Consigliamo ai nostri lettori:

L’ultima indagine del commissario Melis

di Hans Tuzzi

Quale filo invisibile lega fra loro un sacerdote di frontiera, un travestito di mezza età e un brillante studente universitario nella cui auto giace cadavere una ragazza? E le altre vittime dell’anonima mano omicida che nell’estate del 1987 nelle vie di Milano porta la morte, annunciata dai beffardi e inquietanti Arcani dei tarocchi?
A cosa si riferisce la misteriosa scritta che l’assassino traccia su ogni Arcano? E ha davvero un senso tutto l’armamentario del nazismo esoterico che costantemente affiora fra i più diversi indizi? E i Servizi segreti hanno, in tutto ciò, un ruolo oscuro?
Conscio che in simili casi soltanto una paziente indagine è possibile, ma non è mai sufficiente, poichè occorre anche un aiuto del Caso, o un errore da parte del colpevole, il vicequestore Melis, coadiuvato dai suoi uomini, intraprende un frustrante cammino di conoscenza attraverso una Milano varia e cangiante nelle sue componenti sociali, fra il vizio manifesto da un lato e l’oscuro mondo del fanatismo dall’altro, sino a giungere alla tenebrosa fonte del male che l’uomo infligge all’uomo allorché è convinto di detenere la verità.

 

“In Vetrina” presenta il nuovo nato in Casa Edida per  più piccini:

“Il drago nero Artiglio rosso”

di Stefano Angelo con i disegni di Mauro Moretti

Chi ha paura del drago nero Artiglio Rosso? Tutti!
Nel villaggio piccolo piccolo, solo Theo e Mark non si curano del pericolo e disubbidiscono a mamma e papà.
Come andrà a finire? dragonero

Una storia per i più piccini dalla grafica accattivante, colorata dove serve per dare libero sfogo alla creatività dei piccoli lettori che, nel formato cartaceo, potranno colorare a piacimento.

Ora anche in inglese e spagnolo

Lo trovate su Amazon nei due formati, a questo link

 

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I 5 magnifici di Edida, in ebook e in cartaceo!

I magnifici cinque di Edida!

Regalali o acquistali tutti, piccola spesa e buone letture:

Una pagina della storia di Firenze : “Fatti e Fattacci al tempo di Firenze capitale”

Un thriller storico : “O.D.E.S.S.A. L’ora della fuga”

Racconti contemporanei : “Racconti racconti racconti, corti, con brivido, fantastici”

Poesia : “Notte”

Una storia metafisica, un TRIP mentale “Metempsicosisis” con i disegni di Mauro Moretti

Su Amazon anche in ebook!

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Tra le ultime pubblicazioni di Edida segnaliamo: Metempsicosis

su Amazon metempsicosis

corredato dai disegni di Mauro Moretti

La storia proietta il lettore in uno stato mentale dove la morte è la piovra violenta che imprigiona nell’angoscia, in corpi apparentemente estranei, in stati confusionali che ti obbligano alla ricerca di una via di fuga. Questo libro nasce dall’elaborazione dell’omonimo concept album autoprodotto con i miei amici Lamberto Salucco e Fabio Lazzeri, del gruppo “L.E.S.” Lascio il cammino nel libro al lettore e consiglio di ascoltare successivamente il cd (acquistabile su iTunes e su Amazon), possibilmente con luce soffusa…

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copertinaraccontiGentili lettori siamo lieti di comunicare che è stata pubblicata da Edida, in ebook e in cartaceo, la raccolta di racconti dal titolo

Racconti racconti racconti. Corti, con brivido e fantastici

scelti dalle pagine di “Prosa e Poesia” come si legge nell’Introduzione da parte della Redazione:

I testi raccolti in “Racconti, racconti, racconti”, raggruppati con il sottotitolo “Corti, con brivido, fantastici” proprio perché appartengono a generi diversi, sono stati pubblicati su Prosaepoesia.net dal 2012 al 2016.

Come già avvenuto per le poesie, per le filastrocche e le fiabe è intento della Redazione riunire in un unico volume quelli più significativi per presentarli a un pubblico più ampio come esempio di scrittura contemporanea.

Dove va il racconto? Quali generi privilegia? Quali scritture?

Questo percorso sul campo che ci siamo proposti di intraprendere anche per la prosa, deve essere letto proprio per quello che è: uno spaccato della scrittura spontanea, di scrittori esordienti e non, ma proprio per questo una scrittura più libera e meno legata a esigenze di mercato o editoriali.

Prosaepoesia.net è un palcoscenico privilegiato in quanto assomma al proprio interno una miriade di lavori pubblicati negli anni giorno per giorno e fornisce, a chi volesse sottoporre queste pagine oltre al piacere della lettura alla propria riflessione critica, un’immagine della scrittura contemporanea con le sue tematiche e i suoi linguaggi.

