
Vai all’itinerario: da Trebbio a San Giovanni in Petroio
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Tra decorazioni Decò e simbologie esoteriche

Siamo in piazza Dante a Borgo San Lorenzo, il cuore verde della località principale del Mugello. La grande piazza, che accoglie un giardino con al centro il monumento dedicato ai Caduti, si apre davanti al Palazzo del Comune. La sua attuale struttura risale al 1926 quando prese il nome che la designa e fu abbellita dai giardini che ancora oggi l’adornano. Prima di questa nuova architettura era un grande spazio dedicato alla mostra del bestiame e successivamente anche a campo sportivo. Il bel Palazzo, inaugurato nel 1931, ebbe una lunga gestazione: dal primo progetto del 1883 di Niccolò Niccolai alla definitiva realizzazione nel primo trentennio del XX secolo in base al nuovo progetto, modificato nelle dimensioni nel rispetto anche delle norme antisismiche dopo il catastrofico terremoto del 1919, dell’ingegner Lorini e di Tito Chini, figlio di Chino e nipote di Cesare membro dell’ormai illustre famiglia di ceramisti vetrai e pittori. … continua a leggere Il Palazzo comunale di Borgo San Lorenzo e l’opera di Tito Chini
di Giovanni Caselli

Attribuisco questo nome, ricavato dal Catasto preunitario della Toscana dove questa via è così definita in vari luoghi anche a grande distanza da Firenze. Altri nomi sono Via del Monasteraccio, Via di Vallombrosa, Via Vecchia della Verna ecc. Da anni conosco un sentiero con lunghi tratti lastricati in vario modo che iniziando dal cimitero di Paterno, presso la Via Vecchia Aretina, passa il confine comunale Bagno a Ripoli-Rignano in località Poggio Gorioli, poco a nord del passo di San Donato in Collina in un crocevia che le toponomastica chiama Poggio Crocifero. Qui questa via incrocia l’antichissima via di crinale che ho definito Via Tirrenica, nella sue variante che discende a Compiobbi dalle colline sopra Fiesole e precisamente da San Clemente. Su questo incrocio chi scrive ha rilevato tutto un sistema di antropizzazione che ad oggi non è stato completamente acquisito. Sul Poggio Crucifero furono raccolti frammenti di ceramiche etrusche e romane tra i quali terra sigillata decorata ed etrusco-campana. … continua La via Fiorentina o del Monasteraccio o di Vallombrosa o della Verna
Come sono oggi Torre Civette e la foce del torrente Alma dove sorgeva l’antico porto

Vai alla Galleria immagini dei luoghi dove sorgeva l’antico porto d’Alma in Maremma

Itinerario a piedi con partenza dalla spiaggia di Principina a mare (GR) all’altezza di viale Tirreno e arrivo a Bocca d’Ombrone (percorso di circa 4 km, si consigano scarpe chiuse o sandali)

Il Puntone di Scarlino si trova presso la foce del canale detto Fiumara del Puntone, dove è stato costruito recentemente un porto turistico, posta all’estremità di levante del Golfo di Follonica.
Nel canale della Fiumara confluiscono le acque del Canale Allacciante delle Acque Alte (prosecuzione verso il mare del torrente Rigiolato) di alcuni fossi creati per la bonifica della piana di Scarlino e dell’emissario dell’ex cassa di colmata, che raccoglie le acque del fiume Pecora. … continua a leggere Porti e approdi di Toscana: Puntone di Scarlino
di Giovanni Caselli, da Le strade di Roma in Italia (vol.II°)

In Umbria: L’Umbria, ossia la Regio VI di Augusto, era il territorio traversato dalla Via Flaminia, allo stesso modo in cui la Regio VIII Aemilia era il territorio traversato dalla Via omonima. Questo territorio corrispondeva solo vagamente all’area culturale umbra; si pensi a Ravenna, città data per umbra da tutti gli autori antichi, che si trovava a ben 75 Km dal confine della Regio VIII Augustea! La ristrutturazione dell’antico tracciato e la sua trasformazione in via militare, avvenuta nel 220-219 a.C. … continua a leggere La via Flaminia da Civita Castellana a Carsulae (terzo itinerario)

Siamo nei pressi di Gavorrano, lungo la valle del fiume Bruna che in tempi lontani sfociava in quel lago salmastro detto Prile dai Romani, conosciuto poi come il Lago di Castiglione.
Castel di Pietra lega il suo nome alla leggenda della Pia, quella Pia de’ Tolomei che Dante immortalò nei versi della sua Commedia. In realtà ha rivestito un ruolo chiave nell’economia medievale del territorio della valle del Bruna, controllando, come è avvenuto per altri castelli nella vicina Val d’Ombrone, i giacimenti minerari delle colline limitrofe da cui si estraevano piombo e argento ma anche ferro. A questo controllo si affiancava quello lungo la via del sale. … continua a leggere Castel di Pietra nella Maremma grossetana
di Alessandro Ferrini

Pietramala è un paese dell’Appennino, situato tra il passo della Futa e quello della Raticosa lungo la SS65, la via Bolognese che il granduca Leopoldo di Toscana riedificò sui tratti degli antichi percorsi di cui si ha notizia già in epoca romana e che fin dai tempi più antichi univano l’Italia centro occidentale alla Pianura padana.
Scrive Emanuele Repetti nel suo Dizionario:
Villaggio con chiesa plebana (S. Lorenzo) e una dogana di frontiera di terza classe a circa 4 miglia toscane a maestrale di Firenzuola […] tra la dogana delle Filigare, l’albergo del Covigliajo o i così detti fuochi di Pietramala. […] Se il nome di Pietramala le sia derivato dalla qualità del sasso, o da qualcuna delle antiche pietre migliari della via che probabilmente nei contorni di Pietramala valicava l’Appennino per seguitare il cammino verso Bologna, mancano indizi da potervi appoggiare una plausibile congettura.
E a proposito dei “fuochi di Pietramala”:
… continua a leggere I “terreni ardenti” di Pietramala
Proponiamo cinque itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Aurelia da Roma a Luni raccontati dal prof. Giovanni Caselli

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: la Tirrenia di Strabone
La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Ostia a Centumcellae
La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Centumcellae a Salebro
La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Salebro a Portus Pisanus
La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Portus Pisanus a Luni fino a Vada Sabatia