Dal basso, lungo la valle del Crevole, tributario dell’Ombrone senese, tra il verde della macchia spiccano i resti di un’alta torre e di un poderoso muro su cui si aprono spettrali fori di antiche finestre.

Crevole la rocca da lontano
Crevole la rocca

È la rocca che dal torrente prende il nome e che lo sovrasta.

Crevole, la rocca in un disegno del XVIII secolo
Crevole, la rocca in un disegno del XVIII secolo

Il luogo esercita un fascino particolare per la felice collocazione geografica così com’è sul cocuzzolo della collina dove la sua sagoma si confonde tra i verdi della rigogliosa vegetazione. Doveva invece far paura ai tempi per le sue imponenti fortificazioni, volute dai vescovi di Siena tanto da essere un baluardo con i suoi vari ordini di mura, resa tale nel 1325 dal vescovo Donosdeo Malavolti. Il vescovo che aveva voluto la fortificazione della rocca era poi morto in battaglia per difendere i territori dal potere dei Piccolomini.

Se la storia ci tramanda di assalti, devastazioni e occupazioni, da parte dei ghibellini nel 1380 e degli spagnoli e dei francesi nella seconda metà del XVI secolo, quest’ultimi avvenimenti legati alla caduta della Repubblica di Siena, la leggenda racconta del fantasma di Donosdeo: durante il saccheggio della sua amata rocca nel 1554 da parte dei soldati spagnoli comparve vestito con i paramenti sacri armato di un crocifisso.

Crevole particolare dei ruderi dell'antica rocca
Crevole particolare dei ruderi dell’antica rocca
Crevole il torrione della rocca
Crevole il torrione della rocca
Crevole scale di accesso all'antica rocca
Crevole scale di accesso all’antica rocca

La storia ci dice che da quel momento in poi la fortificazione non si riprese più e insieme a lei anche il villaggio che era cresciuto alla sua ombra difensiva: nel periodo fiorente della rocca si era sviluppato infatti anche un villaggio con una pieve, documentata sin dal 1189, la pieve di Santa Cecilia. Oggi completamente trasformata e adattata ad abitazione.

Crevole Santa Cecilia, la facciata
Crevole Santa Cecilia, la facciata

Oggi cintata con un’inferriata bassa, è una proprietà privata, ma scendendo dalla rocca, si impone all’attenzione del visitatore con tutta la sua semplicità: la facciata con l’archetto e la torretta campanaria a bifora. Che occupasse comunque una posizione prestigiosa è indubbio per le diverse opere d’arte che la corredavano. A partire da una Madonna col Bambino, attribuita all’opera giovanile di Duccio da Boninsegna, il “Maestro di Crevole” e oggi conservata presso il Museo dell’Opera del Duomo, o il trittico di Piero Lorenzetti “Santa Cecilia, San Bartolomeo, San Giovanni Battista” conservata dall’Ottocento presso la Pinacoteca Nazionale di Siena.

Crevole, la rocca dalle case del villaggio
Crevole, la rocca dalle case del villaggio

Articoli correlati:

Nella val di Merse: San Lorenzo a Merse

Nella val di Merse: Ponte a Macereto e Tocchi

Nella val di Merse: la pieve a Ponte allo Spino

Nella val di Merse: il chiostro di Santa Mustiola a Torri

Murlo di Vescovato:un castello tra la val di Merse e dell’Ombrone senese

Ritorna a Galleria foto: nella Val di Merse