L’antologia annovera più racconti che trovano luogo in due macro sezioni che raccolgono la prima testi a carattere psicologico e bozzetti in chiave ironica e la seconda quelli più propri del noir o del fantastico e come novità un “prologo” una pagina dedicata solo alla parte iniziale che potrebbe, o forse no, diventare romanzo”.

“Racconti racconti racconti: corti, con brivido, fantastici”

Su Amazon

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Michele Ermini presenta le sue poesie raccolte da Edida con il titolo: Notte

Queste 65 poesie rappresentano un percorso caotico di immagini, non ci sono date, non c’è un itinerario da seguire. Sono state scritte in momenti in cui il magma vitale aveva bisogno di una via d’uscita, un flusso che possiamo definire inconscio, spirito, essenza confusa, Anima. Io preferisco non definire quanto è ancora da scoprire.

Su Amazon 

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Hans Tuzzi – Il sesto Faraone

Un nuovo avvincente giallo di Hans Tuzzi ambientato nell’Egitto degli anni ’20 che consigliamo ai nostri lettori

 Neron Vukcic  ancora all’opera in questo secondo romanzo che lo vede protagonista di una nuova indagine. E la storia continua in una magica Alessandria d’Egitto del 1921, terra cosmopolita dove Vukcic approda, senza un soldo e senza patria alla fine del primo conflitto mondiale, avendo accettato l’inattesa proposta di Taamar Margulies, il ricco mercante di spezie conosciuto a Costantinopoli nel giugno del 1914 (ne “il Trio dell’Arciduca” il primo dei romanzi in cui Vukcic compare come agente segreto del governo imperial-regio austroungarico) che gli chiede di indagare sulle attività del genero Aaron Peres, a capo della filiale di Alessandria d’Egitto, sostpettato di falsificare i registri contabili dell’azienda, forse per garantire un sostegno economico ai Giovani Turchi ribelli all’esangue governo del Sultano. Vukcic accetta, e sbarca ad Alessandria, la fascinosa Perla del Mediterraneo, la città fondata da Alessandro il Grande cantata da poeti e viaggiatori, metropoli sensuale con più religioni e razze e lingue e sessi di quante siano le dita delle mani. Così, nella voglia di vivere scoppiata con il dopoguerra, tra la società cosmopolita che affolla le strade, i club e le spiagge, tra archeologi impegnati in campagne di scavo e giovani coppie lanciate nei nuovi balli venuti dall’America, tra i segni dell’antico splendore e il presente segnato dalla sorda crescente insofferenza nei confronti della dominazione inglese, il robusto ex agente segreto del governo imperial-regio austroungarico incomincia a indagare. Ma l’imprevisto non tarda a cambiare le regole del gioco: al termine di un’elegante cena in onore di due noti archeologi, nel giardino di villa Peres viene trovato cadavere un noto antiquario greco in fama di usuraio. Con un proiettile in testa. E accanto, svenuta, una pistola in grembo, la signora Peres. La polizia giunge a una conclusione ovvia. Margulies, tuttavia, non ci sta. E incarica Vukcic di dimostrare l’innocenza della figlia. Nel solo modo possibile. Trovando il vero colpevole.

“Tuzzi è il miglior autore di gialli di qualità attualmente al lavoro”. Corrado Augias “Il Venerdì – la Repubblica”

Recensioni on line: http://www.alibionline.it/recensione-sesto-faraone-hans-tuzzi/

 

Hans Tuzzi, Trittico, ItaloSvevo, 2016
Hans Tuzzi, Trittico, ItaloSvevo, 2016

Recensione di Salvina Pizzuoli

Avete voglia di immergervi in visioni dell’irrealtà o in “associazioni mentali eccentriche”? Bene, allora leggete “Trittico”. Se poi siete lettrici, meglio: l’Autore si rivolge proprio all’eventuale sconosciuta invitandola, galante e premuroso, alla lettura.

Dirò allora che a me lettrice non è “dispiaciuto”, come si augura l’Autore, leggere le digressioni immaginifiche contenute in Aubade, Dinamo Kiev, Bavkalan. Mi sono lasciata coinvolgere nell’ineluttabile lotta per la sopravvivenza in natura che compendia l’inspiegabile insensatezza del vivere e nella complessa storia del dopo-muro raffrontata alla semplice geografia del tifoso di calcio e nella domanda se vale più la musica o le parole per arrivare al significato: elucubrazioni dotte e stravaganti in cui si evidenzia perfettamente come “il pensiero critico, se sufficientemente intelligente e moralmente esplicito, rischia di diventare letteratura”.

No, non mi è spiaciuto, perché ho goduto della bella scrittura, delle immagini che ha evocato, delle sottili e mai evidenti metafore, delle finestre nella mente che è riuscita ad aprire. Ma ho anche goduto dell’ elegante edizione, dell’impaginazione di copertina, dell’impertinente quanto sagace titolo della collana: “Piccola Biblioteca di letteratura inutile”, e della rinascita di una casa editrice che, contrariamente a tutte le correnti attuali, fa scelte di nicchia o fuori mercato.

