La produzione del vino nell’Etruria romana: il modello di Capalbio

La viticoltura antica: viaggio nell’Etruria romana

di Alessandro Ferrini

Affresco restaurato rinvenuto nella villa Settefinestre
Affresco restaurato rinvenuto nella villa Settefinestre

L’eccellenza della viticoltura toscana affonda le sue radici in un passato lontano, in cui la sapienza agricola si intrecciava con i grandi mutamenti politici ed economici della Repubblica Romana. Tra il II e il I secolo a.C., il territorio dell’Etruria meridionale è stato il palcoscenico di una vera e propria rivoluzione agraria.

A seguito del fallimento della riforma agraria dei Gracchi, il panorama rurale ha visto la nascita e il consolidamento del latifondismo. Grandi proprietà terriere, sostenute dal massiccio afflusso di manodopera schiavile, si trasformarono in veri e propri centri di produzione intensiva. Tra questi, il territorio di Capalbio rappresenta un esempio straordinario: una “fattoria modello” capace di ottimizzare la produzione e l’esportazione del vino su larga scala, ridefinendo l’economia del tempo.

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