Percorriamo la SP 101 che lasciamo al bivio per l’Osteriaccia e proseguiamo per una strada sterrata ma dal piano carrozzabile. Siamo dentro un bosco di lecci e querce e il luogo sa di solitario e isolato, ancora oggi, con la strada che sale per poi terminare davanti alla parete laterale, altissima, della chiesa romanico-gotica di San Leonardo, il più antico eremo dei cinque eremi medievali del senese.

Siamo a circa dieci chilometri da Siena sopra il piano dell’antico lago Verano, sul fianco orientale della collina di Montecagnano, in mezzo a rilievi selvosi tanto che era indicato con il nome di eremo di Selva del lago ed era parte della pieve di Santa Colomba, un piccolo centro nella piana. Il lago Verano fu prosciugato nel XVIII secolo perché malsano ad opera del granduca Pietro Leopoldo è oggi completamente coltivato.

Prima di superare il muro perimetrale che in basso la circonda, un tabellone riporta la ricostruzione dell’antico eremo fortificato con due torri, una tonda e una quadrata, che accoglieva, a causa delle guerre che travagliavano il territorio, la popolazione di Santa Colomba.

Le notizie certe sulla presenza della comunità eremitica vengono collocate intorno ai primi anni dell’XI secolo anche se questa data non trova concordi tutti gli studiosi.

Furono gli Ardengheschi, nobile famiglia senese che, con le loro cospicue donazioni, lo resero florido intorni al XII secolo. La bella chiesa, che acquisì l’aspetto attuale nel XIV secolo, ha una facciata semplice e una copertura a capanna con un rosone ed un portale preceduto da una breve scalinata che immette lateralmente nel vasto cortile dove un grande pozzo

ne adorna l’accesso e un angolo. Intorno è circondato da mura, dalla parete laterale della chiesa e da costruzioni abitative legate al convento da cui si accede al refettorio con affreschi a frammenti di una Crocifissione attribuita a Giovanni di Paolo datata 1445. Ma gli affreschi più spettacolari occupano l’abside e gli spicchi della volta: sono di Lippo Vanni, seguace di Pietro Lorenzetti, e datati 1360/70. Il complesso con il refettorio e l’interno della chiesa sono visitabili ad orari prestabiliti, suonando il campanello posto su di un cancello all’ingresso del cortile. Tra i personaggi illustri del passato che hanno soggiornato nell’eremo va ricordato il cancelliere di re Manfredi, il beato Agostino Novello che vi morì nel 1309.

Ma è tutto il luogo che merita una visita insieme al vicino eremo di Lecceto raggiungibile, preferibilmente nella bella stagione, anche attraverso un sentiero nel bosco che collega i due splendidi romitori.

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