IMG_0247
Angelo Puccinelli Madonna col Bambino, Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta a Veneri (Pescia)

di Lorenzo Puccinelli Sannini      

Nel numero di “Nebulae” di gennaio dell’anno scorso scrissi un articolo intitolato: “La fortezza dietro l’angolo”. Mi riferivo alla Rocca del Cerruglio che delimita verso nord-ovest l’abitato di Montecarlo, ma intendevo, in particolare, sottolineare il fatto che spesso quasi tutti noi tendiamo a conoscere in maniera approfondita le bellezze storico-artistiche che visitiamo durante le nostre ferie, magari trascorse in qualche paese straniero, ed ignoriamo invece le opere d’arte che abbiamo appunto dietro l’angolo.

Come a tutti è noto, il nostro Bel Paese è talmente pieno di capolavori sia architettonici, sia scultorei, sia pittorici che, se non ci fossero i terremoti che si adoperano a distruggere alcuni esemplari appartenenti alla prima categoria, e chilometri di sotterranei che custodiscono, spesso malamente, sculture e pitture in soprannumero che i nostri musei non riescono ad esibire, saremmo forse costretti a donare parte del nostro patrimonio artistico a qualche paese straniero. Senza contare quello che ancora non conosciamo, ma che ci aspetta pazientemente sotto terra.

Ora è evidente che in una situazione come la nostra, sarebbe impossibile pretendere che ciascuno possa conoscere a fondo tutto ciò che di bello la sua regione, ma che dico, semplicemente la zona in cui abita è pronta ad offrirgli. Forse però varrebbe la pena, magari approfittando di una giornata piovosa che scoraggia la gita al mare, dare un’occhiata a quello che si trova davvero “dietro l’angolo”.

Per coloro che come me hanno il privilegio di abitare a Pescia, esiste solo il problema della scelta. Ovviamente abbiamo tutti visto da fuori e magari anche visitato da dentro il Palazzo del Vicario, quello del Podestà che oltre tutto contiene la meravigliosa mostra permanente delle sculture di Libero Andreotti, il Duomo e le varie chiese come quella di San Francesco che custodisce gelosamente quel capolavoro di Bonaventura Berlinghieri dedicato appunto al Santo in questione.

Tutti poi abbiamo passeggiato in su e in giù per piazza Mazzini ammirando i suoi innumerevoli palazzi e forse stimolati dalle pagine del Professor Gigi Salvagnini ci siamo spinti fin in Ruga per dare un’occhiata all’unico edificio pesciatino che possa dirsi davvero barocco: il palazzo Forti.

Infine, chi non ha fatto un salto a Collodi per visitare lo splendido giardino all’italiana di Villa Garzoni?

640px-Chiesa_dei_Santi_Quirico_e_Giulitta_(Veneri)_03
Veneri, facciata della chiesa dei Santi Quirico e Giulitta (Foto originale)

Ma nella chiesa dei Santi Quirico e Giulitta a Veneri, scommetto che molti di voi, a parte i parrocchiani s’intende, non ci sono mai entrati. 

E perché ci saremmo dovuti entrare? direte voi: è una chiesa come un’altra. Certo è una parrocchia come ce ne sono a migliaia in Italia. Contiene però al suo interno un gioiello che poche altre parrocchie possono vantare: la Madonna col Bambino che ho chiamato all’inizio “La Madonna …..quasi dimenticata” proprio perché ritengo che sia un’opera conosciuta da pochi.

Verso la metà del 1300, nacque a Lucca un certo Angelo Puccinelli che doveva diventare uno dei pittori di scuola senese più rappresentativi della seconda metà del secolo XIV e dell’inizio del XV, di quel periodo fluido cioè che sta tra il tardo Gotico ed il primo Rinascimento. 

Dico “verso la metà del 1300” perché la data precisa è sconosciuta come è dubbia l’appartenenza di Angelo alla famiglia di chi scrive. Si sa soltanto che egli aveva un fratello di nome Jacopo ed uno Jacopo appare come terzo esponente della genealogia dei Puccinelli, ora Puccinelli Sannini. Ma il nome Puccinelli è originario di Montuolo e già documentato nel secolo XIII, per cui nel trecento i rami della famiglia presenti a Lucca potevano essere numerosi.

