Strada Regia Romana e via Cassia Firenze Siena

di Alessandro Ferrini

Fino alla metà del XII secolo il percorso principale della via Francigena in Toscana seguiva essenzialmente l’itinerario tracciato da Sigerico: attraversava l’Arno nei pressi di San Miniato, scendeva poi verso San Gimignano lungo la valle dell’Elsa fino a Siena transitando a diverse decine di chilometri da Firenze. Ovviamente esistevano collegamenti secondari, il principale dei quali corrispondeva più o meno alla strada Volterrana che per Cerbaia, Montespertoli e Castelfiorentino, intersecava la Francigena in prossimità della pieve di Santa Maria a Chianni, presso Gambassi.

Chianni, la pieve di Santa Maria Assunta

Un altro ramo transitava per San Casciano Val di Pesa e, come l’attuale strada statale Cassia, si collegava alla Francigena da San Gimignano nei pressi di Badia Isola. Un terzo percorso attraversava la zona del Chianti, varcava la Pesa alla Sambuca e giungeva a Siena per San Donato e Castellina.

Da Firenze ci si poteva collegare con la Francigena anche percorrendo la via Pisana o la via fluviale dell’Arno.

Nel XIII secolo Firenze è ormai divenuta una tra le più ricche e potenti città italiane. Commerci e mercati richiedevano nuove infrastrutture.  Il traffico continentale della Toscana lungo la direttrice nord-sud abbandonò progressivamente il vecchio tracciato della Francigena, deviando verso Firenze, divenuta ormai una delle più importanti centri dell’economia internazionale.

Da Siena la strada seguiva il vecchio percorso fino a Poggibonsi (il medievale Borgo Marturi) passando per Abbadia Isola, poi invece di proseguire lungo la valle dell’Elsa si dirigeva verso Firenze passando da San Casciano sul tracciato abbastanza simile a quello della moderna Cassia.

Abbadia Isola

L’antico raccordo con la Francigena diventò così un tratto di quella che sarà d’ora in poi definita “Strada Regia Romana”, la principale strada per Roma per la quale itur versus civitatem Senarum et versus Romanam Curiam que utilissime est publice rei, come si legge in uno statuto podestarile del 1325.

Contemporaneamente si assisterà al rilancio dei valichi appenninici della val di Sieve, che collegheranno direttamente e con maggior rapidità la valle dell’ Arno e il mondo padano. Una volta sconfitte le ultime resistenze feudali in Mugello e liberato da intralci il traffico per la vallata, sarà sempre più usata la transappenninica da Firenze a Bologna.

Già attiva nel XII secolo, la futura ‘via bolognese’ superava gli Appennini al valico dell’Osteria bruciata, scendendo poi nel ‘alta valle del Santerno: sarà questo il tracciato che soppianterà del tutto la Francigena a nord dell’ Arno, accogliendo la maggior parte delle comunicazioni tra la Padania e l’Italia centrale.

Così il Repetti rievoca il percorso della “Regia romana” da Firenze a Siena:

L’attuale “Via regia postale” esce da Firenze per Porta S. Pier Gattolini, si dirige fra la collina di Certosa ed il borgo del Galluzzo, finchè dopo aver costeggiato la base occidentale di Monte-Buoni, varca sopra un ponte la fiumana Greve per salire il poggio de’Scopeti e di là innoltrarsi fino all’ingresso della Terra di San-Casciano, dove si cambiano i cavalli di posta. Da San-Casciano la Via postale scende in Pesa presso la ripa destra della fiumana e di costà dopo aver corso contr’acqua una pianura di circa 4 migl. passa il nuovo ponte sulla Pesa, non più nel borgo della Sambuca, ma un buon miglio innanzi per salire i poggi che dal lato di lev. fiancheggiano la Val-di-Pesa sino a che arriva sull’altipiano di S. Piero in Bossolo e di là al borgo di Tavarnelle, trovando ivi la seconda posta del cavalli. Da Tavarnelle passa a piè del castello di Barberino di Val d’Elsa. di là dal quale scende per 5 miglia nella Valle dell’Elsa, dove entra nella Terra di Poggibonsi per cambiare i cavalli alla terza posta. Costì la Via postale si accoppia a quella detta Traversa Romana, già Via Francesca del Medio Evo, la quale, viene dall’Osteria Bianca. Da Poggibonsi andando contro il corso del torr. Staggia passa in mezzo al castello omonimo, al di là del quale trova la quarta stazione, o posta de’cavalli a Castiglioncello, trasportata nel novembre del 1836 alla nuova fabbrica di Petraglia, dalla quale ha preso il nome. Finalmente da questa stazione si sale a Siena dove trovasi la quinta posta. (Dizionario geografico fisico storico della Toscana – 1846)

Bibliografia: Renato Stopani, La via Francigena in Toscana, Firenze 1984

Articoli correlati in: Luoghi e paesaggi della via Francigena in Toscana