Arti e mestieri del passato

Quattro chiacchiere su Firenze: antichi mestieri

Corinto Corinti: via Calimala, la via dei pannilani

I merciai a Firenze nel Medioevo

L’Arte dei Beccai e la bistecca alla fiorentina

Santa Maria Novella a Firenze: storia di un’antichissima spezieria

Il Cappello di paglia di Firenze: un’antica manifattura toscana

Prato una vocazione antica: l’Arte della lana e del tessuto

Magia e stregoneria nella Romagna toscana

di Giovanni Caselli

“Non solo ho trovato che tutti i nomi degli antichi dei etruschi sono ancora noti ai contadini della Romagna toscana, ma c’è di più, sono riuscito a provar ciò in maniera inconfutabile.”
Charles Godfrey Leland, l’americano che scoprì l’essenza della Romagna toscana.
Charles Godfrey Leland (1824-1903), esperto in religioni comparate e presidente della Gypsy-Lore Society, recuperò, sul finire dell’800, nella Romagna toscana, uno straordinario retaggio di elementi del paganesimo etrusco-romano, inspiegabilmente sopravvissuti nella tradizione popolare vivente.
Il fatto straordinario è che ciò non avvenne in regioni remote e marginali della nostra penisola, bensì nel cuore della campagna italiana più evoluta e ricca. E’ evidente, come appare attraverso il rigoroso ed ineccepibile lavoro del Leland, che nella Romagna toscana e in aree limitrofe della provincie di Firenze ed Arezzo, la “vecchia religione” era sopravvissuta intatta sino ai giorni nostri, a fianco di quella cristiana, relegata de facto in secondo piano e anche a fianco delle superstizioni notoriamente presenti nella cultura popolare.  … continua a leggere    Magia e stregoneria nella Romagna toscana

Articolo correlato: La Romagna toscana 

Immagini della annuale rievocazione storica della battaglia del Giogo (settembre 1944 Linea Gotica)

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Galleria immagini della rievocazione della battaglia del settembre 1944

Galleria foto della ricostruzione storica degli ambienti della battaglia del settembre 1944

Linea Gotica in Toscana: la battaglia del Giogo (settembre 1944)

Linea Gotica e Appennino

I’ Brindellone tra etimi e leggende

Tutti i Fiorentini sanno bene di cosa stiamo parlando e conoscono anche il significato del termine, ancora molto comune, perché i’ brindellone non indica una cosa sola.

Se cerchiamo il termine sul dizionario Treccani troviamo la seguente definizione:

brindellóne s. m. (f. -a) [der. di brindello]. – Persona che va in giro con l’abito lacero, o anche sciatta nel vestire, trasandata nell’aspetto, nel camminare e simili; più comune la forma sbrindellone.

Ci dice quindi che deriva da brindello ovvero da brano. – Straccio, brandello.

A Firenze un brindellone è un tipo sciatto, trasandato, non molto “vispo”    …  continua  I’ Brindellone tra etimi e leggende

Primo campionato del mondo di ciclismo

150 anni fa …

Mercoledì  2 febbraio 1870 si svolgeva il primo campionato del mondo di ciclissmo su strada su un tracciato di 25 km da Firenze a Pistoia.

Gli organizzatori della prima corsa ciclistica su strada

Vai al nostro articolo dedicato

Il primo campionato del mondo di ciclismo si svolse fra Firenze e Pistoia

L’arte del ferro: arpioni, lanterne, inferriate, cancellate, a Firenze

Loggia del Bigallo arcata a rosta della cancellata

Andare in giro per Firenze significa non solo ammirare le eleganti e pregevoli architetture dei suoi palazzi e chiese, ma scoprirne anche i dettagli, quella miriade di opere artigianali a decorazione di quei palazzi e strade e tabernacoli e chiese. In questo caso vogliamo soffermarci ad ammirare un’arte antica che occupa tanto spazio all’interno e all’esterno di edifici e pubblici e privati: il ferro e il ferro battuto.   …   continua a leggere   L’arte del ferro: arpioni, lanterne, inferriate, cancellate, a Firenze

Profilo della Strada Ferrata Leopolda da Firenze a Livorno

da  Carlo Collodi, Un romanzo a vapore: Da Firenze a Livorno, Mariani Firenze 1856

Tracciato della Leopolda

La Leopolda parte dalla Stazione di Firenze, fuori la Porta al Prato, e giunge a Livorno con uno sviluppo di Chilometri 95 113.  …

Appena uscito di sotto alla navata della grande Stazione di fuori la Porta a Prato, il convoglio del Vapore corre per brevissimo tratto al fianco del delizioso passeggio delle Cascine, del quale si vedono le ridenti e spaziose praterie, i lunghissimi viali, orlati di platani e di alberi, le decenti e bene architettate case coloniche.

