necropoli della Polledrara, Vulci
di Michele Zazzi

Recentemente nella necropoli della Polledrara, a Vulci, è stata riportata alla luce una tomba monumentale realizzata all’interno del tumulo cd Gsell, già individuato nel 1899 dall’Ecole Française ed in particolare dall’Archeologo Stéphane Gsell (1864-1932). La documentazione dell’epoca fa riferimento ad un sepolcro, individuato ai margini sud-occidentali della necropoli, della circonferenza di 98 metri e ad un basamento rivestito di lastre di nenfro; l’archeologo francese parla di una “nuova Cuccumella”. La struttura non fu completamente esplorata (le inziali ricerche furono sospese per i costi eccessivi) e fu oggetto di scavi clandestini nel corso XIX secolo.
Nella campagna di ricerca del 2026, realizzata nell’ambito del progetto internazionale “Ritorno a Vulci”, all’interno del recinto del ridetto tumulo è stata portata alla luce la cd tomba della camera di pietra. Al progetto partecipano l’Ecole Française de Rome, l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, il British Museum, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, la Direzione Regionale Musei Nazionale Lazio.

Il perimetro del tumulo, secondo le prime valutazioni, sembrerebbe più esteso di quanto ipotizzato da Stéphane Gsell e non è escluso che nel tumulo vi siano altre tombe oltre quella ritrovata.
La tomba rinvenuta è articolata in tre camere e quella principale presenta pareti costruite in blocchi di nenfro
Allo stato non si conosce il nome della famiglia proprietaria del tumulo.
Il corredo, nonostante le spoliazioni subite nel tempo, ha restituito armi e parti di un carro.
Sono stati ritrovati elementi metallici collegati alla preparazione della carne e quindi al banchetto.
Oltre a vasellame in impasto e di bucchero, nel sepolcro vi era ceramica greca, corinzia ed attica.
Tra i vari elementi relativi all’ornamento ed all’abbigliamento personale è stata individuata anche una calzatura femminile. La rilevanza del corredo è attestata dalla presenza di materiali preziosi: lamine d’oro e di bronzo, reperti in avorio e osso lavorato.
La tomba è databile alla fine del VII secolo a.C.

Gli elementi emersi, ed in attesa di ulteriori approfondimenti, consentono di ricondurre il contesto funerario all’ambiente aristocratico vulcente della fase orientalizzante
Al termine delle indagini il monumento a fini conservativi è stato nuovamente ricoperto e gli accertamenti ed i relativi studi continueranno nel 2027.
Indicazioni bibliografiche:
Sul tumulo Gsell cfr., tra gli altri, Vulci – Una nuova scoperta nella necropoli della Polledrara:
la Tomba della Camera di Pietra, sito internet Ministero della Cultura Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale 22 settembre 2026; scoperta vulci camera di pietra tumulo gsell, sito internet Stilearte.it 22 settembre 2026; Roberto Mercuzio, L’opulenza dell’aristocrazia etrusca: scoperta a Vulci una tomba monumentale risalente a 2.600 anni fa, 22 settembre 2026, sito internet ilgiornaledellarte.com; Arturo Zampaglione, Retour a Vulci e la rivincita di Stéphane Gisell: riemerge il Grande Tumulo con la sua tomba principesca, 22 settembre 2026, sito internet etruscanstime.com.
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