di Michele Zazzi

Il busto in terracotta, del III – II secolo a.C. rientra tra gli ex voto anatomici etruschi cd. poliviscerali. Gli organi interni sono riprodotti prevalentemente isolati ma talvolta anche su torsi relativi a figure maschili e femminili.
Il reperto, forse proveniente dal territorio di Vulci (Comune di Tessennano), misura 68 cm in altezza e 32 cm di larghezza. Si tratta del busto di un giovane con il corpo avvolto in una toga. Il viso è rotondo, la fronte alta e gli occhi sono a mandorla. Le braccia sono avvolte nell’indumento, il braccio destro è piegato e la mano è all’altezza del cuore. Il tronco aperto lascia intravedere gli organi del torace e dell’addome ed in particolare il cuore, i polmoni, l’intestino, la milza, i reni, la cistifellea e lo stomaco.
Il reperto fu acquistato nel 1960 da Pierre Découflé, medico francese, da Charles Ratton a Parigi. Nel giugno del 2011 la proprietà dell’oggetto passò al Museo del Louvre, che se lo aggiudicò all’asta per 249.000 €.
Inizialmente si pensò che il busto avesse una funzione didattica per aspiranti guaritori.
Oggi si ritiene che il reperto, probabilmente proveniente da un santuario, fosse un ex voto destinato ad una divinità per prevenzione di una malattia o come ringraziamento di una guarigione. Tra i busti votivi è uno dei pochi che presenta anche elementi della figura umana quali la testa e gli arti, la maggior parte infatti sono acefali e privi di arti.

Fanno parte della stessa tipologia ad es. i tre busti con viscere di varie dimensioni esposti al Museo Civico di Modena (v. Devoti Etruschi La riscoperta della raccolta di Veio del Museo Civico di Modena, Edizioni All’Insegna del Giglio, 2022, pag. 76 e 77) della raccolta di terre votive provenienti da Veio. I tre torsi sono privi della testa e degli arti; in due casi gli organi interni sono realizzati all’interno di una cavità del monumento, nel terzo gli organi risultano su una placca applicata al centro del torso.
Gli ex voto poliviscerali, nonostante alcune imprecisioni, attestano comunque che gli Etruschi conoscevano bene l’anatomia umana e di queste conoscenze si avvalsero gli artigiani che realizzarono le opere.
Indicazioni bibliografiche:
Sull’ex voto in oggetto cfr, tra gli altri, Mario Tabanelli, Gli “EX – VOTO” Poliviscerali Etruschi e Romani, Leo S. Olschki Editore, 1962, pag. 35 – 36; Un insolito busto etrusco nel Museo del Louvre 31 luglio 2014 nel sito antrophistoria. WordPress.com; Asta a Cheverny, Domenica 26 giugno 2011, lotto 108 Eccezionale busto votivo nel sito rouillac.com.Il busto è conservato al Museo del Louvre.
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