La via Clodia secunda da Lucca a Luni e Modena

di Alessandro Ferrini

Percorso della via Clodia Secunda
Percorso della via Clodia Secunda

“Tres viae sunt ad Mutinam, a supero mari Flaminia, ad infero Aurelia, media Cassia” (Filippiche, XII). Così Cicerone a indicare la via che da Lucca piegava verso nord, correva lungo la valle del Serchio e varcato l’Appennino scendeva a Modena, da questa si staccava un ramo che raggiungeva Luni come mostra il tracciato della Tabula Peutingeriana. Cicerone la chiama ancora Cassia considerandola naturale proseguimento di quella che univa Firenze a Lucca. In realtà scrittori successivi la chiamano Clodia Secunda (a distinguerla dall’ominona strada in Maremma), e Forum Clodii è chiamata

Tabula Peutingeriana Pisa Lucca Luni
Tabula Peutingeriana Pisa Lucca Luni

nella Tabula Peutingeriana la zona tra Lunigiana e Garfagnana che la strada attraversa raccordandosi a Luni (secondo varie fonti da identificare nella vasta area del comune di Fivizzano). La strada consolare secondo alcuni fu costruita dal console Marco Claudio Marcello intorno al 183 a.C. e a lui deve il suo nome. Partiva dalla porta nord di Lucca e risaliva la valle del Serchio, nel primo tratto il suo itinerario è facilmente ricostruibile in base alla toponomastica dei luoghi attraversati: Sesto Moriano, Valdottavo, Diecimo a

Pieve di Santa Maria a Diecimo
Pieve di Santa Maria a Diecimo

indicare le progressive pietre miliari della distanza da Lucca. Probabilmente proseguiva poi per Borgo a Mozzano (qui una diramazione attraversava un ponte sul Serchio nel luogo dove poi nell’ XI secolo fu costruita il ponte della Maddalena per proseguire in val di Lima) giungendo alla Pieve di Cerreto, da qui risaliva fino a Gioviano e scendeva poi a Gallicano nei pressi della chiesa di Santa Lucia. Da qui raggiungeva Cascio (nei pressi della Rocca di Castellaccio oggi ridotta a rudere), Monteperpoli, Castelnuovo. Successivamente toccava Gragnanella, Filicaia e Poggio e dopo aver varcato il torrente Edron nei pressi del Ponte Vecchio, sempre procedendo a mezza costa toccava Roccalberti, Vitoio, Casatico, Casciana fino a Piazza al Serchio. Qui una parte proseguiva

Abside della pieve di Cerreto (sec. XI)
Abside della pieve di Cerreto (sec. XI)

verso nord, ma sono solo ipotesi, passando l’Appennino al passo di Pradarena (secondo altri alla Foce al Giovo dove sono stati rinvenuti dei resti cfr. Atti dell’accademia lucchese di scienze, lettere ed arti, 1821) per scendere verso Modena.
L’altro ramo della via romana, il cui percorso sembra più certo, si sarebbe diretta verso Minucciano e il valico di Tea per aprirsi nel bacino del Magra e raggiungere il porto di Luni, con i suoi circa 150 chilometri di difficile tracciato attraverso numerosi torrenti e fiumiciattoli. Da Luni la via consolare proseguiva per Pontremoli e la Val Padana.
Scendiamo del dettaglio basandoci, in mancanza di reperti attendibili, su ipotesi tratte dalla consuetudine viaria dei secoli passati e da Pievi e Ospitali che caratterizzarono i percorsi frequentati nel medioevo che spesso ricalcavano i percorsi degli antichi tracciati romani.
Partendo da Luni, attraversata dalla Aemilia Scauri, poi divenuta Aurelia, che ne costituiva il decumano (corrispondente più o meno alla strada odierna che passa davanti all’Anfiteatro e di dirige verso i resti della città), la Via Clodia Secunda si inerpicava verso Casano e Ortonovo, dopo aver attraversato il torrente Parmignola e da qui a Casapoci, ovvero l’odierna Castelpoggio.
Da Castelpoggio, ricalcando un tratto dell’attuale sentiero CAI nr. 47, verso la località “La Maestà”, dove avrebbe scollinato per dirigersi verso Marciaso, raggiunta la quale avrebbe proseguito, seguendo il solco del torrente Bardine, per Posterla e quindi per Soliera passando, probabilmente, per Bardine San Terenzo.
Da Soliera la via avrebbe poi risalito il corso dell’Aulella e, percorrendo la sua destra orografica, avrebbe trovato sul suo percorso prima Gassano e poi Gragnola e Sercognano piantacolorataper arrivare alla Pieve di Codiponte (Caput pontis) e da lì proseguire per Casola in Lunigiana dove attraversato il corso del torrente Tassonaro, e, portandosi sulla sua sinistra, raggiungeva Pieve San Lorenzo ed entrava nell’attuale Garfagnana. Qui attraverso due diramazioni, una delle quali per il passo Tea (dove già dall’XI secolo era presente l’Hospitale di San Nicolao) e l’altra attraverso il valico di Minucciano (nei pressi del quale ancora oggi si trova l’eremo della Beata Vergine del soccorso) giungeva a Piazza al Serchio dove si congiungeva alla strada proveniente dal passo Pradarena e dalla Val Padana.
Da qui fino a Lucca la via era unica, pur raccogliendo diverse direttrici secondarie trasversali, secondo il percorso precedentemente descritto.

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