Grazie a Tuzzi, grazie all’iniziativa di Giovanni Nucci e alla anticonvenzionale scelta della ItaloSvevo. Sì, si può sperare ancora.

Hans Tuzzi “Trittico” ItaloSvevo 2016 10,00 euro

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Daniela Alibrandi racconta la Toscana anche in brevi stralci tratti dal suo primo romanzo “Nessun segno sulla neve” 

LA TOSCANA, VISTA DAI MIEI OCCHI di Daniela Alibrandi

Esiste un luogo, poco più a nord di dove vivo io, dove si fondono le essenze della nostra Terra. Nei suoni molli della campagna e nei colori tenui che si sposano con quelli più forti di monti possenti e mare incontaminato si può ritrovare l’Italia, con la sua gamma infinita di colori e suoni. Sfumature e vibrazioni racchiuse nell’unicità e peculiarità che appartengono solo a lei, alla Toscana.

È una regione che ho scoperto poco a poco, assimilando le energie positive che dai suoi luoghi scaturiscono come un prezioso elisir capace di infondere profondo benessere.

Poco importa se si è angosciati o presi da problemi che possono sembrare insormontabili, il vento dolce della Val d’Elsa riesce ad asciugare le lacrime e a scompigliare i capelli in una carezza amorevole. Il profumo degli “ossibuchi alla dondola” che si cucinano in quelle cascine è in grado di risvegliare la voglia di gustare la buona cucina e l’ottimo Chianti, insieme all’impeto e alla necessità di amare.

La legna nel camino, la neve dell’Abetone, la forza dell’Appennino che in alcuni punti scende violentemente verso il mare, dove le onde accolgono le rocce con sferzate spumeggianti.

E le sue città, perle antiche a cui solo questa terra poteva dar vita. Firenze, la poesia dei suoi monumenti e delle sue chiese, l’Arno e il lento andare dei turisti sul Ponte Vecchio, Pisa e l’eterno mistero della torre inclinata, Siena con l’immensità della piazza dove con antico orgoglio si affrontano ancora le medioevali contrade. E Livorno che con il suo cacciucco profuma di mare i ventosi vicoli. Piombino affacciata al suo castello per salutare l’Elba e le isole di fronte.

La laguna che lambisce l’antica e magnifica città di Orbetello, mentre all’orizzonte si staglia il Monte Argentario, con le sue intime baie e i suoi porti sicuri. È questa terra che mi ha ispirato profondamente, al punto di dedicare a lei ben due capitoli del mio primo romanzo “Nessun segno sulla neve”, di cui riporto alcuni stralci nei quali si descrive appunto la città di Orbetello e il Monte Argentario:

“…La via principale di questa meravigliosa cittadina, al tempo stesso lagunare e marina, sembra essersi svegliata da poco. Con le vetrine che vengono abbellite e curate nei più piccoli particolari e con il deambulare lento dei turisti intenti a osservare, ricorda una persona che, con movimenti pigri, sbadiglia e distende le membra prima di iniziare la giornata.”

Prima edizione di "Nessun segno sulla neve" di Daniela Alibrandi
Prima edizione di “Nessun segno sulla neve” di Daniela Alibrandi

“…Quando raggiungiamo la banchina sulla laguna, prima di riprendere il viaggio, mi fermo a guardare il paesaggio che, in questo sole settembrino, toglie letteralmente il fiato. Il volo vivace e chiassoso dei gabbiani contrasta con la tranquillità della laguna, ma fa da festosa cornice al Monte Argentario, che si staglia all’orizzonte”

Copertina nuova edizione di "Nessun segno nella neve"
Copertina nuova edizione di “Nessun segno nella neve”

“…Luigi e Michele sembrano stranamente e inaspettatamente entusiasti di questa mia idea, Giulia poggia la sua mano sulla mia in segno di approvazione. E io, mentre vedo delinearsi Orbetello al di della laguna, accarezzata dagli infuocati raggi del tramonto, giuro a me stesso che stavolta non tradirò le loro aspettative.”

Ed è in Toscana che, appena posso, torno a ricaricare il mio animo stanco, è solo qui che riesco a provare la piacevole, inconfondibile sensazione di essere finalmente tornata a casa.

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Ci piace presentare ai  lettori di tuttatoscana.net il nostro ultimo romanzo, anche se non parla di Toscana…

Su Amazon in ebook e in cartaceo a questo link

Una spy story fuori dagli schemi e dai risvolti imprevedibili dentro una scrupolosa ambientazione e ricostruzione storica. Siamo quasi alla fine del secondo conflitto mondiale, l’epilogo imminente incombe sugli alti ranghi della Germania nazista: Leonard Walder, ufficiale della Wehrmacht, incappa suo malgrado in un’operazione segreta. Inseguito e ricercato trascorrerà il periodo dell’immediato dopoguerra fuggendo, spia e spiato, e la sua storia personale si intreccerà con il tragico esito del conflitto.

