di Jacopo Cioni su Florence city Rivista Fiorentina

Friggitoria d’epoca

Articolo contenente la ricetta per i coccoli

C’è qualche fiorentino che ricorda le friggitorie?

Le friggitorie fiorentine quando ero ragazzo erano distribuite in tutta Firenze, in centro, di la’ d’Arno, nelle periferie. In friggitoria si compravano per poche lire i coccoli, la polenta fritta, i roventini, i carciofi fritti, la pattona, i bomboloni e le ciambelle. Erano luoghi piccoli, spesso angusti che si trovavano seguendo il naso, il profumo ti portava sull’uscio con già le lirette pronte. Uscivi di li con un cartoccio a cono di carta gialla fumante di coccoli e ti godevi la successiva mezzora passeggiando fra i negozi. Le friggitorie a Firenze sono sparite tutte e oggi ci sono una marea di kebabbari. Domandatevi perché sono sparite; forse perché la burocrazia europea ha imposto regolamenti e norme tali che dovevano vendere 10 coccoli a 10 euro per starci dentro?  

Neccio con la ricotta

 Ve lo ricordate il mitico roventino? Dolce o salato. Con lo zucchero o condito e con il parmigiano. Il cartoccio di polenta fritta croccante e saporita? Il coccolo soffice e gustoso fatto di pasta lievitata e fritta? In stagione i carciofi fritti in pastella? I bomboloni caldi zuccherati e con la crema? E il neccio lo ricordate? Fatto di farina di castagne, un disco arrotolato e ripieno di ricotta, una bontà unica, oggi se trovate qualcuno che fa il neccio ci mette dentro la nutella!! Tutto sparito. Se ancora qualche friggitoria sopravvive ci trovi un friggitore tunisino e la polenta ti costa come il prosciutto, il neccio non sanno che cosa è e al posto dei coccoli ci sono gli involtini primavera. Mi domando a cosa serve il regolamento UNESCO “…per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del centro storico”? Lo scopo è preservare le tradizioni fiorentine o cosa? Un accordo del 1972 che trova applicazione a Firenze solo oggi e già crea confusione come sostiene la CNA. Se lo scopo è preservare perché ci sono centinaia di kebabbari e nemmeno più una friggitoria con un fiorentinaccio scurrile e simpatico? Perché il mercato centrale di San Lorenzo è diventato un ritrovo turistico? Perché una gelateria con prodotti freschi rischia e una che fa il gelato con le polverine no? Come si esclude un locale etnico da questo regolamento e come si limita una trattoria toscana nell’acquistare i prodotti? Di questi ultimi tempi è la notizia che la McDonald ha avuto un rifiuto dal Comune ad aprire un nuovo “ristorante” (cosi lo chiamano loro) in Piazza Duomo al posto del negozio di sport. Un rifiuto proprio sulla base del regolamento UNESCO deciso dalla commissione del Comune di Firenze . La McDonald non solo fa ricorso al TAR contro la decisione che definisce “pregiudizio ideologico” ma chiede 18 milioni di danni e basa la sua difesa sui trattati internazionali dell’Unione Europea che normano la libera concorrenza nel commercio. Pensiamo se passerà mai il TTIP, ci ritroveremo le multinazionali anche nelle cucine di casa!! Non sapete che cosa è il TTIP? Informatevi perchè arriverà tomo tomo come ci sono arrivati fra capo e collo Maastricht e Lisbona. Se McDonald vince al TAR non ci saranno più argini e tutto quello che stabilirà l’EU annullerà qualsiasi difesa territoriale e a Firenze la fiorentinità sparirà. Tutto è solo denaro e affari in questa Europa Unita, concorrenza e acquisizione di potere; la storia, le tradizioni, l’immagine fiorentina non contano nulla e conteranno sempre meno a fronte dei potentati. 

Cartoccio di coccoli

Per ripicca fateveli a casa i coccoli: INGREDIENTI per circa 40 coccoli:

Per la pasta di pane lievitata: 400 g di farina 0 o 00, 20 g di lievito di birra, circa 300 ml di acqua tiepida, ½ cucchiaino di zucchero, 1 cucchiaino d’olio, 1 pizzico di sale.

Per friggere: olio di semi di arachidi.

Per completare: sale fino q.b.

Preparazione dei Coccoli

Disporre la farina sulla spianatoia e formare la classica fontana, mettere un pizzico di sale nella parte più esterna della fontana. Sciogliere il lievito di birra in un po’ d’acqua (tolta dalla quantità totale) e miscelarlo con lo zucchero. Versare il composto nella cavità della fontana, iniziando a raccogliere la farina con la punta delle dita. Lavorare l’impasto aggiungendo a poco a poco l’acqua rimasta. Unire in ultimo, l’olio lavorando ancora l’impasto fino ad ottenere una pasta di media morbidezza, che non si attacca alle mani. Fare una palla, incidete sulla pasta la croce, coprirla con un canovaccio e lasciarla lievitare in un luogo riparato dalle correnti (per esempio il forno spento) per circa 2 ore o fino al raddoppio del volume. A lievitazione terminata versare olio abbondante (tanto da coprire i coccoli) in un tegame e portarlo a temperatura di circa 180°C. Staccare con le mani dei pezzetti di pasta e ruotandole fra i palmi fate delle palline grandi come una noce. Friggerle, poche alla volta, girandole con una schiumarola, fatele dorare in modo uniforme. Tenere presente che la pasta crescerà abbondantemente durante la frittura. Ponetele ad asciugare su carta assorbente da cucina o carta gialla per fargli perdere l’unto in eccesso. Si servono belli caldi in un cono di carta gialla che continua ad assorbire l’unto e li mantiene caldi. Vi assicuro che non faranno in tempo a freddarsi.