Percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli

Da nord, da Faesulae e da Bononia,

si è visto che l’accesso era Via Sangallo, poi Via de’ Ginori e Borgo San Lorenzo; la porta nord era dunque sull’angolo di Via de’ Cerretani e piazza San Giovanni. Da sud una via che proveniva da Sena Iulia, entrava con Via Romana, traversava l’Arno su un ponte poco a est di Ponte Vecchio, faceva Via Por Santa Maria ed entrava da una porta situata all’angolo di Via Vacchereccia.

A ovest la porta era in fondo a Via Strozzi, da lì partivano almeno tre strade a ventaglio, quella più a nord era la continuazione della Via Cassia e i centri che toccava fuori Florentia erano Quarto, Quinto, Sesto, Settimello, tutti in corrispondenza di altrettanti cippi miliari, quindi Prato, forse ad Solaria, poi Hellana ossia Agliana, infine Pistoria alla fine della piana ben coltivata e centuriata.

La Cassia da Florentia Tuscorum a Lucca e Luni

Il Museo Archeologico di Firenze è una tappa essenziale per l’archeologia di tutta l’Etruria, essendo, fra l’altro, anche uno dei più grandi musei italiani.

Da Firenze verso la Via Aemilia le strade erano forse diverse, ma nessuna importante e ben praticabile. Gli itinerari danno un itinerario che per un Anneianum, passa per un Castellum e termina a Faventia. L’unica cosa che si può dire in proposito è che Anneianum portebbe essere Dicomano e Castellum Marradi; un vecchio tracciato in questo senso esisterebbe ed avrebbe una sua logica.

Da Florentia, oppure da Pontassiene, o ancora dal Casentino per il passo del Caspriano, la Via Flaminia militare, che abbiamo citato descrivendo la Via Aemilia, proveniente da Arezzo, passava l’Appennino o a La Futa oppure ad Osteria Bruciata, per raggiungere la Via Aemilia a Bologna o a Ozzano Emilia. Ma questa via è oggetto di lunghe discussioni fra studiosi, eruditi e anche semplici cercatori di funghi i quali spesso annunciano la ‘scoperta’ di una ennesima strada ‘romana’, sull’Appennino, e subito diventano ‘esperti’ ed eroi locali, nella stampa spazzatura. Un’altra via da Pistoriae raggiungeva Bononia attraverso il sito, ormai deserto di Misa (Marzabotto), lungo la valle del Reno bolognese. Questa via deriva da una direttrice di crinale preistorica, che collegava la Padana con Lucca e Pisa da una parte, con la città etrusca di Artimino (Poggio a Caiano) e Chiusi o Volterra dall’altro.

Il percorso riportato nell’Itinerarium Antonini e nella Tabula Peutingeriana

Da Pistoriae la Via Cassia seguiva sempre la direzione, se non li tracciato, della strada attuale per Montecatini, nelle cui vicinanze era la stazione ad Martis, quindi giungeva a Luca, da qui vi era sicuramente più di un collegamento con la Via Aemilia Scauri, uno presso l’attuale Migliarino e l’altro da Camaiore.

Da Luca un’altra strada di una certa importanza anche strategica, risaliva la valle dell’Auser (Serchio), fino a Forum Clodii (Castelnuovo Garfagnana), saliva per il Passo delle Forbici, per discendere a Parma.

Concludiamo questo viaggio attraverso l’Etruria, una delle regioni più popolose e culturalmente ricche del passato classico, e allo stesso tempo una delle più trascurate dai romani il cui interesse e la cui attenzione vertevano su regioni italiane a loro culturamente più affini.

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Strade romane in Etruria