Edito da: EDIDA di Stefano Angelo e Lamberto Salucco

Ebook 2,99

Cartaceo 6,24

A questo link

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Avventura, noir, mistero nel romanzo di

Sandor Weltmann, Città di mare con nebbia,  a cura di Hans Tuzzi

Skira – pp 137  € 15,00Città di mare con nebbia

“Veridica relazione degli strani eventi accaduti nella nostra città l’inverno 1888, così come da me registrati…” Parole cariche di mistero aprono il racconto basato sul documento che il narratore dice di aver trovato nel cassetto segreto di un mobile di famiglia. Gli eventi si svolgono in una ricca e tranquilla città di mare affacciata sul Baltico: su una nave approdata giunge uno straniero dall’aspetto sinistro insieme al suo poco rassicurante servitore mentre inspiegabili aggressioni notturne terrorizzano la città come nebbia sottile…

a proposito di Hans Tuzzi:

Corrado Augias l’ha definito «il miglior autore di gialli di qualità». Dicevano che dietro il suo pseudonimo si nascondesse Umberto Eco, per l’erudizione delle sue trame. In realtà Hans Tuzzi si chiama Adriano Bon, è un milanese sessantatreenne, e in comune con Eco ha la bibliofilia, i saggi sui libri e l’insegnamento universitario.

alcune recensioni:

“L’incipit è meraviglioso, di una scrittura rara rispetto al gergo sincopato e povero di oggi …” Fabrizio D’Esposito (Il fatto quotidiano, 14/10/2015)

“Il mistero comincia dal falso nome dell’autore in copertina: evidente pseudonimo. Non meno misterioso il racconto: porto del baltico …” Corrado Augias (il Venerdì di Repubblica, 9/10/2015)

Intervista di Hans Tuzzi su Radio Popolare:

e una interessante recensione con intervista all’autore sulla rivista “alibionline”

Recensione sul blog: convenzionali.wordpress,com

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Per i più piccini: Filastrocche a perdifiato

Dopo il successo di “Fiabe a volontà” presentato nella nostra pagina “in vetrina”.  Edida pubblica “Filastrocche a perdifiato”COPERTINA_filas

Sinossi:

Le filastrocche raccolte in questo volume sono prevalentemente nate nelle pagine di prosaepoesia.net  nel corso degli anni. Dedicate ai più piccini (3-5 anni) sono corredate dai disegni originali di Elena Salucco.

Dove nascono le filastrocche? Dal contatto tra due realtà, quella adulta e quella bambina, per giocare insieme: le filastrocche non finiscono mai… e piacciono a tutte le età.

Su Kobo e iTunes distribuito gratuitamente

 

Siamo lieti di annunciare il nuovo sito Edida al cui progetto la Redazione di tuttatoscana collabora:

 EDIDA logo - Stefano Angelo | Lamberto Salucco

 

Il progetto edida nasce, in ambito formativo, nel 2007 da un’idea di Stefano Angelo e Lamberto Salucco.

Il team edida si è poi ingrandito grazie alla creazione di un network di professionisti, soprattutto docenti senior in diversi ambiti, esperti di progettazione didattica, multimedia, tecnologie per l’insegnamento, e-book, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, e-learning, social learning, piattaforme come Moodle e Docebo, grafica 2D e 3D, web design, web writing, sviluppo app su piattaforma iOS e Android etc.

Dal 2012 edida inizia a occuparsi di e-book e lo fa attraverso edidatelling, un progetto editoriale, di promozione culturale, volto a lanciare nuovi talenti. Questa iniziativa è rivolta a tutti quelli che sono esclusi dai circuiti editoriali “istituzionali”. La selezione delle opere da pubblicare, gratuitamente, avviene attraverso un concorso che si svolge secondo le regole pubblicate nel blog prosaepoesia.net

Dal 2014 edida fornisce una serie di servizi dedicati agli amanti del self-publishing. Vuoi auto pubblicarti? Inviaci il tuo testo, al resto ci pensiamo noi.

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Un prodotto Edida per i nostri lettori più giovani:

l’ultimo ebook di Edida “Fiabe a volontà” adatto ad una fascia di età dagli otto ai dodici anni. Una raccolta di fiabe di Autori vari. L’ebook è gratuito. Da ben due settimane al primo posto nella classifica di iTunesFiabe+a+volontà

Sinossi

La raccolta di fiabe che proponiamo in questo volume ha il merito di essere nata prevalentemente nelle pagine di prosaepoesia.net nel corso degli anni. Nella tradizione letteraria classica la fiaba è una storia a lieto fine in cui i personaggi superano gli ostacoli con la volontà e l’intervento di forze magiche. E le fiabe di oggi?

“Raccontami una storia!” Che sappia di antico o di nuovo, niente può prenderne il posto.

La voce umana che racconta con le proprie inflessioni, espressioni, pause ed esclamazioni, conserva un fascino che non solo non è scomparso, ma che a detta degli studiosi, non si può sostituire: la fiaba è per il bambino uno strumento importante di crescita, attraverso l’apprendimento di un linguaggio maggiormente articolato e per le vicende che trovano luogo nella fantasia ma rimandano alla realtà grazie ai personaggi verosimili.