Sulla destra, trovasi il canale denominato Macinante, il quale staccandosi dall’Arno all’estremo della città si conduce sino al Bisenzio, dopo di avere animato per via e messo in movimento diversi mulini ed opifici. Le belle rive dell’Arno e le amene colline dei dintorni di Firenze si mostrano al viaggiatore. Signoreggia sulla sinistra la villa di Castel Pulci, così denominata per un possesso della famiglia, cui appartenne Luigi Pulci, autore del poema – Il Morgante. Poco dopo si passa dappresso al Borgo di S. Donnino, detto S. Donnino a Brozzi, dove è la prima fermata dei Treni che partono da Firenze.  … continua a leggere  Profilo della Strada Ferrata Leopolda da Firenze a Livorno

La Toscana dei Medici

Jacopo Chimenti da Empoli Le nozze di Maria de’ Medici

Articoli presenti nella rivista:

Storie storielle storiacce di casa Medici

Matrimoni e banchetti: le nozze di Maria de’ Medici

Donne e castelli…delitti e congiure

Lorenzino de’ Medici detto Lorenzaccio

L’Alchermes, il liquore de’ Medici

La villa e il giardino di Trebbio

Un ponte mediceo a Cappiano

Le due direttrici storiche della Val di Merse: la strada Consolare Grossetana e la via Massetana

Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte prima)

Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte seconda)

Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte terza)

Le feste nella Firenze del Rinascimento (parte prima)

Le feste nella Firenze del Rinascimento (seconda parte)

Il mistero degli affreschi delle cappelle Medici e Pazzi

La battaglia di Montaperti nella Divina Commedia

«Lo strazio e ‘l grande scempio
che fece l’Arbia colorata in rosso,
tal orazion fa far nel nostro tempio». Inf.  X, 85-88

La battaglia di Montaperti, una delle più sanguinose battaglie del medioevo, trova vari riscontri nella Divina Commedia. Lo scontro fra la guelfa Firenze e la ghibellina Siena, avvenuto nel 1260, impegnò oltre 55.000 soldati, un numero esorbitante per i combattimenti dell’epoca, e la sconfitta dei fiorentini garantì a Siena la propria autonomia per qualche secolo.

Ancora al tempo di Dante, nato 5 anni dopo, e per tutto il Trecento l’evento trova ampia eco negli scrittori dell’epoca e nell’immaginario collettivo.   … continua a leggere    La battaglia di Montaperti nella Divina Commedia

Matrimoni e banchetti: le nozze di Maria de’ Medici

5 ottobre 1600.

Jacopo Chimenti da Empoli Le nozze di Maria de’ Medici

Maria de’ Medici, figlia del granduca Francesco I Medici e di Giovanna d’Austria, sposa per procura Enrico IV di Borbone, re di Francia.

Una data storica perché segnò un avvicinamento tra i due Stati, ridusse notevolmente il debito che la corona francese aveva accumulato nei confronti dei banchieri italiani, la dote infatti ammontava a seicentomila ducati nonostante la Francia ne avesse richiesti un milione. Consacrò inoltre alle cronache, come poi lo sarà nel 1606 quello delle nozze di Cosimo Medici e Maria Maddalena d’Austria, uno dei più fastosi e scenografici banchetti di casa Medici, descritto da Michelangelo Buonarroti il giovane che ne ricevette l’incarico dal granduca.

La magnificenza e la fantastica scenografia che accompagnerà i banchetti seicenteschi era stata descritta dettagliatamente nella trattatistica rinascimentale, come ad esempio nell’opera di Cristoforo de Messisbugo relativa alla composizione delle vivande e all’apparecchiatura in genere. A questo fasto e scenografico e culinario appartenevano i conviti medicei.

Tutto doveva concorrere a meravigliare i commensali con una sequenza di piatti prelibati in una cornice stupefacente che sottolineasse contemporaneamente la ricchezza e la potenza della famiglia.    … continua a leggere   Matrimoni e banchetti: le nozze di Maria de’ Medici