Seguiamo il percorso e, seguendo via Della Ripa, entriamo in Piazza Marini dove un palazzotto (XV secolo) è sede oggi dell’Archivio Storico Comunale sulla cui facciata spiccano caratteri rinascimentali insieme a quelli gotici; accanto un abbeveratoio-lavatoio dei primi del Novecento, è uno dei due rimasti ancora in città.
Imponente e maestoso, sulle ceneri di un altro, quello della potente famiglia degli Alberti che ne aveva disseminati vari lungo la valle del Bisenzio a tutela di una rete viaria importante per i commerci verso i territori a nord e verso la montagna pistoiese: soprattutto la strada detta Lombarda che collegava Prato con Bologna.
È lì dal 1247 circa, per volere di Federico II, splendor mundi;alla sua morte i lavori rimasero interrotti e nel XIV secolo fu collegato dai fiorentini, dei quali era divenuto presidio militare, alle mura trecentesche attraverso un camminamento coperto, detto il Cassero. … continua a leggerePrato medievale: il castello di Federico II
Conserva la sua antica struttura medievale, con la cinta muraria che, anche se frammentata e a tratti incorporata negli edifici abitativi, come spesso capita nelle operazioni di riutilizzo, si mostra ancora oggi in tutta la sua complessione originaria. Due ancora le attuali porte una che mostra il suo bell’arco aperto verso il centro abitato e l’altra che si intuisce e che viene ricordata nei cartelli storici prima dell’acceso a piazza Dante. Il nostro Poeta, in questo caso particolare, dà il proprio nome ad una piazza, come spesso accade per vie e strade e spiazzi nella nostra bell’Italia, di cui si rammentano i versi del canto XI del Purgatorio in cui il Nostro immortala un personaggio illustre della Famiglia comitale degli Aldobrandeschi, famiglia che detenne il suo potere su Campagnatico fino alle lotte portate dalla Repubblica di Siena nel XIII secolo al fine di sottomettere il castello. … continua a leggereIl castello di Campagnatico in Maremma
La si vede subito, appena superato l’abitato di Carmignanello e, vista dal basso, la sua poderosa mole tra il verde della folta vegetazione fa ancora paura, ricordando le lotte fratricide che hanno caratterizzato parte della sua storia.
Raggiungerla a piedi non è agevole, ma la fatica per la ripida salita viene ripagata dallo spettacolo.
Il primo incontro è con il fiume Bisenzio bello di acque fluenti nonostante la stagione calda. Un bel ponte, antico di fattura, ne permette l’attraversamento.
Sorge sulla cima di un monte costituito da rocce trachitiche, di origine vulcanica, che come un nido di pietra accolgono il borgo, in una naturale struttura protettiva. Il colore grigio di questa roccia contribuisce ancora meglio a dare al complesso l’aspetto di un possente fortilizio.
Fu un importante castello Aldobrandesco, una delle due famiglie che, insieme agli Ardengheschi della vicina Civitella Marittima, si contendevano il dominio su alcune roccaforti che, affacciate sulla piana grossetana ne controllavamo la viabilità verso il mare. … continua a leggereIl castello di Roccastrada nella Maremma grossetana
Siamo a Montorsaio delizioso borgo medievale di cui conserva i caratteri distintivi nelle odierne strutture urbane: stretti vicoli e slarghi ingentiliti da lussureggianti fioriture, archi e muri spessi e grezzi che rosseggiano nel sole di questo luglio rovente. E, aspetto dimenticato nelle nostre città, il vivere gli spazi aperti in comunità aggregate: ragazzi che leggono nella piazzetta della Cisterna, signore che chiacchierano pacatamente su panchine all’ombra o in crocchi, piacevolmente riunite a colloquio tra gli slarghi dove il vento benefico spira e si insinua portando refrigerio; e piazze, come quella della Cisterna. E immaginiamo questi stessi spazi allietati e addobbati dalle immagini sacre del Santo Natale: non a caso Montorsaio è stato ribattezzato il paese dei presepi. … continua a leggereIl castello di Montorsaio nella Maremma grossetana
Percorriamo un breve incantevole tratto della strada detta Leopoldina, realizzata dal Granduca Leopoldo di Lorena.
Tracciato lungo la Via Leopoldina da Fercole a Monte Antico
Dall’abitato di Fercole, nei pressi di Casal di Pari, si imbocca la sp 140 Leopoldina in direzione Casenovole scendendo fino al caseggiato rurale di Poggio La Pila per poi proseguire per 1,2 km tra cipressi, roverelle e lecci fino al suggestivo viale di cipressi che conduce al castello di Casenovole. Si continua attraverso un paesaggio che spazia sulle colline circostanti, con boschi e terreni coltivati, fino al crinale che sovrasta la vallata dell’Ombrone in direzione di Monte Antico. Superato il castello la strada discende verso Monte antico scalo, lambisce la stazione ferroviaria e lungo la piana dell’Ombrone raggiunge Paganico. … vai alle foto del percorso