Lo trovate su iTunes e su Kobo

 

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Lamberto Salucco Strade scomparse di Firenze, EDIDA, 2013

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La Presentazione di Gianni Greco

Lamberto Salucco ha il pallino delle strade scomparse, e lo fa rotolare in mezzo a vicoli, chiassi, piazze, piazzette, vie e viuzze fantasma rincorrendolo per raggiungerlo, e così facendo scopre un mondo incantato che gli altri non vedono: è un mago? No, è un grande innamorato di Firenze, e come ogni innamorato vuole conoscere a fondo il passato della sua amata. Ma si sa, sapere troppo può far male, e sicuramente Lamberto ha sofferto molto nella sua ricerca, perché Firenze ha parecchi scheletri nello stradario. Scoprire che dove adesso ci sono edifici c’era una piazza, che tante strade sono state abolite, tante case abbattute, chiese, torri, loggiati spianati, perduti, dimenticati (e tutti facevano parte di strade non più esistenti) provoca un dolore acuto al cuore.Per non parlare dei nomi. E m’immagino il Salucco intento a chiedere geloso alla sua amata: “Come si chiamavano i tuoi ex? Avanti, dimmelo!”. Firenze ha risposto, e le risposte sono tutte in quest’opera preziosa e unica, in cui senza inutili sbavature retoriche si può accedere ai dati essenziali della città invisibile, che torna visitabile attraverso chiarissime informazioni corredate da utili e accurate piantine che ci aiutano a orientarci nel nulla.

Un’opera che va tenuta presente e utilizzata di continuo, specialmente se si è a nostra volta innamorati di Firenze. Io stesso lo farò quando ne avrò bisogno per la mia pagina Facebook “Vecchia Firenze mia” e per personale libidine. Perché – lo confesso – anch’io sono un amante di Firenze. Ma non ditelo a Lamberto…

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Michel Pastoreau, Blu. Storia di un colore, Ponte alle Grazie

Vi piace il colore blu?

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Può sembrare solo una questione di gusti, ma Michel Pastoureau nella sua trattazione  spiega perché è da ritenersi una storia sociale la scelta o meglio l’affermazione di un colore sugli altri. Racconta le alterne vicende dei colori a partire dalle origini fino ai giorni nostri e in particolare del blu, il preferito dalle popolazioni europee a partire dal XVIII secolo, ma che non sempre ha ricoperto questo ruolo. L’affascinante trattato dello storico del simbolismo e massimo esperto di storia dei colori propone una lettura sociale dell’uso, significato e valore dell’utilizzo e dell’ambito di applicazione dei diversi colori.

Ad esempio in epoca romana ruber e coloratus erano sinonimi, confermando la predominanza del rosso su tutte le altre coloriture mentre il blu era il colore dei Barbari. Occorrerà attendere oltre l’anno Mille perché il blu si affermi come colore “aristocratico” e tra i più belli, diffondendo il proprio primato dalla Francia alla Germania e all’ Italia.

La promozione del blu tra il XII e il XIV secolo è l’espressione di cambiamenti importanti nell’ordine sociale, nei sistemi di pensiero e nelle modalità di percezione scrive Pastoureau e diverrà, dopo aver fatto concorrenza al rosso e anche del nero ricercato nel XV secolo, il colore dominante associato a quest’ultimo durante la Riforma protestante.

Un saggio che non può non catturare con la sua miriade di riferimenti ad ambiti che parrebbero completamente distanti, ma che l’Autore avvicina e accosta nella semplicità delle osservazioni che a quel punto appaiono ovvie.

Scorrevole e piano nella narrazione storica si legge senza intoppi con una scoperta ad ogni girar di pagina che cattura e sorprende.

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Fatti e fattacci al tempo di Firenze capitale 1865 1870

 

 

Fatti e Fattacci, al tempo di Firenze capitale (1865-1870) di Alessandro Ferrini e Salvina Pizzuoli è un omaggio alla bella città toscana in occasione del centocinquantenario di un evento che ha lasciato traccia nel tessuto cittadino e una profonda lacerazione nelle vite dei fiorentini di allora, abituati a una municipalità senza clamori. Riferiamo alcuni degli avvenimenti  che hanno caratterizzato il quinquennio, riportando fatti e fattacci di protagonisti della vita politica italiana del tempo insieme con le risposte della cittadinanza che, con occhio distaccato e ironico,  li metteva alla berlina nei suo giornali satirici. Ci auguriamo che i nostri lettori restino piacevolmente incuriositi e sorpresi, come noi nel leggere quanto raccontiamo dopo aver consultato le opere del periodo e i giornali dell’epoca.

Nella nostra pagina dedicata al centocinquantenario con l’etichetta “immagini di Firenze capitale” troverete non solo raffigurazioni del tempo, ma anche stralci dell’ebook che la immortalano tra avvenimenti e curiosità conosciuti e meno conosciuti.

