
Bibbiano, Villa de’signori Ghigi posta in collina, costruita nel 1370 ad uso di fortilizio con mura merlate, frazione del comune di Buonconvento. […] Appartenne dapprima ai conti della Berardenga, poi al cardinale Raffaello Petrucci, che la acquistò nel secolo XV, […] fu pure posseduta dai Giuglieschi, famiglia sanese che le lasciò il nome; ultimamente ne avevano possessio i marchesi Ghigi di Siena (dal Dizionario di Emanuele Repetti)
Un castello diremmo oggi più che una villa, come la definisce lo storico Emanuele Repetti per il palazzo che vi sorge al di là del perimetro delle mura, voluto dal cardinale ad opera dell’architetto Peruzzi.
Sorge a pochi chilometri da Buonconvento su un’altura di fronte alla valle dell’Ombrone senese.
Siamo in giro per la nostra bella Toscana e prima di fermarci a Buonconvento abbiamo deciso di visitare, la vista è possibile solo dall’esterno, questo antico castello che, per quanto piccolo, potremmo definire una chicchina; non manca di quelle caratteristiche peculiari che ne fanno un maniero, nonostante i rifacimenti, con tanto di fossato, ponte levatoio, cinta muraria, e torretta.
Un castello datato, tra i più antichi di toscana: alcuni studiosi lo fanno risalire infatti al IX secolo e che, passando di propietario in proprietario, ha subito vari rimaneggiamenti tra cui quelli del XVI secolo voluti dal cardinale citato dal Repetti e affidati all’architetto Peruzzi assumendo più l’aspetto di una villa fortificata, fino ai Chigi di Siena.



Il palazzo è all’interno di una cinta muraria quadrata, per tre lati occompagnata da un fossato. La bella torretta che lo caratterizza fu distrutta nel Trecento ma ricostruita nel Quattrocento sempre su disegno del Peruzzi. La massiccia ma elegante struttura del palazzo è abbellita da una serie di archetti pensili che la snelliscono e la ingentiliscono. Interessante la porta d’accesso segnata ancora oggi dalle catene di sollevamento di un ponte levatoio e caratterizzata da uno stemma sommitale e incorniciata da una serie di bozze in arenaria. Un pozzo non lontano a destra dell’unica porta di accesso. Poco distante, prima del breve viale alberato a cipressi che punteggiano viali, colli e molti crinali, una fattoria fortificata, come molte altre dei pressi e dei dintorni. Non lontana, su un altro colle sulla valle dell’Arbia, la bella Grancia della pieve della Piana.

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