da  Carlo Collodi, Un romanzo a vapore: Da Firenze a Livorno, Mariani Firenze 1856

Frontespizio della prima edizione

La Leopolda parte dalla Stazione di Firenze, fuori la Porta al Prato, e giunge a Livorno con uno sviluppo di Chilometri 95 113.  …

Appena uscito di sotto alla navata della grande Stazione di fuori la Porta a Prato, il convoglio del Vapore corre per brevissimo tratto al fianco del delizioso passeggio delle Cascine, del quale si vedono le ridenti e spaziose praterie, i lunghissimi viali, orlati di platani e di alberi, le decenti e bene architettate case coloniche.

Sulla destra, trovasi il canale denominato Macinante, il quale staccandosi dall’Arno all’estremo della città si conduce sino al Bisenzio, dopo di avere animato per via e messo in movimento diversi mulini ed opifici. Le belle rive dell’Arno e le amene colline dei dintorni di Firenze si mostrano al viaggiatore. Signoreggia sulla sinistra la villa di Castel Pulci, così denominata per un possesso della famiglia, cui appartenne Luigi Pulci, autore del poema – Il Morgante. Poco dopo si passa dappresso al Borgo di S. Donnino, detto S. Donnino a Brozzi, dove è la prima fermata dei Treni che partono da Firenze.  Signa è il castello che s’incontra poco al di là del Bisenzio, dirimpetto al primo ponte sull’Arno, tra Firenze e Pisa. Comparisce quindi sulle colline a sinistra la Villa delle Selve, sul colle a destra quella d’Artimino. La via-ferrata, seguitando il suo corso, attraversa l’Ombrone pistoiese in vicinanza del suo sbocco, al principio dello stretto passo denominato la Gonfolina, ove l’Arno scorre incassato in rupi di duro macigno, tra i poggi di Artimino e di Malmantile, Castello che dette argomento al giocoso poema di Lorenzo Lippi.

Tracciato della Leopolda

Quindi si passa l’Arno sopra un ponte composto di cinque luci di presso a 50 braccia ognuna e formato con pile di muramento sulle quali riposano quattro file di architravi di ferro fuso, sorretti, per maggior solidità, con tiranti di ferro lavorato, a sostegno dell’impalcatura. Un tale sistema di costruzione, adottato in alcune strade ferrate d’Inghilterra, è stato recentemente perfezionato dall’ingegnere Stephenson, per renderlo più robusto. Esso presenta il vantaggio di risparmiare molta altezza nelle montate, e serve all’uopo di trapassare con molta obliquità. Riesce però assai costoso. I ferramenti del Ponte sull’Arno che pesano circa 720 mila libbre costano approssimativamente lire 900 mila; cosicchè la spesa dell’intero ponte ascenderà presso a poco ad un milione e 500 mila lire. Trovasi, oltr’arno, Samminiatello villaggio e Montelupo castello con rocca, bagnato dalla Sesa; di fronte a Montelupo scorgesi sulla ripa destra del fiume l’altro castello di Capraia. Incontrasi poco distante da Montelupo la Villa Granducale, detta l’Ambrogiana. Pontorme rimane alla destra della via ferrata in prossimità del torrente Orme. Quindi si trova Empoli, e la sua nuova stazione, ora di recente fabbricata, essendo stata incendiata la prima nel 26 Febbraio 1849. Alla stazione d’ Empoli si unisce la Strada Ferrata proveniente da Siena per la Valle dell’Elsa. La via Leopolda traversa questo fiume, che percorre una lunga valle, in cui è Certaldo, patria del Boccaccio. Le Acque di quel fiume hanno ai primi tronchi la proprietà d’incrostare i corpi che vi si immergono. – Sulla collina a sinistra torreggia il castello di S. Miniato, poco lungi dalla piccola stazione di S. Pierino. Nel percorrere questo tratto di via ferrata veggonsi sulla destra e oltre Arno, Fucecchio, S. Croce, Castelfranco. Da Fucecchio prendono nome le prossime basse terre, altra volta palustri, ora per gran parte bonificate, principalmente col sistema delle colmate.

Stazione Leopolda

Santa Croce è la patria dell’eruditissimo Lami. Castelfranco siede al pari dei precedenti paesi nella amena Valle dell’Arno. Dietro ad esso si mostrano le ubertose colline di Montefalconi, S. Maria a Monte e Montecalvoli. Appaiono sulla sinistra quella di S. Romano (luogo di Stazione) e di Montopoli, e scorgesi da questa parte la villa signorile dei Capponi, Varramista , ove è sepolto lo storico del reame di Napoli, Pietro Colletta. Quindi s’incontra la Rotta (altra Stazione) e non molto dopo, sulla sinistra del fiume Era, la ricca terra di Pontedera, che trovasi prossima al terzo ponte sull’Arno tra Firenze e Pisa. Dalle Fornacette, che trovansi al di là di Pontedera, si staccava un Canale diversivo sfogatore dell’Arno, aperto collo scopo di condurre al mare per il fosso (perciò denominato Arnaccio) una parte delle acque nelle grandi escrescenze del fiume, onde si facessero meno funeste le sue inondazioni alla città e pianura di Pisa: mezzo riconosciuto in fatto più dannoso che utile, perciò disapprovato dal matematico Viviani e quindi soppresso. La Stazione di Cascina è prossima al piccolo paese di tal nome: quella successiva di Navacchio sta in mezzo alla ricca pianura sparsa di case e copiosa di abitatori, che avvicina Pisa. Oltre Arno, sulla destra, offresi alla vista del passeggero, il Monte Pisano colle sue cave di sasso, coll’antica Certosa al piede, e con una delle sue rinomate cime, la Verruca.

Locomotiva Rocket di George Stephenson

La Stazione di Pisa rimane fuori della città sulla sinistra dell’Arno. La Stazione della via ferrata fra Pisa e Lucca , trovasi sulla destra del fiume, all’altro estremo della città medesima, in situazione però che possano un giorno le due strade ferrate riunirsi. Da Pisa a Livorno si conduce la via ferrata Leopolda in una sola retta, attraversando una parte dei terreni acquitrinosi di Coltrano, regia tenuta, già coperta di selve e di paduli. Poco al di là della Stazione di Pisa, appariscono allo sguardo del Viaggiatore i maggiori e famosi monumenti di quella città, fra i quali la singolarissima torre o Campanile pendente. Passa poi la via sopra il canale navigabile tra Pisa e Livorno detto dei Navicelli, quindi il fosso detto Calambrone, per cui mettono in mare tutte le acque della pianura meridionale Pisana. Al di là del Calambrone, presso al quale vedesi la polveriera per uso dei forti di Livorno, entra la strada nello spazio ora interrito che formava l’antico e celebre porto Pisano. E il Convoglio giunge a Livorno. La Stazione di Livorno è prossima alla porta detta di S. Marco, ed alla gran Darsena del Canale proveniente da Pisa, dalla quale s’introducono le barche nei diversi canali navigabili entro la città.

Articoli correlati:

La Leopolda: prima strada ferrata in Toscana

Le prime ferrovie in Toscana: strade ferrate al tempo del Granduca Leopoldo