Nei principali store a 2,99

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Nell’altro giardino  ebook di Salvina Pizzuoli  nellaltro-giardino

 

Un romanzo breve dove le donne sono protagoniste con le loro esperienze e le loro difficili scelte di vita. L’impianto è particolare, senza capitoli, senza titoli e gli avvenimenti, dilatati dal tempo soggettivo, trascorrono da un personaggio all’altro.

Amori malvissuti, incomprensioni, sofferenze e solitudini alla ricerca di salvezze e speranze, anche quando la soluzione è estrema, per sfuggire le ricette e le prescrizioni del mal di vivere. Donne con il loro vissuto familiare e personale dentro uno spazio temporale fluido che le vicende disegnano e definiscono.

su Amazon a 2.99

Quattro donne e una cucina
Quattro donne e una cucina

 Nell’altro giardino conclude la trilogia dedicata a protagoniste femminili con Quattro donne e una cucina, uno zibaldone di ricordi ricette curiosità e storia di alcuni ingredienti e con Corti e… fantastici, una raccolta di racconti sulle suggestioni della quotidianità filtrate dalla sensibilità femminile

Per chi ama la cucina come ambiente, per chi vuole conoscere la storia di alcuni ingredienti, per chi desidera un libro di cucina “diverso”
“Quattro donne e una cucina”, con ricette, curiosità, storie al femminile, da leggere come un racconto.

La presentazione dell’Autrice a questo link: http://ilgiornaledabruzzo.it/2014/03/14/quattro-donne-e-una-cucina-lebook-di-salvina-pizzuoli/

 

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corti-e-fantasticiPer chi ama il racconto, breve, i bozzetti, le riflessioni sul quotidiano…

“Corti e… fantastici” si compone di racconti brevi che propongono in chiave ironica fatti e misfatti del quotidiano spesso disarmonico e frustrante, ma anche spassoso e imprevedibile, o le
quotidianità inusuali e straordinarie, in una dimensione parallela, dove tutto è o appare possibile e anche i gatti sono protagonisti.

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Hans Tuzzi, Il mondo visto dai libri, Skira, Milano, 2014, pp. 153, € 15,00

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Recensione di Alberto Genovese

Quando l’amore per il libro diventa certezza esistenziale e quotidiano bisogno, s’accende nel lettore il desiderio di libri che narrano la storia dei libri: di come sono nati, di chi li ha stampati, di chi li ha rilegati per andare nel mondo con robuste scarpe, di chi per ossessivo amore si è macchiato di delitti, di chi  per averli scritti è  stato braccato da sgherri e anatemi. Si fa presto a scoprire che i libri hanno le loro proprie storie e avventure, che non sono meno affascinanti delle storie che i libri stessi raccontano. I bibliofili sono gli esoterici depositari di questo sapere. Una oleografia corriva ma in fondo affettuosa li immagina compulsare cataloghi di librerie antiquarie in studioli avvolti nella penombra da cui sortiscono ogni tanto per le prosaiche necessità del mondo, quasi disavvezzi alla luce, forse persino smunti, talpe con negli occhi la solitaria felicità di una scoperta (una prima edizione  che sembrava perduta?), felicità che la generale indifferenza rende più intima, e si colora di tenero eros.  Più dei lettori, i bibliofili vedono il mondo attraverso i libri, sino a perdersi negli insani labirinti della bibliomania. Bibliofili e bibliomani sono stati  essi stessi  ispiratori e soggetti di altri libri. Si deve ai francesi un genere particolare, la nouvelle bibliographique, il racconto bibliofilo,  inaugurato da Il bibliomane, di Charles Nodier (siamo nel 1831). Ancora più famoso  è  Il delitto di Sylvestre Bonnard, di Anatole France, del 1881.  Un classico. E come tacere di quel piccolo gioiello che è Mendel dei libri, di Stefan Zweig (1929)? E Il nome della rosa, poi? C’è un quadro  dell’Arcimboldo, “Il Libraio”  del 1566, che potremmo eleggere a migliore rappresentazione iconografica della bibliomania,  appena un secolo dopo l’invenzione della stampa, quando peraltro fra la passione per il libro e i mestieri della scrittura, ivi compreso appunto quello del libraio, correvano fusionali vincoli d’inchiostro.

Chi è oggi il bibliofilo? Un erudito dilettante di provincia? Un freddo cattedratico? Un nobile devoto a una biblioteca di famiglia? Un parvenu che ha scelto i libri antichi invece che i vasi della dinastia Ming come collezione da esibire? Difficile tracciarne un profilo,  nel volgere di questi anni di diaspore di ideali e di imbellettate solitudini.  E se il bibliofilo fosse uno scrittore? Sì, ma è uno scrittore sedicente per causa di un manuale di bibliofilia o uno scrittore e basta che pubblica anche opere bibliofile? Capitolo volentieri di fronte a tali capziose complessità e di buon grado mi arrendo a una concreta evidenza: Il mondo visto dai libri di Hans Tuzzi. Sentite un po’ il titolo: non è il bibliomane o lettore forte che guarda il mondo attraverso i libri, bensì sono i libri che, quasi (no, tolgo il quasi) animandosi, vedono il mondo. C’è sottintesa la volontà dell’autore di invertire la prospettiva consueta, che vuole misurare il mondo attraverso gli alati pensieri dei libri. Sostiene Tuzzi: è la storia stessa dei libri, il loro esistere ed intrecciarsi con le vicende umane che li rende al contrario misura all’uomo. Mentre l’uomo si affanna a scrivere i libri per raccontare e giudicare il mondo,  finisce che la storia dei libri  è un modo per vedere la storia dell’uomo. Appunto, il mondo visto dai libri. Una prospettiva filosofica e un titolo che sarebbero piaciuti un sacco a Borges.