Nel 1998 si tenne presso il Museo Nazionale di Villa Guinigi la mostra intitolata: “Sumptuosa tabula picta – Pittori a Lucca tra gotico e rinascimento” a cura della professoressa Maria Teresa Filieri, Direttore dei Musei Nazionali di Lucca, e in relazione alla mostra venne stampato da S i l l a b e s.r.l. un voluminoso catalogo avente il medesimo titolo. La mostra che aveva il conclamato obiettivo di sfatare la tradizione che voleva quasi inesistenti i pittori lucchesi nel periodo a cavallo del XIV e XV secolo, raggiunse in pieno il suo obiettivo, radunando a Lucca innumerevoli opere d’arte provenienti da collezioni private e pubbliche un po’ da tutto il mondo e rivalutando così i nomi di molti artisti del periodo, a cui l’attribuzione di queste opere era stata fino ad allora negata.

Uno di questi è stato sicuramente il Puccinelli di cui, nel commento artistico riportato nel catalogo, il Professor Alvar Gonzalez-Palacios, traccia, fra l’altro, questo profilo:

La formazione e la portata della personalità di Angelo Puccinelli sono state più volte indagate , ciò che ormai consente di considerarlo il maggior pittore lucchese della sua epoca nonché una delle figure più originali del tardo Trecento italiano.”

E Andrea De Marchi, sempre nel catalogo, ribadisce:

Nello scenario della pittura lucchese del secondo trecento la figura di Angelo Puccinelli spicca incontrastata per la sua originalità.”

Ora che la mostra ha chiuso i battenti 14 anni fa e che le opere esposte sono tornate nelle loro collocazioni di origine, chi volesse farsi un’idea concreta della pittura del Puccinelli potrebbe temere di doversi recare al Bindenau Museum di Altenburg in Germania, o al Musée du Petit Palais ad Avignone in Francia, o addirittura al Museo Paul Getty a Los Angeles.

Niente di tutto questo. Fortunatamente si possono ammirare alcune sue opere alla Pinacoteca Nazionale di Siena o addirittura al Museo di Villa Guinigi a Lucca.

Ma perché fare anche questi pochi chilometri, con quel che costano oggi la benzina ed i parcheggi, quando la soluzione del problema è..dietro l’angolo, nella chiesa dei Santi Quirico e Giulitta di Veneri?

Pescia,_chiesa_di_veneri,_interno,_Angelo_Puccinelli,_madonna_col_bambino_01
Veneri (Pescia) Interno della chiesa dei Santi Quirico e Giulitta con la pala dell’altare della Madonna col bambino (Foto originale)

E non crediate che il dipinto conservato a Veneri abbia qualcosa da invidiare alle altre opere dell’artista sparse nei più prestigiosi musei del mondo. Leggete qui di seguito il commento del De Marchi, sempre tratto dall’ormai famoso catalogo: 

La tavola, rappresentante la Madonna col Bambino, è lo scomparto mediano di un polittico di cui non conosciamo altri elementi […] La prepotente vitalità di quest’immagine matronale forse si pone già in parallelo con i primordi dell’arte di Jacopo della Quercia. Se da un lato vi è rielaborata, nell’ampiezza del gesto con cui la madre stringe a se il figlio, la composizione della tavola del Museo Nazionale di Villa Guinigi, dei primi anni ottanta, dall’altra meno tagliente e contratto è il disegno che aggira le forme turgide, insegue e complica in mille rivoli il ricadere larghissimo dei panni […] o ancora si osservi l’intrico minuto formato dalle fasce rosse e bianche che avvinghiano il Bambino prorompente di energia. La Vergine lo sogguarda di sbieco e con la mano sinistra nel sorreggerlo cerca di insinuare le dita lunghe e prensili tra le pieghe delle fasce, con una sensibilità complessa già degna di Jacopo della Quercia.”

Coraggio quindi. Alla prima occasione in cui la televisione non trasmette alcun programma attraente e quando il tempo non risulta propizio per la classica puntata in Versilia, perché non “girare l’angolo” e raggiungere la parrocchia di Veneri per dare uno sguardo, per di più gratuito, alla “Madonna…quasi dimenticata” e cioè ad uno dei grandi capolavori pittorici della fine del ‘300? Sempre che troviate la parrocchia aperta, s’intende.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...