All’Origine del Sacro: Viaggio nei Miti e nei Demoni dell’Universo Etrusco

Il popolo etrusco continua ad affascinare il mondo contemporaneo per quell’alone di profondo mistero che avvolge la sua lingua, la sua storia e, soprattutto, la sua sfera spirituale. A differenza della mitologia greca e romana, popolate da divinità antropomorfe specchio delle virtù e dei vizi umani, il pantheon e le leggende dell’antica Etruria si radicano in una concezione del mondo totalmente dominata dal sacro, dal destino e dalla decifrazione dei messaggi divini. Ogni elemento della natura, dal solco di un campo arato all’improvviso squarcio di un fulmine nel cielo, era per gli Etruschi il frammento di un discorso continuo che gli dèi rivolgevano all’umanità.
I racconti che sono giunti fino a noi – spesso mediati dagli scrittori dell’antichità o decifrati attraverso le straordinarie raffigurazioni su specchi di bronzo, urne e tombe affrescate – ci svelano un universo mitologico ricchissimo e originale. In questo spazio sacro si muovono fanciulli divini nati dalla terra, ninfe profetesse custodi delle leggi cosmiche, eroi in lotta per il potere e creature demoniache che sorvegliano con ferocia i passaggi verso l’Oltretomba.
Il mito delle origini degli etruschi negli scrittori antichi
Targete: il mito estrusco della Divinazione
Il mito etrusco di Tages/Tagete
Il mito etrusco della lasa Vecu (ninfa Vegoia o Begoe)
Il mito etrusco dell’agguato dei fratelli Vibenna all’indovino Cacu