Eh, però, in esergo poi ti compare una citazione di Walter Benjamin che suona così: Libri e puttane si posso portare a letto. E uno si chiede a che gioco stia giocando Tuzzi. E’ la spocchia dell’intellettuale di mondo che accende il camino con le pagine che lui stesso ha scritto per far mostra di suprema ironia? Un’acuzie di neo-relativismo? Una conversione al pensiero debole nello spazio che separa il titolo dall’esergo? O una dolorosa insinuazione che sussurra all’orecchio del lettore: per quanto tu possa amare i libri, non ti illudere che in essi troverai l’ubi consistam del tuo stare nel mondo. Chi frequenta i libri di Hans Tuzzi sa che questa è una sua ricorrente e carsica dialettica:  le conversazioni erudite, certe metafore luminose, l’amore per il particolare nel disegno dei personaggi,  il ritmo coerente, la sua prosa nitida dai costrutti classicheggianti, tutto sembra volgere verso l’esattezza dello stile; senonché un aggettivo ombroso, un’ansa improvvisa nel fluire della trama, la bizzarria di un’espressione scanzonata procurano un breve spiazzamento, il tempo di un refolo freddo, un passo veloce di spettro che ti invita a uscire per un attimo fuori dalle pagine dei suoi libri, quel tanto che basta per avvertire il dolore di un nulla che neanche la letteratura può esorcizzare, e che nemmeno un autore pervicacemente laico come Tuzzi può evitare. (E  viene da chiedersi se il genere “romanzo” sorto nell’Ottocento dalle ceneri dell’ancien regime non abbia come suo fondamento l’orfanità metafisica, e con essa e per essa la triste adultità del vacuo e la nudità esistenziale. Ma questa sarebbe un’altra storia, sempre di libri.)

Bisogna sapere che Tuzzi ha come scrittore molte vite: compare in libreria  con alcuni titoli di bibliofilia e di storia del libro che ottengono un duraturo successo per la qualità di alta divulgazione e piacevolezza di prosa.  C’è in proposito un suo titolo (Gli occhi di Rubino. Di cani, di libri, di cani nei libri) dalla cui lettura non ci si può astenere se si vuole conoscere a quali felici e originali esiti letterari conduca il connubio fra profondità di pensiero, prosa raffinata, coerenza e levità di stile (parlando di cani e di libri? ma davvero? sì, proprio così…). Diventa giallista di chiara (non importa quanto commerciale) fama con il suo commissario Melis, che indaga in una Milano livida e smarrita, megalopoli di esistenze solitarie. Si mormora, ma sono maldicenze, che il suo La morte segue i magi sia da annoverare fra i migliori gialli italiani mai scritti, per spessore letterario e fondamento filosofico (il labile confine il vero e il falso, fra l’autentico e il suo indistinguibile doppio). Poi diventa romanziere tout-court con Vanagloria… Con il suo Mondo visto dai libri, ritorna per così dire sul luogo del delitto. Ora, cosa ci si può attendere da un libro che parla di libri con un titolo del genere? Momenti di storia e microstoria del mondo attraverso tutto ciò che il libro intorno a sé raccoglie e sedimenta. Tuzzi diventa una specie di cantastorie: svolge sul palco delle pagine il suo telone colorato e canta le vicende di assassini, di fiere, di autori rimasti misteriosi, di travestimenti, del trigramma di Gesù, di libri inesistenti, di furti e delitti, di artigiani ostinati nel perseguire la bellezza materiale del libro… E mentre narra il mondo con gli occhi del libro, il pubblico che è dentro di noi (le molte persone che ci abitano – il fanciullo curioso, l’adulto potato dalle illusioni, il lettore vegliardo in cerca di un ricordo) e quello fuori di noi,  i tanti lettori ignoti gli uni agli altri, tutti si radunano (ci raduniamo) sotto questo palco immaginario e sfogliano le pagine del sillabario “tuzziano”, e si chiedono (ci chiediamo) a un tratto: dov’è il mondo?  E’ in quel palco di cantastorie (Narrami autore dei multiformi libri le curiose gesta…), o è qui dove sto leggendo? Qui nell’intimità di una stanza tutta per me, nella panchina solitaria di un parco, in una vettura di metropolitana che pullula di virus influenzali, nel letto dove mi racconto in solitario silenzio una fiaba scritta da altri? Sì, il mondo non è nei libri, ma i libri lo raccontano e lo vedono. E se proprio ci fosse concesso, non entreremmo volentieri dentro le pagine di un libro come in un mondo fantastico, per una amletica fuga dal fato? Il libro di Hans Tuzzi accende questo desiderio con arte di colto cantastorie, con la sua prosa come sempre signorile e fluente, densa di cose sapute e narrate con grazia e ironia, mai abdicando al rigore delle idee, mai rinunciando alla seduzione delle parole. Chi ama la letteratura bibliofila terrà questo Mondo di Tuzzi fra i titoli più cari. Una nota è dovuta alla grafica della copertina: calda, notevole.

