenda della Pia


Castel di Pietra (Gavorrano) i ruderi
Castel di Pietra (Gavorrano) i ruderi

Castel della Pietra nella Maremma grossetana. Rocca rovinata resa celebre dall’Alighieri per la tragica fine della Pia moglie di Nello Pannocchieschi signore di cotesta prigione.[ …] Chi volesse mai visitare l’orrida torraccia dove è fama che venisse sacrificata quella Pia di cui Dante ebbe tanta pietà, quando figurò di sentire dalla sua ombra: Siena mi fe’, disfecemi Maremma, la troverà tra spinosi marrucheti in mezzo ad una selva selvaggia deserta, non molto lungi dalla confluenza del torrente Noni nel fiume Bruna; circa miglia toscane 3 a levante dei Forni dell’Accesa, intorno a miglia toscane 2 e ½ a grecale dal giogo dei monti di Gavorrano […] 4 miglia toscane a scirocco di Monte Pozzali; 9 miglia toscane nella stessa direzione da Massa marittima, 7 miglia toscane a libeccio di Tirli, altrettante a settentrione maestrale di Giuncarico e circa 8 miglia toscane a ponente di Monte Massi”

Il ponte medievale detto della Pia nei pressi di Rosia
Il ponte medievale detto della Pia nei pressi di Rosia

Così il Repetti, nel “Dizionario Geografico Fisico e Storico della Toscana”, descrive puntualmente la posizione geografica del territorio in cui si trova, ancora oggi, ciò che rimane dell’antica rocca …Continua

Articolo correlato: La leggenda della Pia nelle ottave di due toscani dell’Ottocento

Era settembre


di Alessandro Ferrini e Salvina Pizzuoli        

tratto da “Fatti e Fattacci al tempo di Firenze capitale”

Era il 15 settembre del 1861 quando re Vittorio Emanuele II inaugurò proprio a Firenze la “Esposizione italiana dell’Industria, delle arti e dei prodotti nazionali”.

Stazione Leopolda sede della prima mostra nazionale. Pianta della mostra
Stazione Leopolda sede della prima mostra nazionale. Pianta della mostra

Colpisce il termine “italiana” in un tempo in cui l’unità non era ancora stata del tutto raggiunta, ma era sicuramente la prima dello stato nato il 17 marzo del 1861, quando il primo parlamento proclamò il Regno d’Italia. … Continua

Pagina correlata: “Fatti e Fattacci al tempo di Firenze capitale”

Il primo campionato del mondo di ciclismo si svolse fra Firenze e Pistoia


L’articolo è ripreso da: Fatti e fattacci al tempo di Firenze capitale

Siamo nel 1870, Firenze è ancora capitale del regno d’Italia

Gli organizzatori della prima corsa ciclistica su strada
Gli organizzatori della prima corsa ciclistica su strada

In una città che appariva più un cantiere che una capitale si svolse la prima gara ciclistica della storia d’Italia. Già da qualche tempo si vedevano girare per la città pazzi scatenati a cavallo di quello strano arnese con due ruote tanto che il Comune, dopo vibrate proteste giunte da più parti, per proteggere l’incolumità dei cittadini decretò che i velocipedi potessero girare solo per i viali delle Cascine e solo nelle ore mattutine dato che il parco era luogo di passeggio frequentatissimo nelle ore pomeridiane e nei giorni festivi. Poi, nel 1870, la prima corsa su strada organizzata dal Veloce Club, la prima società ciclistica italiana. …Continua

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