 Poscritto. Con operoso ravvedimento informo infine i lettori della presente recensione che Hans Tuzzi ha citato il sottoscritto, per nome e cognome, nella prefazione al suo Mondo. Ho pertanto scritto in palese conflitto di interesse, il quale invero consiste nell’appellativo di “amico” generosamente attribuitomi dall’autore, e di cui posso privatamente vantarmi. Se taluno ritenesse che questa circostanza invalidi la veracità dei miei giudizi estetici, costui è invitato a leggere le opere di Hans Tuzzi che ho segnalato, e sono certo che non potrà che condividere (un tanto in più un tanto in meno)  le mie opinioni. E anche questa amicizia epistolare fra il recensore e il recensito è una storia di uomini parlata dai libri… Tutto si tiene…

 ♦Recensione di Salvina Pizzuoli

Se dovessi decidere tra gli scritti di Hans Tuzzi quali regalare a Natale, metterei in lista anche questo ultimo lavoro “Il mondo visto dai libri” (Skira, Milano 2014). Sono un’estimatrice di Tuzzi narratore e non avrei mai immaginato di poterne apprezzare la saggistica-narrata relativa all’ambito antiquario dei libri.

Non è un romanzo, ma è come se lo fosse. Non è solo per bibliofili, anche se informa e documenta il corso degli eventi legato ai volumi di cui tratta con precisione da manuale: ne racconta la vicenda ora avventurosa ora curiosa o imprevedibile, ma comunque interessante che circonda ciascun testo che Tuzzi ha deciso di  porre al cuore di ogni capitolo con quel suo stile elegante e accattivante tra informazioni e aneddoti che arricchiscono e avvicinano il lettore a quel libro carico di una storia tutta personale e aiutano a comprendere perché chi li ama possa spingersi fino a uccidere per il possesso di uno di essi. Si scorrono i capitoli, tanti quante le lettere dell’alfabeto, da Assassinare (per un libro)” a “Zanzibar” e si procede fra racconti dedicati  a persone e luoghi che attorno a quel libro o a quel genere di libri (in “Ornitologia” si incontra inaspettatamente Ian Fleming) ruotano come personaggi dentro la medesima storia, in una fabula avvincente anche perché impensabile e sconosciuta.

Dal Quattrocento ad oggi attraverso itinerari che si snodano ai quattro capi del pianeta seguendo e tratteggiando  un mondo di libri fatto dai libri:

Due anni dopo “la mano che pensa”, muore, registrata nell’elenco dei poveri, senza poter immaginare il successo che il libro sugli insetti del Suriname otterrà in tutta Europa […]

La citazione è tratta dalle pagine di “Merian, Maria Sibylla”, che sopravviverà nel  libro da lei illustrato con amore e passione per le incantevoli creature. Vite di donne, di libri illustrati e di librai: nelle pagine dedicate a “De Marinis, Tammaro” una figura unica nel mondo dei librai italiani Tuzzi racconta la storia del giovane napoletano che nonostante non avesse terminato gli studi, se non come autodidatta presso l’Archivio Storico di Napoli, raggiungerà le massime onorificenze nel panorama mondiale della peleografia; in chiusura riporta una frase di Umberto Saba che scoperta l’esistenza dei libri antichi, affermava in “Storia di una libreria” “emanavano un senso di pace: erano come dei nobili morti”.

La lettura mi ha così catturata che penso proprio di volerlo rileggere, per riassaporare con la calma di chi legge nuovamente i passaggi più gradevoli di questo mondo speciale visto attraverso i libri.

 per saperne di più: video recensione di Luigi Mascheroni

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  Hans Tuzzi Il trio dell’Arciduca Bollati Boringhieri Milano 2014

Il Trio dell'arciduca
Il Trio dell’arciduca
 per saperne di più: intervista a Tuzzi
                                                      articolo su Prosa e Poesia
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Hans Tuzzi zaff&rano e altre spezie Slow Food Editore 2014

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                per saperne di più:  la recensione su Prosa e Poesia
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Roberto Alajmo L’arte di annacarsi Laterza 2010

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 per saperne di più: recensione su Esercizi di stile

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 Corrado Augias I segreti d’Italia, Rizzoli 2012

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 per saperne di più: recensione su Rizzoli

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